Raccolta firme per far chiudere "Il Romanista" firma ora

Si possono rubare soldi, appropriarsi di un sito in maniera indebita, rovinare una famiglia, accusare le persone (me) in maniera del tutto fantasiosa di stalking, e scrivere sui giornali. Questa è l’Italia. Questa è Roma. Questo è “Il Romanista”.
Carmine Fotia, il solone più incipriato degli incipriati, permette nel suo giornale di far scrivere persone dalla dubbia moralità, ma soprattutto “ladre di professione”. Stiamo parlando di Chiara Ivone e del suo fido “portaborse”, Gianluca Boserman. E non temo di essere smentito o di ricevere querele, perchè il disegno che esiste contro di me da parte della stampa romana è noto a tutti.
Sono schifato, esiste la voglia di mollare tutto per le nefandezze che mi stanno facendo, ma nello stesso tempo anche di continuare dopo le parole del Sig. Cecchini dell Gazzetta dello Sport. E soprattutto dopo le parole del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Bruno Tucci, che mi ha promesso di vederci più chiaro nella vicenda.
Probabilmente prenderò un’altra querela, ma non mi importa. Come Chiara Ivone si inventa accuse di stalking, non oso immagginare con che argomenti abbia convinto il direttore de “Il Romanista” Carmine Fotia a pubblicare articoli per il suo giornale. Ma la vicenda è legato a doppio filo con “Il Romanista”, e parte da lontano.
Non è una questione di capacità, che non vengono messe in dubbio, bensì di moralità. A questo punto facciamo scrivere anche i malviventi sui giornali. O no?


LE VICENDE
LA VENDETTA DI DANIELE GALLI
Nel 2007 Laromasiamonoi.it ottiene un discreto successo per un motivo soprattutto: perché ha anticipato prima di tutti gli altri il rinnovo di Alberto Aquilani, con un’intervista a Franco Zavaglia riportata da tutti i giornali il giorno dopo.
Da “Il Romanista” 12 gennaio 2008
Alberto Aquilani rinnoverà con la Roma il contratto in scadenza nel 2010. Lo ha detto Franco Zavaglia, agente del centrocampista giallorosso, al sito laromasiamonoi.it: «Partiamo dal presupposto che i contratti a vita non si fanno con nessuno. Però si stipulerà un contratto che legherà Alberto per 5 anni. C’è la volontà da parte sia della Roma che di Aquilani di intavolare la trattativa del rinnovo. La cosa più importante è quello che dice il giocatore. Alberto ha manifestato l’intenzione di voler prolungare il suo contratto. Quando la società lo riterrà opportuno, cercheremo di trovare una soluzione che sia più congeniale per le due parti. Ripeto, da parte della società c’è questa volontà, soprattutto manifestata da Rosella Sensi». L’Inter dovrà arrendersi: «Se parliamo di contatti, non ce ne sono stati, ma Alberto è un giocatore molto richiesto ed è ambito da diverse società. Da lì, poi, ad avere contatti è una situazione più difficile». Dopo tre mesi di infortunio, ora Aquilani si è ripreso: «Ha smaltito completamente il suo infortunio- conclude Zavaglia- Non so se potrà giocare ma sarà a disposizione senz’altro di Luciano Spalletti. È abile e arruolato».
Aquilani rinnoverà fino al 2013 con la Roma l’anno successivo. Una notizia data con un anno di anticipo.
Questo ovviamente ha scatenato l’invidia di tutti, compresa quella di Daniele Galli de “Il Romanista”, che io conoscevo bene. Il Sig. Galli per anni l’ho reputato un amico, frequentandolo, lavorandoci insieme al “Corriere Laziale” (lui era una sorta di capo redattore al giornale del direttore Corbi), e mi ha aiutato addirittura ad avere un colloquio nell’agosto 2007 con il direttore dell’epoca, Riccardo Luna, che incontrai in redazione e ci accordammo per l’assunzione. Il dubbio di Luna era se mi dovessi occupare del settore giovanile della Roma oppure dell’aggiornamento delle notizie sul sito www.ilromanista.it. Luna mi disse che ne avrebbe parlato con Daniele Galli, che era l’unico in redazione a conoscere le mie potenzialità e attitudini.
