richiesta area da adibire all'accoglienza dei Cavalli/animali sequestrati per maltrattamento (Legge 189) firma ora

La Lega italiana diritti animali sez. Treviso e Gianluca Rampazzo specializzato in podologia e scienza comportamentale del Cavallo, presidente della associazione Cavallo Scalzo, anche a nome delle seguenti associazioni protezionistiche per la difesa degli animali: OIPA, HORSE ANGELS, LIDA, Guardie Zoofile Padova Vicenza, Ass. L'Isola del Vagabondo, chiede espressamente alle pubbliche autorità quali: Sig.ra Francesca Martini e Giulio Tremonti che vengano prese in seria considerazione le seguenti richieste:
1)Abbiamo bisogno di un area adibita a pascolo governo con
le relative strutture di contenimento in concessione dalla
Spett.le Regione Veneto, da adibire all'accoglienza dei
Cavalli sequestrati per maltrattamento (Legge 189), fine
carriera, classificati inutili per patologie difficili o
dispendiose da curare, cavalli ciechi, con problemi
comportamentali, etc. Un area dove gli equidi possono integrarsi e vivere in
libertà per il periodo necessario fino al giorno del loro
nuovo affidamento, ma con la clausola del senza più essere
sfruttati per competizioni allevamento o escursioni
faticose. Un area dove comunque una possibile interazione con alcuni
di loro, i più consoni, può avvenire attraverso piccole
passeggiate per bambini, guardie zoofile a cavallo, corsi e
percorsi etologici, ippoterapia, volontariato e stage
formativi per le università veterinarie.
Un area senza i noti dispetti creati dai cacciatori per la
mancata possibilità di adempiere allo sport dell'uccisione
animale. Un area richiesta da anni attraverso le inserzioni
mediatiche giornalistiche dalla nostra associazione al
Presidente della Regione Veneto Galan, ma senza mai avere
avuto una risposta positiva o almeno interessata.
Abbiamo bisogno che la Signora Martini IMPONGA un doveroso
corso di formazione etologica, cura e gestione del Cavallo
per i presenti e futuri proprietari/gestori, ma specialmente
anche per forze le dell'ordine particolarmente impegnate al
benessere e alla tutela animale, a volte erroneamente
interpretata in denuncie e sequestri inutili per la mancata
esperienza e incompetenza nel settore della gestione
naturale che non ha niente a che vedere con la gestione
tradizionale. Abbiamo bisogno che venga vietata la prigionia dei cavalli
gestiti costantemente nei box/cella dei maneggi, ippodromi e
sopratutto nelle strutture private, con un preciso
regolamento etologico atto a difendere le importanti
necessità naturali dei cavalli. Ricordando che il cavallo è un animale claustrofobico e
gregario di natura e il suo isolamento e reclusione
ripercuote in patologie psicosomatiche che a lungo andare
sfociano in stati ansiosi nevrotici e malattie degenerative
non più curabili.
Il suo primordiale necessario spazio, anche se a volte
fangoso all'aperto, deve essere ampio e utile per i
necessari movimenti comportamentali che comprendono il
rotolarsi a terra e poter correre almeno per 50 mt lineari,
avere un riparo sempre aperto per dare modo di far decidere
a lui il suo più necessario uso, acqua sempre a
disposizione, fieno almeno 5 kg al giorno cad.
Per acquisire più clienti e fatturati i centri equestri
stringono sempre più gli ancora troppo pochi e già
piccoli ricoveri esterni dei cavalli.
Richiamando all'attenzione l'importanza di una gestione
più salutare per i cavalli , che comprende la vita
costantemente all'aperto e se possibile di branco, oltre
anche al loro utilizzo senza i creduti necessari ferri
applicati agli zoccoli (vedi Dott.ssa Hiltrud Strasser,
barefoothorseitalia Dott Luca Gandini, cavalloscalzo.net,
albertobarozzi, proequo dott Carlo Faillace, ecc), le
dolorose e complicanti imboccature (Dott.Robert Cook),
speroni frustini e i metodi coercitivi della ancora
utilizzata doma tradizionale (vedi doma dolce Pat Parelli,
Monty Roberts, Asvanara, Cavallo scalzo, ecc.).
Assurde e dannose, solo per i cavalli, rappresentazioni
competitive equestri, specie nelle discipline westerns.
Indirizzare i personaggi del circuito sportivo equestre ad
un uso discreto e coscienzioso di farmaci e alimentazioni
iperproteiche troppo concentrate necessarie all'uso
indiscriminato del cavallo sportivo, ma altrettanto senza
dubbio pericoloso metodo per le continue mortali patologie
coliche, stress alimentari e intossicazioni degli organi e
sangue con le relative podoflemmatiti e costanti deficenze
digestive riscontrate nell 90% dei miei pazienti all'interno
delle strutture equestri e privati.

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animali, cavalli, diritti, italiana, lega, maltrattamento, petizione, sequestro

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