Petizione per assegnare le ex caserme di Roma alle associazioni di volontariato per l'accoglienza degli ultimi firma ora

PREMESSO

1.che nel 2007 il 20 ottobre a Roma in una baracca vicino Ponte Marconi, un neonato Rom di pochi mesi è morto di freddo ;
2.che sempre a Roma a Trastevere e nella zona di via corso Francia la stessa mattina due clochard ai primi di gennaio 2008 sono stati trovati morti per il freddo in strada;
3.che in base ai dati della Comunità di S.Egidio nel periodo che va dal 1993 al 2009 almeno 300 persone senza fissa dimora, solo a Roma, hanno perso la vita per freddo e conseguenze legate alla condizione di estrema povertà indigenza e mancanza di un alloggio;
4.dai dati di molti studi e indagini giornalistiche,statistiche e sociologiche (rapporto Caritas sui migranti e da vari articoli del quotidiano Il messaggero) appare evidente che la mancanza di un alloggio o di una casa è una situazione tragica in cui si trovano almeno dai 7 mila ai 15 mila individui , persone di ogni età anche bambini e donne. Essi sono in buona parte cittadini italiani e comunitari dell’U.E. , ma abbondano anche i cittadini extracomunitari ( cittadini dell ‘Europa dell’Est , dell’Africa, del Sud America e dell’Asia ) con permesso di soggiorno o senza . Molti stranieri sono rifugiati , fuggiti da zone di guerra o da persecuzioni politiche, religiose ed etniche o semplicemente finiti in strada per la povertà,la droga, le malattie mentali e l’alcolismo.
5.che molti di loro pertanto soffrono il freddo e non hanno nessun posto dove poter lasciare vestiti e dove potersi lavare e cambiarsi o vivono in baracche, in casolari abbandonati, o in auto, tende camper e roulotte nei casi migliori, la maggior parte vive in mezzo alla strada comunque esposti al freddo e al gelo invernale, a malattie, ad aggressioni e furti; spesso quelli che vivono nelle baracche o in roulotte muoiono tra le fiamme per incendi sviluppati dal fuoco acceso per riscaldarsi .
6. I senza fissa dimora non possono lavarsi (se non raramente ) e lasciare da qualche parte le loro povere cose e pertanto nemmeno cercare di trovarsi un lavoro perché è difficile trovare chi assuma un dipendente sporco e malvestito . Sono dei non cittadini,burocraticamente dei fantasmi;
7.Spesso molti di loro vengono assunti nei cantieri come manovali sfruttati sottopagati e magari finiscono vittime di incidenti sul lavoro. Molti non avendo una casa vengono derubati di quel che hanno non appena lo lasciano o sono costretti a girare sempre con le loro povere cose.
8.Negli ultimi anni a Roma è stata intrapresa per fronteggiare d’inverno l’emergenza freddo una lodevole iniziativa da parte del Comune di Roma e della Protezione Civile: quella di aprire presso i giardini di Castel Sant’Angelo prima e presso la ex Fiera di Roma e altre strutture di carattere momentaneo (stazioniu della metro)delle strutture di accoglienza per le persone senza dimora dove molti hanno trovato riparo dal freddo .Ma oltre il caso di emergenza per freddo, gli ostelli e le varie strutture di accoglienza in generale sono del tutto insufficienti ad accoglierli.

VISTO

1.lo Statuto del comune di Roma e il Regolamento Comunale per le iniziative popolari del Comune di Roma , Deliberazione Consiglio Comunale n° 122 del 17 luglio 2000;
2.il Capo II in riferimento alle iniziative di Partecipazione popolare e tutela dei diritti civici;
3.l’art. 6 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e di Iniziativa Popolare Deliberazione del Consiglio Comunale n. 101 del 14 giugno 1994 ;
4.l’organizzazione degli uffici comunali in base alla quale la competenza a ricevere la presente petizione è l’ufficio del Gabinetto del sindaco tel. 066710.3898

5.il Protocollo d'intesa del 15 ottobre 2007 tra il Ministero delle Finanze, la Regione Lazio e l'Agenzia del Demanio, concernente 22 tra caserme, magazzini o depositi munizioni presenti nelle province di Roma e Latina, strutture in precedenza della Difesa che verranno valorizzati e trasformati per scopi di pubblica utilità; considerato che questi beni pubblici da beni demaniali del Demanio militare passeranno all’Agenzia del Demanio la quale in base ai recenti e futuri provvedimenti li trasferirà a sua volta agli Enti locali Comune e Regione affinché vengano utilizzati secondo lo scopo di destinazione del comune indicati in un PUV (acronimo di Piano Unitario di Valorizzazione)e classificati secondo la destinazione in base al PRG piano regolatore generale (come descritto da un articolo del Corriere della Sera allegato del 13/08/07 in cui si elencano anche gli immobili probabilmente assegnabili al comune di Roma tra 2007 e 2008 );
La legge Finanziaria 2009 che assegna al Comune di Roma , vincolandoli a fondi immobiliari , molti immobili facenti parte dell'ex demanio militare