Io nel frattempo, però, lavoravo al “Corriere Laziale” e, se mi avesse assunto “Il Romanista” avrei ringraziato il direttore Corbi, a cui devo molto, ma avrei accettato l’offerta del Sig. Luna. Ma “Il Romanista” non si fa più sentire. Qui c’è una spiegazione: Il Sig. Galli non ha dato buone referenze sul mio conto, essendo stupito che il mio colloquio con Luna fosse andato bene. Anzi, quando seppe da me che Luna avrebbe parlato con lui, non la prese bene. La sua paura era quella di fare un “torto” al “Corriere Laziale” e di “far andare via” un collaboratore per “colpa sua”.
Dopo l’intervista al Sig. Zavaglia, dopo qualche giorno, mi chiamò il Sig. Galli e mi fece una filippica. Le sue parole: “Non puoi essere sempre martello, devi essere anche incudine. Non puoi crescere tutto insieme, devi lasciare spazio anche ad altri che ci sono prima di te in questo ambiente”. Io non capisco il senso della telefonata, gli dico che non mi sembrava giusto, litighiamo telefonicamente e non lo sento più.
Intanto il Sig. Galli va dicendo in giro che io non mi sono presentato al colloquio con Riccardo Luna (me l’ha riferito Andrea Taloni) e che ero un tipo inaffidabile. Altra calunnia nei miei confronti, altra terra bruciata. Ma è solo l’inizio.
VICENDA IVONE: TRUFFA, STALKING, RAGGIRO, APPROPRIAZIONE INDEBITA
Ultima vicenda, tra gennaio e agosto 2011, il sito www.romagiallorossa.it (di mia proprietà) mi è stato sottratto ed estorto, subendo una truffa da parte di Chiara Ivone. La stessa, visto che il suo piano diabolico stava andando in frantumi, per prendere le dovute “precauzioni” mi ha querelato per stalking e diffamazione. A tal proposito ho da fare delle considerazioni: in primis con la Sig.ra Ivone mi sono incontrato solamente 4 volte, di comune accordo. Non l’ho mai perseguitata come dice, non ho mai fatto le “poste” sotto la sua abitazione, anzi, ho sempre cercato di troncare il rapporto perché avevo capito i suoi reali scopi, e cioè che lei voleva sottrarmi il sito Romagiallorossa.it. Ma lei mi ricattava, dicendomi che aveva bisogno di me, dicendomi che era malata di cuore. Ho ricevuto chiamate da parte di sua madre, di suo fratello, proprio per convincermi di non finire il rapporto “professionale” che ci legava. Ho dimostrato con documenti inviati alla Procura della Repubblica, delle numerose telefonate che ha fatto la Sig.ra Ivone nei miei confronti (addirittura una alle 5 del mattino) che dimostrano il contrario, cioè che lo stalking l’ho subito io perché lei voleva arrivare a un secondo fine: prendersi impropriamente Romagiallorossa.it con un raggiro.
Inoltre nella conversazione allegata, Ivone dice una serie di falsità, passibili di calunnia, ad Emiliano Di Nardo, che mi ha fornito la conversazione di Facebook. E anche il Sig. Di Nardo non si è comportato nella maniera più limpida, cercando in modo palese di screditarmi ai suoi occhi. Sto valutando nella circostanza di querelarlo per una serie di calunnie.
Ma andiamo nei dettagli ai fatti.
A maggio 2011 invio una mail a Ivone chiedendogli se voleva aiutarmi a rilanciare il sito Romagiallorossa.it (di mia proprietà) aiutandomi nell’attività giornalistica. Il dominio era intestato a me e io dovevo rimanere direttore responsabile ed editore della testata giornalistica, lei solamente vice-direttore insieme a Matteo Saullo (altro collaboratore del portale).
Lei accetta senza pensarci due volte. La cosa mi fa inizialmente pensare, perché non pensavo che accettasse con tanta celerità, per giunta senza ringraziarmi del bel gesto.
Solo con il tempo capii il suo scopo, che era quello di impadronirsi del dominio a me intestato, di diventare editore e direttore responsabile, lasciando me come editore.
Le chiamate nei miei confronti da parte di Ivone si facevano insistenti, addirittura anche alle 5 del mattino quando Lamela doveva arrivare a Fiumicino.
