PETIZIONE CONTRO L'ABBAIARE DEI CANI firma ora

Rimettiamo il testo della petizione di sensibilizzazione e di precetto in merito al disturbo del riposo, della quiete e delle occupazioni causato da latrare, abbaiare, guaire ed altro di cani e dal relativo maltrattamento determinato dal mal governo degli animali stessi.

La petizione sarà presentata al Senato della Repubblica a tutela dei diritti di tutti i cittadini oggi surplassati dai diritti degli animali.

Il testo è stato sviluppato ed elaborato, nella forma di una proposta di legge, da Massimo Simonetta, promotore dell’iniziativa, giurista, studioso della psiche e dei fenomeni sociali, alto sostenitore e difensore dei diritti dell’Uomo e dei diritti della CEDU poichè ritenuti da Lui valori assoluti ed inviolabili.

Vogliamo che il 2012 sia l’anno risolutivo perché venga estirpata e sanzionata l’inciviltà di tutti i padroni di cani menefreghisti, supportati da assenti Istituzioni, Procure e Forze dell’Ordine. L’assurda moda di detenere cani sfruttati, malgovernati ed adoperati come giocattoli, divulgata da questa nostra malata società, da Mediaset e da politici annessi, sta per terminare.

Nella certezza di vedere compiuto e realizzato questo nostro ambito credo, restiamo a disposizione via mail (vietato . abbaiare @ yahoo . it) per ogni eventuale maggiore precisazione.

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Al Presidente del Senato della Repubblica Italiana
Piazza Madama n.2
Roma


PETIZIONE

Promotori : Massimo Simonetta, Nicola Coppola,
Associazione CRISNAA a tutela dei diritti dell'Uomo, www.vietatoabbaiare.it


AI SENSI DELL’ARTICOLO 50 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
“Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”. OGGETTO: si propone petizione di sensibilizzazione e di precetto in merito al disturbo del riposo, della quiete e delle occupazioni causato da latrare, abbaiare, guaire ed altro di cani e dal relativo maltrattamento determinato dal mal governo degli animali stessi.

Si avanza, conseguentemente, di offrire ai cittadini la possibilità di disincantarsi dalla insolente inciviltà del mondo attraverso un principio di rispetto comune, unitario e contrario ad ogni forma di disagio, danno, patimento e violenza.

PREMESSO CHE

a) Il Codice Penale, libro terzo titolo I art. 659 prevede che:

1) Il bene protetto sia l’interesse dello Stato alla salvaguardia dell’ordine pubblico;
2) Lo Stato garantisce la tranquillità pubblica;
3) Lo Stato tutela la quiete pubblica;
4) Lo Stato salvaguarda le occupazioni ed il riposo delle persone;
5) Lo Stato sanziona la rumorosità in funzione della tutela della tranquillità pubblica;
6) Il primo comma dell’articolo del C.P di cui al punto a), ha natura comune e di pericolo concreto;
7) Un cane che abbaia per sua natura disturba e ciò ormai accade con significativa e nota frequenza;
8) Un cane abbaia per richiamare l’attenzione di un “padrone” disattento ed insensibile nei confronti dell’animale, dei vicini e di tutti coloro che così ne subiscono il disturbo;
9) L’omissione, il malgoverno, la non curanza, nei confronti del cane che disturba, è da considerarsi maltrattamento di animali (…e non solo…);
10) L’abbaiare del cane è gravemente nocivo per la salute psichica e fisica dell’uomo causando per ciò in molti casi forme d’ira, di depressione e di alterazione nervosa, oltre insonnia, stanchezza e generico, ma profondo disagio psico-fisico;
11) A causa dei rumori-disturbi causati dai cani si sono verificati gravi delitti quali l’uccisione dell’animale o crimini contro lo stesso responsabile dell’animale;
12) Quasi mai le Forze di Polizia sono riuscite a risolvere il problema delegando ed attribuendo la responsabilità nell’agire ad altre Istituzioni e ciò a discapito dell’interesse dell’ormai provato cittadino.
13) Soltanto i Municipi più evoluti, più diligenti e civili agiscono concretamente onde ovviare il problema, mentre altri Comuni, non precettati dalla Legge, lasciano i proprii cittadini in balia di tale degrado e disagio;
14) I Municipi, pur avendo l’obbligo del rispetto, in materia, del regolamento di Polizia Comunale, raramente prevengono il problema a discapito della quiete pubblica e malgrado reclami o sollecitazioni;

b) A norma del Codice Penale, libro primo titolo II art. 20: tali pene alla premessa a) “conseguono di diritto alla condanna, come effetti penali di essa”.
Sul punto varrà riferirsi a
c) Codice Penale, libro primo titolo II art. 28
d) Codice Penale, libro primo titolo III art. 61
e) Codice Penale, libro II - titolo II - Art. 35
f) Anche in virtù della premessa d), a prescindere dalla pena commissionata da una condanna definitiva, dovrebbe intendersi “ reato particolarmente grave e/o lesivo per l’interesse pubblico”. E ciò vieppiù in coerente tutela sia con il bene protetto, sia per il fine ultimo sia pure per l’evidenza dell’interesse privato. VISTO E CONSIDERATO