CONSIDERATO

1.che molti fatti di cronaca nera sono stati causati anche dalla condizione di povertà in cui versano coloro che vivono in strada mancando spesso dell’essenziale commettono furti e rapine e talvolta sono vittime di aggressioni che ingenerano nell'opinione pubblica una sensazione di mancanza di sicurezza;
2.che sia necessario stabilire criteri di assegnazione chiari e trasparenti di tali ex strutture militari e demaniali oltreche di quelle confiscate alla criminalità organizzata rispondenti agli interessi generali del comune di Roma;
3.che tale emergenza sociale ha priorità rispetto ad ogni altra situazione essendo di natura sociale e di sicurezza al contempo;
4.che sia necessario reperire finanziamenti per la ristrutturazione , l’uso e la manutenzione di queste strutture( infatti oltre ai fondi pubblici si suggerisce di provvedere a quanto sopra necessario anche attraverso l’aiuto delle fondazioni private di tipo bancario ) ;
5.che sia necessario promuovere e incoraggiare con finanziamenti di ogni tipo, cooperative di lavoro tra le persone eventualmente accolte in tali strutture per favorire l’auto-sostentamento e il mantenimento dei costi di funzionamento di tali strutture ;
6.che in base ai suddetti programmi di cessione sono a tuttoggi nella disponibilità del comune di Roma le caserme di Forte Tiburtino,Forte Bravetta , Porto Fluviale sul Tevere(zona Testaccio-ex Mattatoio) ed altre sedi ancora che saranno disponibili e consegnate a breve tra le quali vale menzionare : caserme presso la zona di Castro Pretorio,nella zona di Prati – viale Giulio Cesare;

I sotto indicati cittadini del Comune di Roma Chiedono al Sindaco di Roma, AL CONSIGLIO E ALLA GIUNTA COMUNALE DI ROMA ALLORQUANDO DOVRANNO PROGRAMMARE L’USO E LA DESTINAZIONE DI QUESTE EX STRUTTURE MILITARI di tenere prioritariamente conto di quanto sopra e pertanto di DESTNARE AD USO SOCIALE QUESTE STRUTTURE e di provvedere all’assegnazione possibilmente di tutte le caserme e strutture su indicate(e delle altre ) messe a disposizione dall’Agenzia del Demanio per destinarle come alloggio ai senza fissa dimora e da gestire direttamente tramite i servizi sociali comunali o tramite le associazioni di volontariato attualmente operanti sul territorio comunale singolarmente o associate AFFINCHE’ PROVVEDANO ALL’ALLOGGIO E ALL’ASSISTENZA DEI SENZA FISSA DIMORA nonché all’alloggio di DONNE INCINTE SENZA MEZZI O DI DONNE CON FIGLI PICCOLI SENZA ALLOGGIO NONCHE’ AD ALTRI PRIORITARI PROBLEMI SOCIALI AI QUALI DOVESSERO ADATTARSI COMPRESI COLORO CHE SONO STATI SFRATTATI. Almeno fintantoché non sarà realizzato un programma adeguato di edilizia popolare che provveda all’accoglienza di tutti i senza casa e senza fissa dimora .
Gli enti locali dovrebbero cercare di fare molto di più collaborando insieme alle associazioni di Volontariato cattoliche e laiche che già fanno moltissimo, ma i cui mezzi sono evidentemente insufficienti rispetto alle enormi necessità dei poveri. Il terzo settore che agisce in base al principio di sussidiarietà ha bisogno di una risposta adeguata da parte degli enti locali che oggi hanno i mezzi per potere agire.

Proponiamo pertanto che queste ex caserme militari siano affidate in gestione alle associazioni di volontariato associate o consorziate cristiane e laiche, organizzate anche tramite strutture cooperative con adeguati fondi pubblici e privati affinché vi siano alloggiati i senza fissa dimora con precedenza per donne e bambini e gli sfrattati, fintantoché siano aiutati dai programmi sociali edilizia popolare a trovare un alloggio definitivo. Proponiamo inoltre di creare per chi è alloggiato in queste strutture centri di formazione per fare in modo che gli alloggiati abbiano la possibilità di apprendere un lavoro e rendersi in futuro indipendenti guadagnando onestamente il proprio pane quotidiano in modo da non pesare sulla collettività e magari cercando di restituire alla collettività, attraverso il lavoro svolto eventualmente in cooperative di lavoro, una parte della spesa affrontata per alloggiarli.

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francesco saponeDa:
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CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA

Sostenitori ufficiali della petizione:
poveri di Roma

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