Mi chiamava per la cosa più stupida e il rapporto diventava da parte sua “morboso”. Tant’è vero che Matteo Saullo si era indispettito, dicendo che non aveva le reali capacità per gestire un portale di sport e il suo non era un “interesse” nei miei confronti perché vedeva in me una persona speciale, ma solo per sfruttare le mie conoscenze e sfruttare le mie capacità.
Col tempo è nata una simpatia per lei e glielo facevo notare con sms discreti e pieni di affetto, mai con avances o morbosità.
E’ nata proprio da Ivone l’idea “diabolica” che descrivo: far finta che lei fosse a capo del sito, quando in realtà non lo era effettivamente, ma che coordinassi tutto io. Un piano diabolico, visto che molti addetti ai lavori e colleghi (per via delle diffamazioni nei miei confronti delle persone che ho citato precedentemente) non riprendevano le interviste, non davano il giusto risalto al lavoro che facevamo, solo perché c’era il mio nome a capo del sito.
Lei aveva capito che tutti i colleghi mi diffamavano. Ivone passa alla fase 2: mi convince a recarmi in tribunale per cambiare la proprietà giuridica del sito. Io, che ero ormai stato da tempo raggirato e in questo modo speravo di farla contenta, ma anche che il mio lavoro fosse finalmente riconosciuto, anche perché avevo garanzie in merito, accetto e mi reco insieme a Matteo Saullo in tribunale.
Io mi fidavo di lei, sia perché ormai i suoi atteggiamenti erano così equivoci che facevano pensare ad un interesse nei miei confronti, sia perché mi raccontava spesso che aveva bisogno di lavorare e “distrarsi” per via di una storia andata male con il suo ex ragazzo che, a suo dire, spacciava cocaina. Motivo per cui Ivone l’ha lasciato.
Ho capito che il suo interesse era raggirarmi quando Emiliano Di Nardo mi racconta di una conversazione su Facebook del 14 giugno 2011 in cui Ivone diceva di aver acquistato il sito (cosa non veritiera) oltre ad altre calunnie nei miei confronti, quando le carte per il passaggio di proprietà in tribunale erano già partite.
In un primo momento non ci credo e Di Nardo mi invita ad incontrarlo il giorno per farmi vedere di persona, sul suo Pc, la conversazione. Ivone mi assicura che la conversazione è falsa perché “qualcuno si sarebbe introdotta nel suo Pc” e avrebbe scritto quelle cose.
Non vado all’appuntamento con Di Nardo e mi presento al chiarimento che Ivone vuole avere con me, a cui partecipa anche Luca Colantoni, che avrebbe dovuto far parte del progetto, chiamato in causa da Ivone.
Ivone mi convince che qualcuno voleva “farci litigare” e “mettere zizzania”. Io gli credo e vado avanti. Continuo a firmare gli articoli a suo nome, a non comparire, a fare gli aggiornamenti quotidiani del sito, a redigere articoli che portano la sua firma per suo espresso volere, e via discorrendo.
Io non accettavo che non dovessi comparire pur lavorando giornalmente al portale. Lei mi diceva sempre che, al momento opportuno, tutto sarebbe stato svelato.
Difatti il piano funzionava: tant’è vero che Ivone si era messa in contatto con Federico Nisii di Rete Sport che in privato gli ha detto: “Ora che non c’è più Marco Violi a dirigere il sito, Romagiallorossa finalmente si può tornare a leggere”. In realtà ero sempre io che facevo tutto: organizzavo le interviste, il lavoro quotidiano, aggiornavo le news, intervistavo i protagonisti.
Le telefonate giornaliere si infittivano (ci sono i tabulati che lo dimostrano) a partire alle 7.15 del mattino, ogni santo giorno.
Le facevo anche notare che questa situazione mi faceva stare male e che non volevo avere niente a che fare con lei, anche a patto di non voler più il sito che era mio. Per disperazione. Ogni volta, dopo queste parole, succedeva una questione, perché lei aveva bisogno per forza del mio supporto altrimenti non poteva andare avanti nel lavoro giornaliero. Infatti il dominio in questione, Romagiallorossa.it, era sempre di mia proprietà e il suo obiettivo era quello di accelerare i tempi, magari facendo “la carina” con me, per raggiungere il suo scopo. Dopo le discussioni telefoniche, mi chiamava la madre, implorandomi di non discutere e di aiutarla nel lavoro. Anche il Fratello, Marco Ivone, faceva lo stesso, chiamandomi a casa, anche nelle ore più impensate (22.30-23.00).
