Vertenza Champion Scandicci - Firenze firma ora

Da 20 anni la Champion, azienda famosa per i propri capi di abbigliamento sportivo, ha una sede a Firenze, dove ospita la “testa pensante”, cioè i reparti Design e Sviluppo, mentre a Carpi ha la propria base logistica.
A Firenze lavorano (anzi lavoravano...) 50 persone.
In modo ipocrita e furbesco si è deciso di chiudere tutto senza comunicare ai lavoratori e alle parti sociali la volontà di "riorganizzarsi" e di trasferire gli uffici presso la sede italiana, a Carpi (MO)
Nessuna contrattazione o volontà di attivare quegli ammortizzatori sociali che in qualche modo possano tutelare i lavoratori con strumenti come la cassa integrazione o la mobilità.
Si è invece scelto un più subdolo metodo di "alienazione progressiva e mascherata".
Nel mese di novembre 2011 sono state inviate le prime raccomandate che comunicavano, senza alcun preavviso o colloquio di chiarimento, il trasferimento di un intero reparto (logistica, amministrazione e sistemi informatici) presso la sede modenese!
Ai primi di febbraio un'altro nutrito numero di lavoratori, questa volta Tecnici dei tessuti, hanno ricevuto la missiva, con le stesse modalità e con lo stesso candore.
Alle richieste di chiarimento, il management della azienda ha dichiarato che Champion è un'azienda solida, il lavoro c'è, state tranquilli e presentatevi nella nuova sede!
Come se vedersi trasferire, armi e bagagli, a 150 km da casa fosse la cosa più banale e naturale del mondo!
In questo modo, cioè non licenziando e costringendo alle dimissioni i lavoratori di Scandicci (spesso madri di figli piccoli) , l'azienda avrebbe avuto le mani libere per riassumere lavoratori nella nuova sede, senza costrizioni o impedimenti di sorta.
E infatti già quasi tutte (10 su 12) le giovani donne coinvolte in questa spiacevole vicenda, magari dopo 10 anni di fedeltà all'azienda, si sono trovate costrette ad abbandonare senza neanche poter ricevere un minimo sussidio di disoccupazione o l'inserimento in mobilità!

I restanti lavoratori, allarmati dagli sviluppi che stava prendendo la vicenda, hanno messo alle corde l’azienda e questa, il 9 marzo, èstata finalmente costretta a dichiarare le proprie reali intenzioni di chiudere l’intera sede di Scandicci, indicando come termine la fine di agosto ( poi anticipato al 2 luglio) e inviando una lettera di trasferimento a tutti loro.

Da quel momento l’azienda ha rifiutato qualunque contatto con sindacati e istituzioni, così come ha rifiutato di ascoltare le proposte di quest'ultime in merito agli interventi a sostegno dei lavoratori impossibilitati a trasferirsi
I lavoratori in questo modo, non essendo dichiarato lo stato di crisi, non hanno alcun diritto di vedersi riconoscere Mobilità, cassa integrazione o altro e sono costretti, semplicemente e drammaticamente, a rassegnare le proprie dimissioni!

In barba alle norme di tutela dei disabili, l'azienda ha inviato lettera di trasferimento anche ai 3 iscritti alle categorie protette, senza neanche provare a cercare soluzioni alternative (la legge glielo imporrebbe) così come non ha mai chiesto l'intervento di un interprete per informare o dialogare con il ragazzo sordomuto da 7 anni alle dipendenze.

Fregandosene delle pari opportunità e della tutela della maternità, ancora non si sono nemmeno preoccupati di avvisare della prossima chiusura della sede fiorentina le tre donne che attualmente sono a casa in congedo per maternità. Queste lo hanno saputo per via informale dalle telefonate delle colleghe.

E’ un caso unico nella storia delle relazioni sindacali in Toscana! Mai un’azienda aveva mancato così di rispetto nei confronti delle istituzioni e mai si era visto un così drammatico caso di irresponsabilità sociale!

Adesso l’unica speranza è costringere l’azienda a sedersi al tavolo delle trattative e per farlo abbiamo bisogno di rendere pubblica la nostra storia, coinvolgendo il maggior numero possibile di persone. Solo in questo modo possiamo sperare di toccare l’azienda nell’unica cosa che le sta a cuore, la tutela dei propri interessi!

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champion, lavoro, scandicci

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