a) Che dal comune cittadino, proprietario o possessore di un cane, tali previsioni normative non vengono pressoché mai rispettate anche a causa dell’omissione di intervento da parte della Polizia Municipale o dell’Ufficio di Pubblico Servizio;
b) Che tale rilevato, continuativo e mancato intervento, utile ad interrompere il degradante disturbo, ha indotto migliaia di persone ad esercitare, anche arbitrariamente, il proprio diritto, sancito e naturale fin’anche in abuso od eccesso;
c) Che ai Pubblici Ufficiali risulta quasi incomprensibile, se non inesistente, il richiamato illecito lasciando quindi inapplicate le relative norme di legge;
d) Che per gli articoli 54 e 98 della Costituzione Italiana e per le premesse d) ed e) della presente petizione, un Pubblico Ufficiale, nello svolgimento delle proprie funzioni, deve saper rappresentare degnamente la Nazione e tutelare i diritti di ogni cittadino, nonché rispettare ed applicare le esistenti norme positive;
e) Che, per la considerazione precedente, un Pubblico Ufficiale non può rappresentare degnamente i cittadini italiani, né la nazione, se ha commesso l’omissione atta al non impedire (…prevenire, evitare o reprimere…) l’illecito descritto;
f) Che è necessaria l’estensione della figura di reato dell’art 659 con un art.659 bis che non abbia efficacia circoscritta in quanto nella circostanza l’agente che si trovi a realizzare l’illecito potrebbe essere indotto a maggior ragione a commetterlo confidando in una successiva, sicura e più favorevole legge facendo venire meno la stessa forza intimidatrice edittale;
g) Che malgrado le non segrete speranze di sentire terminato, od almeno grandemente diminuito, l’assordante ed insopportabile fracasso provocato dall’animale, peraltro impedendo di quasi più comunicare con altre persone, anche in abitazioni ben insonorizzate e sin’anche munite di vetratura blindata e di persiane prudentemente e, nell’immediatezza dei lamentandi fatti, socchiuse, si è dovuto opportunamente riflettere su come più incisamente agire per cercare di risolvere il così determinatosi problema;
h) Che malgrado il comune cittadino si lamenti spesso in modo civile, educato e senza minimamente offendere od apostrofare malamente i padroni o possessori di cani fonti di disturbo, codesti signori, per contro, siano soliti rispondere sgarbatamente e con atteggiamento arrogante, minaccioso e di vero e proprio “menefreghismo”.

Ciò detto, rilevato e sottolineato, in questa sede è a richiedersi, pertanto, di indagare su quanto accade in Italia in merito al fine di porre in evidenza, ove vi fossero, carenze, mancanze, abusi, reati omissivi e non, nonché false indicazioni, così come i fatti or ora ricordati e lamentati fanno ben pensare sia nei confronti di civili che di Pubblici Ufficiali;

