Petizione contro la mancata applicazione di importanti principi di legalità in tema di diritto al matrimonio firma ora

Al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini
Presso Montecitorio piazza Monte Citorio 00186 Roma.

Al Presidente del Senato Renato Schifani
Presso Palazzo Madama 00186 Roma.

Al Presidente del Parlamento Europeo
60, rue Wiertz / Wiertzstraat 6
B-1047 Bruxelles / Brussel.

Savona, 1 dicembre 2009
PETIZIONE

Oggetto: Petizione contro la mancata applicazione di importanti principi di legalità in tema di diritto al matrimonio

Signor Presidente,
ci rivolgiamo alla Camera dei Deputati al Presidente del Senato e al Parlamento europeo per porgere alla Vostra attenzione un caso significativo, uno dei tanti che -a mio parere- rischia di offuscare il prestigio della Repubblica Italiana agli occhi degli altri Paesi dell'Unione Europea.

Quale cittadino italiano, omosessuale, vorrei potermi sentire davvero fiero di questo mio Stato, ma stando così le cose non riesco a sentirmi tale poiché non vedo riconosciuti alcuni dei miei fondamentali diritti costituzionali, come quello di potermi unire in matrimonio civile con la persona che amo, e di poterla tutelare. Diritto, tra l'altro, giustamente riconosciuto in un numero sempre crescente di nazioni dell'Europa.

Il mio nome è Francesco Zanardi, ho 39 anni, sono di Savona. Il mio compagno è Manuel Incorvaia, 22 anni, anche lui di Savona.
Non scriviamo per chiedere un riconoscimento legale dovuto ad un capriccio personale o ad un'altra futile scusa, ma perché ne abbiamo realmente bisogno, e come noi tantissime altre coppie dello stesso sesso. Nel nostro rapporto ci sono anche implicazioni serie di salute: pensiamo sia giusto poterci tutelare vicendevolmente e con responsabilità reciproca, di fronte alle istituzioni pubbliche, al pari a tutti gli altri cittadini di questo Paese.
Una sera, durante un viaggio in Grecia io, Francesco, sono stato quasi ridotto in fin di vita e Manuel, il mio amato compagno, ha rischiato di perdere, non solo me - la persona che ama - ma gran parte del rapporto concreto costruito in anni di convivenza. In tutto questo, avrebbe perso il senso stesso della sua vita.
Infatti , se fossi deceduto in seguito all’aggressione omofobica subita, Manuel si sarebbe trovato in mezzo alla strada e la casa dove abbiamo vissuto assieme per tanto tempo, non avrebbe potuto più essere sua, poiché sono io il titolare di tutti i contratti ad essa relativi e lui, giuridicamente, “non esiste”.
Noi non chiediamo niente di più rispetto agli altri. Vorremmo solo il riconoscimento legale del diritto al matrimonio civile, peraltro già sancito dalla carta Costituzionale e applicabile ad ogni cittadino italiano.
Non servirebbero referendum o votazioni di massa, in quanto tali principi sono all'interno della Costituzione, accettata e voluta dall'Assemblea Costituente. È un po' come la bibbia dei laici: che piaccia o meno, nella Costituzione è scritto che la Repubblica riconosce il diritto di famiglia prima ancora di riconoscere allo Stato il diritto di legiferare su di essa (questo è il concetto giuridico di “società naturale” citata nell’articolo 29). E tutto questo nell’isituto matrimoniale, senza riguardo al sesso dei coniugi.
Nella Carta Costituzionale è anche scritto (articolo 7) che la Chiesa o chi per essa deve restare fuori dalla sfera politica.
Quindi mi ritrovo a chiedereVi, egregi deputati: per quale motivo non vengono applicati importanti principi di legalità nazionali e ancor meno vengono osservati i più essenziali trattati dell'Europa unita? Perché tanto egoismo e cecità verso l'amore, visto che riconoscere la nostra unione civile non comporterebbe alcunché se non l’applicazione di sacrosanti diritti?
Vorremmo poterci aiutare e soccorrere, in salute e malattia, ricchezza e povertà come tutte le coppie del mondo che si amano.
A nome mio, di Manuel e dei molti cittadini omosessuali ed eterosessuali che sostengono la nostra causa, porgo i più sinceri e cordiali saluti.
Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia Savona 21/11/2009
-----LA CARTA COSTITUZIONALE ITALIANA
Articolo 3 della Costituzione Italiana
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Articolo 7 della Costituzione Italiana
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Articolo 29 della Costituzione Italiana
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
-----I TRATTATI EUROPEI
• L'Italia ha sottoscritto il trattato di Lisbona, che prevede tutela per le minoranze discriminate, anche per gay lesbiche e trans.
• L’art. 21 sella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea vieta ogni forma di discriminazione: compresa quella basata sull’orientamento sessuale.

• La Risoluzione sulla parità dei diritti delle persone omosessuali nella Comunità europea, 8 febbraio 1994, con la quale il Parlamento europeo ha individuato come obiettivo delle azioni comunitarie la rimozione degli «ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali ovvero a un istituto giuridico equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni»
Da allora ci sono stati ripetuti solleciti e raccomandazioni in merito: l'Italia è stata anche richiamata, ma non è stato fatto nulla.
• La Risoluzione sul rispetto dei diritti umani nell’Unione europea, 16 marzo 2000, con cui il Parlamento europeo ha chiesto «agli Stati membri di garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali».
• L’art. 9 della Carta di Nizza del 2000, riproclamata solennemente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione nel dicembre 2007 e pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. C 303 del 14 settembre 2007, su cui si fonda il «diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia», senza che si faccia il minimo riferimento alla diversità di sesso.

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Informazioni

francescozanardiDa:
Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
Destinatario petizione:
Al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, Al Presidente del Senato Renato Schifani, Al Presidente del Parlamento Europeo

Sostenitori ufficiali della petizione:
Movimento Gay Italiani, Associazione Radicale Certi Diritti, Arcilesbica Verona, KéBari, Associazione HEY, THAT' S AMORE, Circolo Pasolini, Associazione Diritto e Libertà, Associazione Le Ninfe Genova Gaya, Vladimir Luxuria, Movvimento"EUROPA INTERVIENI !

Tags

affermazione civile, diritti civili, diritti dei gay, francesco manuel, matrimoni omosessuali, matrimonio gay, same sex marriage, savona, vladimir luxuria

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