Non tutti, però erano cascati nel trucco: Alessandro Carducci aveva visto che il dominio del portale era intestato a mio nome. Carducci ha sempre detto a Ivone: “Finchè non cambia l’intestatario del nome del dominio e non vedrò che è di tua proprietà, io non riprenderò le notizie di Romagiallorossa.it”. E così è stato in effetti.
Intanto Ivone mi rendeva la vita impossibile: mi chiedeva soldi, mi chiedeva di aiutarla in situazioni che io non c’entravo niente, come aiutarla a dimostrare che aveva abortito a seguito di una relazione con il suo ex ragazzo, con il quale aveva una disputa legale. La parola più appropriata è ricatto. Mi diceva che io non tenevo a lei se non facevo queste cose, che la volevo solo portare a letto, che non mi interessava dei suoi problemi, che ero un egoista e cose di questo genere. Un vero e proprio ricatto morale.
Io da tutto questo volevo uscire perché la situazione si faceva insostenibile, ed è per questo che gli ho proposto la vendita del sito per 20.000 €. Non si è mai affrontato questo argomento in modo chiaro, perché io in fin dei conti non potevo pensare che non avrebbe mai pagato la somma dovuta, proprio perché avevo capito quanto tenesse al sito in questione.
Durante le nostre conversazioni telefoniche, dove mi ha sempre chiamato lei, e dove sono stati pochi gli incontri, e qui già cade l’ipotesi di stalking, Ivone mi chiedeva delle somme in denaro perché aveva bisogno di pagare il suo avvocato per una questione giudiziaria in sospeso con l’ex fidanzato. Ho preso a cuore la questione e gli ho prestato circa 500 euro in tutto, che non mi sono mai stati restituiti. Lei però mi ha dovuto espressamente far scrivere che erano “prestazioni giornalistiche” che in realtà non ci sono mai state, perché il lavoro giornalistico lo portavo avanti io.
Ho fatto presente una prima volta in cui lei stava Riscone di Brunico a seguire la Roma, che la situazione non andava bene (ho finanziato io la trasferta a Riscone pagandogli l’albergo e i 200 € per circa 10 giorni), e abbiamo litigato telefonicamente, rivendicandogli che lei mi doveva ancora la somma di denaro per il sito.
Quando ritorna a Roma, mi manda questa e-mail il 29 agosto 2011:
“Hai vinto non voglio niente…sai che non potrò mai pagare i 12 mila euro…prenditi tutto hai vinto. Solo una cosa dammi l’indirizzo di casa tua. Devo spedirti le tue cose non voglion niente. La correttezza è la mia .Sono sempre stata onesta nei tuoi confronti ed anche ora che mi hai uccisa con le offese e le ingiurie..non posso odiarti. Sarò fallita non diventerò mai nessuno…hai vinto bravo. Prenditi pure le tue rivincite…ma mentre tu un giorno mi hai detto mi hanno fermato perchè stavo facendo un gesto estremo a me si è bloccato il cuore…oggi ti dico che io non ho più una ragione per vivere….ovunque sarò ti porterò cmq come un bel ricordo….io non ti ho mai odiato… “
Ma esattamente il giorno dopo mi arriva la mail del server Aruba dove mi riferiscono che il dominio è stato intestato a Chiara Ivone. Romagiallorossa.it è di sua proprietà. C.V.D.
Non ci siamo sentiti più per diversi mesi, esattamente fino ad ottobre, quando mi contatta per un chiarimento. Dopo qualche giorno ci vediamo e mi dice che voleva che firmassi delle carte per il passaggio di un altro dominio a me intestato che voleva fosse suo: Roma06.net. Memore dell’altra esperienza, non firmo tutte le carte, lasciando la documentazione incompleta.
Finchè non decido di querelarla per tutti questi reati che ha commesso in soli pochi mesi. Il suo collaboratore Gianluca Borseman, per evitare che andassi dalla Polizia a denunciare il fatto, mi chiama con il numero anonimo e mi minaccia dicendomi: “Se vai dalla Polizia passi un guaio”. Me ne frego, e querelo Ivone e Boserman.

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