Ché, se è possibile disturbare, disagiare e danneggiare le persone con tali rumori continuativi ed a volte per più ore, e da ciò sia conseguenza del lamentarsi per l’illecito, che se è possibile anche ingiuriare e minacciare rispettosi cittadini, irridere e celiare su Corpi di Polizia e per far buon peso, dover ulteriormente patire, spesso la sottovalutazione del fenomeno con interventi degli stessi Pubblici Ufficiali promessi ed anticipati, ma di rado effettuati tempestivamente sia per constatare l’illecito che per arrestarlo, allora tutto ciò sottolineerebbe, con incontestabile certezza, che la celebratissima Patria del diritto e nutrice di tutte le nazioni civili ha compiutamente abdicato al proprio ruolo ed anzi, in modo subdolo o sottointeso, ha anche abiurato alla difesa del proprio cittadino ed alla tutela dei di Lui legittimi diritti, rinunciando esplicitamente al rispetto della legge e del viver civile.
“Il cittadino ha diritto all’intervento delle Forze dell’Ordine affinché facciano comunque cessare il disturbo”.
Trattandosi, nella specie, di comportamenti che offrono censure al negativo anche nei confronti degli stessi comuni, poiché si individua in quest’ultimo Ente trascuratezza e disinteresse per il senso comune e civile del vivere, nonché degrado ambientale, è a chiedersi esplicitamente di sanzionare anche tale realtà od abitudine locale affinché si possa parlare di civiltà e rispetto per ogni cittadino.
Elemento inoppugnabile è che la certezza delle accuse provenga, indirettamente o quale contraddittorio e di non unilaterale riscontro, dai pure addebitati comportamenti, i quali appaiono ben meritevoli di censura penale. Ogni addebitabile agire del possessore a qualsiasi titolo di un cane che disturbi ha da valere pure come denuncia-querela nei confronti di costoro ultimi, ove effettivamente si siano esposti per negligenza od omissione ed espressi in quei lamentati modi sia nei confronti del cittadino, come pure del Pubblico Ufficiale, e con esplicita richiesta di esemplare punizione, come anche con riserva di costituzione di eventuale Parte Civile quale anticipazione della tutela del bene giuridico violato. I cittadini italiani firmatari di questa petizione CHIEDONO:
1) Che il Pubblico ufficiale ritorni ad essere un rappresentante dei cittadini e tuteli quest’ultimi impedendo l’illecito quando si manifesta sanzionandolo in funzione della gravità, della continiuità, e della omissione;
2) Che i Comuni si attivino affinché il disturbo causato dai cani sia impedito da chiunque abbia titolo detentivo o responsabilità dell’animale;
3) Che si pubblicizzi la norma con tutti i mezzi e mass-media necessari per la diffusione della stessa e vengano ritenuti responsabili dell’igiene “sonoro” i Comuni per proprio dovere, senso civico, senso morale e rispetto applicativo della norma di legge o del regolamento locale ove esistente e, se non esistente, con l’obbligo di costituirlo;
4) Che i Pubblici Ufficiali siano automaticamente e conseguentemente considerati sospesi o decaduti dal proprio incarico nella ipotesi in cui adottino un comportamento omissivo o di vero e proprio favoreggiamento riguardo il proprietario o possessore del cane, con conseguenze sanzionatorie nei confronti degli stessi inadempienti;
5) Che il Parlamento legiferi in modo tale da estendere, in maniera chiara ed esplicita, l’art. 659, in senso temporaneo o perpetuo, ai fini proprii della presente petizione;
6) Che il Parlamento legiferi in modo tale da considerare automaticamente e immediatamente sanzione amministrativa grave, il latrato, l’abbaiare ed i rumori comunque provocati dal cane;
7) Che il Parlamento legiferi così da prevedere la pubblicazione delle relative sentenze anche per i Comuni ritenuti omissivi od inerti;
8) Che ogni cittadino abbia il diritto di denunciare a qualsiasi Autorità il disagio ed il degrado che si manifesta nel proprio comune a causa dei disturbi originati dai cani e che, giusto ciò, richieda sanzione ed immediato provvedimento affichè il disturbo cessi tempestivamente.
9) Che venga reso noto attraverso la stampa quanto si verifica e manifesta e che venga istituito un elenco dei Comuni ritenuti degradati dalla presenza dei rumori e dei disturbi causati dai cani;
10) Che chiunque non si attiva o, altrimenti, non pone in essere misure atte a far cessare tutti i disturbi addebitabili ai cani di cui, a qualsiasi titolo, ne abbia disponibilità o possesso, sia per ciò punito con l’irrogazione immediata, da parte del Pubblico Ufficiale o dell’Incaricato di Pubblico Servizio, della sanzione amministrativa anche come propria iniziativa del Pubblico Ufficiale per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e maltrattamento di animali
di € 59 se lo strepito è di durata non superiore a qualche minuto;
di € 109 se lo strepito è di durata maggiore e continuativa;
di € 209 se lo strepito è di durata intermittente, ma prolungata nella stessa giornata;
di € 309, qualunque ne sia la durata, se lo strepito avviene tra le ore ventuno e le ore otto.
Il tutto in qualsiasi luogo del territorio italiano e nell’arco delle ventiquattro ore.
10) Che si applichi la pena dell’arresto fino a tre mesi e dell’ammenda fino a 1.509 € se, in un arco di tempo delle 24 ore, ricorrono due o più episodi di cui ai commi che precedono.
11) Che il Giudice disponga l’allontanamento temporaneo del cane e l’affidamento dello stesso presso luoghi adatti a spese del proprietario.
12) Che ogni proprietario di un cane sia dichiarabile presunto responsabile di disturbo, salvo che non dimostri che il cane sia fisiologicamente impedito a provocare disturbi sonori.
13) Che il cittadino che si lamenta sia legittimato segnalare all’Autorità Giudiziaria ed ai Comandi Superiori di Polizia il comportamento omissivo o di vero e proprio favoreggiamento adottato dal Pubblico Ufficiale, con conseguenze sanzionatorie nei confronti del Pubblico Ufficiale.
14) Che i Comuni siano obbligati a far rispettare la norma ed a diffondere presso i propri comuni notizia della norma.
15) Che i Comuni che per negligenza o per qualsiasi altro motivo che non rispettano e fanno rispettare la norma vengano sanzionati fino a € 10.000, immediatamente esigibili.
16) Che venga costituito un organo di controllo anche a titolo gratuito con facoltà di sanzione, nell’eventuale anche l’Associazione proponente.
17) Che venga istituito un patentino di possesso dell’animale previo corso formativo. Nel patentino sia indicata la responsabilità che incorre il possessore o detentore dell’animale nel disturbo arrecato dall’animale e che il titolare del patentino sia educato affinché il proprio cane non disturbi.


I promotori che, con la presente petizione, tutelano i diritti e gli interessi di ogni Essere umano ed ogni cittadino, sono così a concludere.

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Destinatario petizione:
Al Presidente del Senato della Repubblica Italiana

Sostenitori ufficiali della petizione:
Massimo Simonetta, Nicola Coppola, Associazione CRISNAA a tutela dei diritti dell'Uomo, www.vietatoabbaiare.it

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petizione, vietato abbaiare

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