ridate ad alex la sua famiglia firma ora

sto cercando disperatamente aiuto
sono una mamma. mio figlio, 12 anni, che ha difficoltà comportamentali, note già ai servizi sociali, alla separazione dal mio marito è stato affidato a me, 11 anni fa. da allora io, extracomunitaria insieme alla mia mamma, abbiamo tirato avanti la famiglia, nonostante le critiche situazioni sociali in quale ci trovavamo. già con la separazione, il padre ha rifiutato qualsiasi sostegno morale e materiale al figlio. anzi. ha fatto di tutto per impedirci ad avere un tenore di vita simile alla decenza. ho dovuto lottare con la gravosità quotidiana e con i problemi di salute di mio figlio da sola. 4 anni or sono, il padre di mio figlio mi ha denunciato alle autorità competenti per, a sua detta, inadeguatezza. il tribunale dei minori, non avendo riscontrato ciò, ha deciso solo ad un percorso per potenziare le capacità genitoriale di entrambi. incontri che non sono stati seguiti per la non disponibilità dei servizi sociali e del padre. il 26/11 dopo una lite con mio figlio, gli ho dato Uno schiaffo, ed il padre non ha perso l’occasione per andare a denunciarmi nuovamente. il 27/11 tornando a casa non ho ritrovato più mio figlio, ma solo la mia mamma, disperata: 3 persone sono venute a casa ed ignorandola hanno cercato di convincere mio figlio a seguirle. mio figlio disperato, singhiozzando dalle lacrime ma, come gli è stato insegnato, rispettoso dalla legge, si faceva i miseri bagagli e si allontanava con loro. non veniva rilasciato alcuna motivazione scritta alla mia mamma, che in quel momento era incaricata a badare al minore, io essendo sul posto del lavoro, l’unico che ci permette la sopravvivenza. visto che né meno il mio avvocato non sapeva dove indirizzarmi, mi sono rivolta al maresciallo di turno della caserma carabinieri locale. il quale mi diceva di esserne a conoscenza dell’accaduto e mi faceva parlare telefonicamente con l'assistente sociale. conversazione non in grado di tranquillizzarmi. trascrizione telegrafica: "abbiamo considerato che il minore era in pericolo imminente quindi abbiamo deciso di portarlo presso un posto protetto” senza specificare il luogo. "il bambino non ha bisogno della vaccinazione" che era già stata programmata visto le sue patologie pregresse. "il bimbo riuscirà a superare tutto, dopo il periodo iniziale che sarà quello più difficile" considerando che per la diagnosi veniva seguito da tempo da un'equipe di terapisti forse la soluzione non era quell’ottimale. "non siamo tenuti a comunicarle ufficialmente l'allontanamento del minore" che ancora sta sotto la mia patria potestà. "il bambino non può comunicare con i parenti finché il giudice non confermerà il procedimento d’allontanamento" per un bambino che finora è sempre vissuto sotto stretta amorevole protezione della figura materna e della nonna, essendone, cosa risaputa e ripetutamente appurata dagli operatori implicati, totalmente dipendente. non sapendo quale strada intraprendere per riportare mio figlio nell’ambiente famigliare ho deciso di manifestare pacificamente davanti al comune di tolentino finché le autorità non provvederebbero ad una soluzione. un bambino che per poter vivere normalmente ha bisogno di persone che lo conoscono e gli dimostrano il loro affetto quindi simbolicamente mi sono incatenata al portone del municipio. la notte l'ho trascorsa lì. la pattuglia dei carabinieri in servizio ha provato a dissuadermi senza successo. al mattino il personale che è arrivato mi ha ignorato totalmente, visto che giorno di chiusura dei uffici, solo personale della polizia municipale. alle 10 cca. è tornata la pattuglia dei carabinieri ed un maresciallo a quale ignoro le generalità mi ha “suggerito” di andare in caserma per parlare con un’operatrice assistenziale per risolvere in via amiabile il dissenso. mi veniva anche velatamente indicato di rinunciare alla protesta, in caso contrario avrebbero applicato sanzioni nei miei confronti ed avrei messo a repentaglio un eventuale affidamento del figlio, in quanto le future relazioni al riguardo sarebbero state negative. il colloquio con il funzionario del comune non è andato a buon fine, situazione in quale mio figlio, ripeto soggetto con problematiche caratteriale e di disturbo affettivo, verrà tenuto lontano dal ambiente famigliare “finché non sarà raggiunto un equilibrio da parte di entrambi, durasse 3 mesi o un anno o 2”. il mio avvocato considera che viste le poche disponibilità del giudice del tribunale dei minorenni nei confronti dei genitori, una persistenza nei atteggiamenti di quel calibro potrebbe portarlo ad una decisione sfavorevole. rimango sempre sulla posizione di combattimento per il diritto alla famiglia di mio figlio, cercando di proseguire con le vie legali, finché non tornerà a casa. parlo nel nome di mio figlio, chiedendo l’aiuto della comunità e dei mass media per poterlo riportare a casa, nella sua famiglia, qui dove lui viene curato ed amato, usando tutte le informazioni riguardanti la sua patologia ed il suo specifico caso. non c’è la minima possibilità di recupero per una mamma costretta a stare lontano dal suo figlio. e per un bambino con innumerevoli disturbi, mentre viene tenuto in un ambiente comunque ostile, insano- parlando di comunità di recupero o casa famiglia. sono già passati diversi giorni ed io non ho alcun documento giustificativo per il provvedimento preso e le cause che hanno portato ad una decisione simile. Gli operatori sanitari che fino adesso seguivano mio figlio non hanno stabilito delle linee guida da seguire per i custodi di mio figlio. non sappiamo dove è stato portato e come conseguenza il bimbo, giustamente si sentirà abbandonato. questo e un grido di aiuto per poter ridurre al minimo il danno causato a mio figlio da questa separazione ingiusta. ho disperatamente bisogno sostegno perché il sistema del allontanamento abusivo dei minori non continui a creare orfani e genitori senza figli. grazie.
02/12/09

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