Una "Piattaforma della Nuova Danza in Italia". A chi serve davvero? firma ora

Destinatari: Danzatori, Autori e Compagnie di Danza

:: Firma l'appello per un uso condiviso e trasparente delle risorse per la cultura::

- Il documento che segue riporta osservazioni e appunti critici nati a seguito di un incontro avuto con il Presidente e il Direttore della Fondazione Toscana Spettacolo (circuito regionale della Toscana).
L'appello verte su questioni di fondamentale importanza per i rapporti fra artisti e programmatori, istituzioni, organismi istituzionali di rappresentanza.
Chiunque ne condivida i contenuti è invitato a sottoscriverlo e a diffonderlo.
Il documento con le firme sarà presentato ai promotori del progetto "Piattaforma della Nuova Danza in Italia", al Ministero Beni ed Attività Culturali, a Enti Locali di riferimento e a organi di stampa e di comunicazione. -

APPELLO:
I rappresentanti di alcune delle compagnie di danza della Regione Toscana si sono riuniti, poche settimane fa, per un incontro con Beatrice Magnolfi e Patrizia Coletta, rispettivamente Presidente e Direttrice di Fondazione Toscana Spettacolo. L'incontro, convocato presso gli uffici della Regione Toscana, alla presenza dei funzionari regionali competenti in materia di danza, è stato richiesto dalla Fondazione per presentare ed introdurre il progetto della Nuova Piattaforma della Danza Italiana, elaborato dal R.T.O. (Raggruppamento Temporaneo di Operatori), composto dagli aderenti all'A.D.E.P. (Associazione Danza Esercizio e Promozione) in seno a Federdanza-AGIS.
In considerazione delle informazioni scaturite dall'incontro, i rappresentanti delle compagnie hanno ritenuto necessario stilare questo appello con una serie di osservazioni ed appunti critici su quanto si sta prospettando.
Prima di tutto crediamo doveroso riproporre alcune considerazioni emerse durante il convegno tenuto a Torino il 14 e 15 ottobre 2011, in concomitanza con l'ultima edizione della Piattaforma della Danza Italiana, curata da Gigi Cristoforetti nell'ambito di Torinodanza.
Le considerazioni in merito all'opportunità e la strutturazione di una Piattaforma della Danza
Italiana furono infatti uno degli argomenti cardine del convegno stesso. Il dibattito e gli interventi furono numerosi, in rappresentanza di tutti gli ambiti della danza: produzione, distribuzione, promozione. Tra i tanti partecipanti erano presenti, in qualità di coordinatrici, Donatella Ferrante, in rappresentanza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Francesca Bernabini per Federdanza.

Al termine del dibattito emersero alcune proposte condivise :
1. Necessità di un monitoraggio degli esiti della piattaforma torinese.
2. Cadenza biennale nello svolgimento di eventuali ulteriori piattaforme della danza.
3. Coordinamento e coinvolgimento di tutti gli organismi operanti nel settore nella prospettiva
dell'organizzazione di eventi simili in futuro.
A distanza di neanche sei mesi dal convegno torinese vediamo dunque disattese tutte le valutazioni esposte in quella sede, completamente ignorate dal progetto del Raggruppamento Temporaneo di Operatori.
Per quanto ne sappiamo, ad oggi, nessun organismo è stato incaricato di fare una valutazione sui riscontri e sulle prospettive di mercato generate dalla partecipazione alla piattaforma di Torino e si pone quindi il problema di quale forma di monitoraggio sia attivabile, in quali tempi e con quali esiti.
La cadenza biennale, tale da consentire una valutazione ragionata del monitoraggio degli esiti della piattaforma precedente ed una razionalizzazione delle risorse economiche ed organizzative, viene di fatto cancellata dal progetto dei soci A.D.E.P che prevede in calendario ben 3 piattaforme già concordate, da svolgersi nell'ottobre 2012 in Puglia, nell'ottobre 2013 in Toscana e nel 2015 in Lombardia.

Il progetto del R.T.O nasce, infine, all'interno di un'organizzazione, quale A.D.E.P., che è
organismo di rappresentanza in primis dei circuiti regionali e secondariamente di alcuni festival nazionali.
Stante la cronicità del rapporto marginale tra la quasi totalità dei circuiti regionali e le compagnie di produzione danza, in special modo quelle operanti nel settore del contemporaneo, che maggiormente rappresentano l'eccellenza della danza italiana, sia in termini critici che di circuitazione internazionale, ci sembra molto grave che i promotori del progetto di Nuova Piattaforma della Danza Italiana si siano erti a referenti unici di un settore che si fonda prima di tutto sulla produzione degli spettacoli.

Nella descrizione del progetto di Nuova Piattaforma della Danza Italiana siamo peraltro venuti a conoscenza, durante la riunione a Firenze, di proposte dettagliate che ci paiono estremamente gravi.
In un momento di crisi economica profonda, chiedere agli artisti ospitati nella piattaforma di
intervenire a titolo gratuito, è l'ennesima dimostrazione della scarsa considerazione della professionalità degli artisti, che sottintende un pensiero purtroppo sempre più diffuso che non
riconosce la dignità del lavoro di quanti operano in un settore che viene valutato alla stregua
dell'intrattenimento dilettantistico amatoriale.

Con questi presupposti è doveroso interrogarsi sull’opportunità di realizzare le piattaforme
ipotizzate e valutarne gli ipotetici benefici e beneficiari, anche in considerazione dell’ingente
investimento economico previsto.

I firmatari della presente proposta chiedono quindi formalmente un incontro con i rappresentanti del R.T.O. che serva ad aprire una discussione rispetto alle seguenti azioni reputate indispensabili per poter lavorare collettivamente ad un progetto che possa portare vantaggio alla danza italiana:

1. Creazione di un tavolo nazionale di discussione aperta a TUTTI i settori operanti nella
danza in merito all'opportunità di tenere nuove piattaforme nazionali conseguentemente al
monitoraggio degli esiti della piattaforma torinese del 2011.
2. Definizione all'interno dell'organismo sopra identificato dei criteri di organizzazione e
realizzazione delle piattaforme nazionali, qualora ne venisse verificata l'opportunità di
svolgimento.
3. Pianificazione di qualsiasi intervento economico relativo ad iniziative di questo tipo con
criteri di sostenibilità e ottimizzazione delle risorse.
4. Cogliere quest’occasione per:
- aprire un confronto nazionale sul riassetto generale del sistema della danza in Italia;
- ridefinire ruoli e competenze degli organismi preposti a rappresentare formalmente le
categorie del settore;
- sostenere una riforma degli strumenti normativi nazionali e regionali;
- promuovere un’ottimizzazione delle risorse economiche volta a riconoscere la qualità
progettuale con criteri quanto più oggettivi e condivisibili;
- restituire una fotografia reale di un ambito che si mostra più complesso ed articolato di quello attualmente configurato dal quadro legislativo di riferimento, in special modo sul piano nazionale.

Chiunque condivida il presente appello è invitato a sottoscriverlo prima del suo inoltro ai promotori del progetto "Piattaforma della Nuova Danza in Italia", al Ministero Beni ed Attività Culturali ed agli organi di stampa e di comunicazione.

X FIRMARE: nome e cognome, e indicare ruolo e struttura/compagnia a riferimento.

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danza, politiche culturali

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