Sailor Moon in DVD? Ridoppiaggio sì, ma con le voci storiche! firma ora

La serie giapponese “Sailor Moon” rappresenta un vero e proprio fenomeno di costume che, per il suo gusto moderno e affascinante, ha segnato la svolta del genere mahō shōjo nel modo di concepire l’animazione per ragazze, inconsciamente attratte dai sentimenti nuovi e differenti di una realtà tanto misteriosa e distante quanto inspiegabilmente vicina alle fantasie legate alla quotidianità di allora.
Il cult è arrivato in Italia nel 1995 rivoluzionando per anni i gusti e i desideri delle bambine cresciute guardando la serie televisiva, replicata con eclatante successo fino al momento di blocco dei diritti avvenuto all'inizio del nuovo millennio, e acquistando ogni oggetto contemplato dalla linea di giocattoli, dolci, accessori per la scuola e qualsiasi altra forma di merchandising prodotto nel mondo.

Il cartone animato arrivò in Italia in un periodo televisivo non ancora pronto ad accogliere la caratteristica emancipazione giapponese, un periodo in cui “pupe, sesso e volgarità” non facevano ancora da padroni nella tv del finto libertinismo, una tv che interpreta liberamente a proprio piacere la morale. In questo contesto, se le prime tre serie riuscirono a cavarsela con un adattamento non particolarmente edulcorato, la quarta e la quinta serie furono oggetto di una furiosa guerra mediatica tra due poli contrapposti: i lungimiranti capi direttivi della fascia ragazzi Mediaset, pronti a difendere fino alla morte quella che sarebbe stata per l’azienda una vera gallina dalle uova d’oro, e dall’altro lato un’orda di psicologi preoccupati e turbati dai temi presumibilmente fuorvianti che la “Paladina della Legge” stava trapiantando nelle menti dei piccoli poveri telespettatori. Il tempo svelò che quello fu solo un modo per lo psicologo di turno di far pubblicità ai propri libri, accomunati da una inaspettata quanto imminente pubblicazione; tuttavia il colosso Mediaset patì le conseguenze che la grande visibilità dell’immorale disputa aveva innescato attraverso le menti di un’Italia bigotta pronta a demonizzare qualsivoglia scandalo di massa, ne conseguì che la quarta e la quinta serie si trovarono di fronte ad un inevitabile rimaneggiamento che avrebbe dovuto attutire il clima di tensione approdato a “Bim Bum Bam”.

Questo causò comprensibilmente disappunto ed insoddisfazione da parte di coloro che, con gli anni, stavano per diventare la colonia di seguaci ed appassionati che, ancora oggi, Sailor Moon ha dietro di sé.

Nei primi anni del nuovo millennio Shin Vision, casa editrice attenta alle esigenze dei cultori di animazione giapponese, acquistò i diritti dell’opera per la pubblicazione in home video, ma non riuscì ad interpretare correttamente le esigenze dei piccoli e grandi acquirenti. Se da un lato, seppur con scelte discutibili, Shin Vision assicurava un’edizione quanto più fedele possibile a quella originale nipponica, facendo trasudare consensi e felicità da parte del pubblico che sperava di trovare un'edizione definitiva che rendesse giustizia alla “Guerriera della Luna”, dall’altro scaturì il malcontento di migliaia di appassionati che ricevettero una cocente delusione.
Il motivo principale di disagio e scontento generale consistette nella scelta del cast utilizzato, totalmente estemporaneo e inadeguato. Shin Vision, infatti, scelse per effettuare il suo ridoppiaggio un cast di doppiatori romani che in quel periodo godevano di una certa popolarità, quella stessa popolarità che mise in secondo piano le esigenze del pubblico di appassionati.

Se, infatti, Sailor Moon non ebbe la fortuna di approdare in una società disinibita e si trovò da sola ad affrontare il processo evolutivo che contraddistinse il modo di comunicare con il bambino, godette tuttavia del beneficio di arrivare in un’Italia che continuava a trasmettere le serie animate nipponiche più importanti fresche di produzione, convinta nelle potenzialità che le nuove tematiche dell’animazione giapponese poteva offrire, contrariamente al resto d’Europa, chiuso e sigillato al boom degli anni ’80. Sailor Moon ebbe la fortuna di ancorare in una fascia ragazzi coerente e ben costruita, che non lasciava nulla al caso e sapeva come entrare nel cuore dei piccoli telespettatori. La doppiatrice scelta per rappresentare Sailor Moon in Italia fu la giovanile quanto acerba Elisabetta Spinelli, doppiatrice milanese da poco giunta dal teatro in quel mondo affascinante che la sedusse all’istante. L’acerbità di Elisabetta fu probabilmente il vero motivo che la portò a doppiare Bunny/Usagi, entrambe incredibilmente identiche, entrambe contraddistinte da una goffa tenerezza, entrambe segnate dallo stesso destino: sarebbero maturate assieme, episodio dopo episodio, crescendo a piccoli passi, conoscendosi reciprocamente e scoprendo dopo 200 gradini pregi e debolezze dell’una e dell’altra. L’intelligenza del direttore di doppiaggio fu nel capire che per un personaggio come Usagi non serviva una doppiatrice con decenni di esperienza alle spalle, ma una mele verde che a Usagi avrebbe lasciato il cuore, divenendo rossa assieme a lei, come la stessa Elisabetta racconta in questa videointervista:

http://www.youtube.com/watch?v=p-JSqtCOSWk

Il corso degli eventi gli diede piena ragione: Sailor Moon divenne l’idolo di milioni di ragazzine, Usagi da bambina maldestra e piagnucolona divenne una donna capace di salvare il mondo, Elisabetta Spinelli iniziò a ricoprire i più importanti ruoli da protagonista nelle serie giapponesi più famose trasmesse da quel momento: Marmalade Boy, Magic Knight Rayearth, Hime-chan no Ribbon, Gokinjo Monogatari, Mermaid Melody, Patapata Hikousen no Bouken, Shōjo Cosette.
La Spinelli non ha rappresentato Sailor Moon solo nell'ambito della serie televisiva, ma per anni ha continuato e continua ad essere la prima ambasciatrice del personaggio in Italia sia nelle riviste che nelle interviste e nelle occasioni di incontro e ritrovo di collezionisti e appassionati (fiere, raduni, festival del doppiaggio e ogni sorta di manifestazione).
Tra il personaggio animato e la doppiatrice è nato un connubio perfetto che ha catturato ed affascinato il cuore di ogni piccolo e grande appassionato, per il modo goffo e buffo che contraddistingue entrambe.
In questo modo sia ieri che oggi chiunque conosca Sailor Moon tende inevitabilmente ad associare la voce della protagonista a quella di Elisabetta che l'ha fatta nascere crescendo e maturando assieme a lei, come fosse un'amica o una sorella che ci sta accanto ogni giorno.

E nessuno di noi vorrebbe mai trovare un giorno la propria sorella o la più cara delle amiche con una voce diversa, stridula, dissonante, incompatibile con i nostri ricordi e le nostre percezioni, una voce che non trasmette alcun tipo di emozione, se non totale indifferenza.
Ciò che, infatti, per anni il pubblico ha chiesto alle case editrici è un ridoppiaggio incensurato e fedele alla storia originale, non lo stravolgimento di voci che, per una serie importante e popolare come Sailor Moon, ne decreterebbe il suicidio. Nessuno oggi potrebbe mai tollerare una "Heidi" senza la voce di Francesca Guadagno, una "Anna" dai capelli rossi senza la voce di Antonella Baldini e, contestualmente, una "Sailor Moon" senza la voce di Elisabetta Spinelli, soprattutto quando si tratta di emblemi estremamente popolari che appartengono alla storia ed alla cultura del nostro paese.

Shin Vision, nel lontano 2003, credette di poter rompere il legame con la percezione popolare, ma questa scelta costò un cospicuo numero di proteste che sono aumentate in maniera esponenziale nel corso degli anni, proporzionalmente alla crescita ed alla maturazione delle piccoli telespettatrici, ieri quindicenni sognatrici, oggi quasi trentenni pronte a ritrovare e rivivere quei sogni di quindici anni fa.

La petizione chiede a Dynit di effettuare un ridoppiaggio cercando di mantenere, nella scelta del nuovo cast, le voci originali italiane, oggi più che mai in attività, oggi più che mai popolari e amate dal pubblico del settore, grazie al continuo svilupparsi dei social network che offre la possibilità di mettersi direttamente in contatto con loro:

- Elisabetta Spinelli (reduce dai recenti ruoli di Cosette ne “Il cuore di Cosette”, Jane Buxton ne “Il segreto della sabbia”, Alicia Florence in “Aria – The Animation”, Lucia in “Mermaid Melody – Principesse sirene”, Lulu in "Gaiking - Legend of Daiku-Maryu" etc.)

- Debora Magnaghi (reduce dai recenti ruoli di Ermione in "Romeo x Juliet”, Kluke in "Blue Dragon", Satella Harvenheit in "Chrono Crusade", Chocolat Meilleur in "Sugar Sugar" etc.)

- Alessandra Karpoff (reduce dai recenti ruoli di Cordelia in "Romeo x Juliet”, Rose Thomas in "FullMetal Alchemist", Rena Rune in "Aquarion", Emi Isuzu in "Inferno e Paradiso" etc.)

- Donatella Fanfani (reduce dai recenti ruoli di Puria in "Gaiking - Legend of Daiku-Maryu", Manà Fujisaki in "My Melody – Sogni di magia”, Izumi Curtis in "FullMetal Alchemist", Madame Villefort in "Il conte di Montecristo" etc.)

- Jasmine Laurenti (reduce dai recenti ruoli di Tricky in “Alla ricerca della valle incantata”, Abumaru e Sandra in “Black Jack”, Mayuko in "Ushio & Tora CD Theatre", Lily in "Spirit of Wonder" etc.)

- Patrizia Scianca (reduce dai recenti ruoli di Nico Robin in “Tutti all’arrembaggio – One Piece”, Genki Seihikari in "Happy Lucky Bikkuriman", Ed Elric da bambino in "FullMetal Alchemist", Yacky in "Mirmo" etc.)

- Maddalena Vadacca (reduce dai recenti ruoli di Zola in "Blue Dragon", Regina Candy in "Sugar Sugar", Catwoman in "The Batman", Tisifone in I Cavalieri dello Zodiaco - Hades etc.)

- Daniela Fava (reduce dai recenti ruoli di Fantine in "Il cuore di Cosette", "Emma - Una storia romantica", Ella in "Viva Piñata", Mira Ackerman in "Godannar!! Divina Unione Spirituale", Azmaria Hendric in "Chrono Crusade" etc.)

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Blue SugarDa:
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Appassionati e amanti di Sailor Moon

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cristina d'avena, doppiaggio, doppiaggio storico, dvd, dynit, elisabetta spinelli, ridoppiaggio, sailor moon, shin vision, yamato

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