PER UNA MOBILITAZIONE SINDACALE UNITARIA CONTRO LA MANOVRA FISCALE firma ora

La manovra finanziaria del governo, che impone ai lavoratori il blocco dei contratti pubblici fino al 2013, oltre al rinvio delle finestre di pensionamento, non è solo ingiusta e discriminante, ma rappresenta una svolta autoritaria nella gestione delle relazioni sindacali, che non mancherà di riflettersi sul settore privato.

Noi lavoratori pubblici sappiamo che la voragine del debito pubblico è stata creata dal sistema di potere dei partiti, da sempre occupato a coltivare i propri interessi elettorali anzichè quelli generali del paese. LO dimostra una volta di più questa manovra che mantiene i costi della politica più alti d'Europa. Le campagne mediatiche scatenate contro i cosiddetti fannulloni sono state un abile depistaggio in cui il ministro Brunetta è stato particolarmente scaltro, ma che è già stato usato negli anni passati dalla classe politica per sviare l'attenzione dalle proprie responsabilità, mentre continuava a saccheggiare il paese.

Noi lo sappiamo, ma per un osservatore esterno, anche in buona fede, è più difficile distinguere la responsabilità fra chi nel sistema pubblico ha il potere decisionale e chi invece, come la gran parte dei lavoratori pubblici, questo potere lo subisce.

Ma noi sappiamo dove inizia e dove termina la responsabilità della classe politica e dove comincia la responsabilità di chi tace per quieto vivere o per paura di perdere meschini privilegi.

Come lavoratori pubblici e cittadini siamo doppiamente penalizzati da quegli amministratori pubblici e pseudo-manager impegnati più ad amministrare la propria immagine che a razionalizzare la spesa, a coltivare clientele più che a rendere trasparenti i procedimenti di spesa o eliminare gli sprechi. Ma dobbiamo ammettere di avere peccato di timidezza nel denunciare le inefficienze e gli sprechi di cui siamo testimoni. Le rappresentanze sindacali sono rimaste per lo più subalterne alla politica della casta e non hanno saputo contrastare l'attacco qualunquista che ha preparato la rapina a nostro danno attuata con questa manovra. Anzi, sono stati sottoscritti accordi sindacali e sono state condivise già dagli anno '90 false riforme che hanno eliminato ogni forma di controllo esterno sull’attività amministrativa degli enti e sulla gestione dei servizi pubblici locali, trasformando questi ultimi in fonte di profitto di società controllate di fatto dai partiti.

Ma ora gli effetti dirompenti della crisi economica hanno ridotto a zero i margini di trattativa e quindi il governo ha deciso di far pagare ai dipendenti pubblici, oltre naturalmente ai disoccupati ed ai lavoratori precari, i debiti accumulati.

Le conseguenze della manovra sui nostri diritti di lavoratori sono tali che lo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 25 giugno non basta se non avrà la forza di catalizzare la protesta oltre la sua sfera di iscritti e simpatizzanti. E’ necessaria una grande mobilitazione di popolo e per questo dobbiamo ottenere che lo sciopero sia proclamato unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali, altrimenti c’è il rischio che la protesta venga accolta con diffidenza da coloro che un datore di lavoro contro cui scioperare non ce l'anno più o non ce l'hanno mai avuto.

E’ necessaria una grande mobilitazione generale fatta da iniziative locali di informazione – dibattito - spettacolo, e iniziative di solidarietà verso i soggetti più colpiti dalla crisi economica. Si può promuovere un fondo di solidarietà per le famiglie più in difficoltà, cominciando ad esempio con la donazione di qualche ora di stipendio da parte di chi ancora ce l'ha, convocando assemblee nei posti di lavoro e dibattiti pubblici con i lavoratori delle aziende in crisi, disoccupati precari, ecc. Insomma, si devono promuovere iniziative, le più diverse, capaci però di sfociare in una grande mobilitazione popolare che costringa il governo a cambiare rotta o a cadere su questa manovra.

La solidarietà fra lavoratori, deve comunque tornare al primo posto nella politica sindacale, come già lo fu nel passato. Può essere il modo per affermare nuovi modelli etici nell’economia e nella politica, e per dare più forza alla richiesta che la politica economica punti a prelevare più risorse laddove c’è maggiore ricchezza ed a diminuire la spesa laddove ci sono sprechi e privilegi.

Firma La Petizione

Firma con Facebook
O

Se disponi già di un account esegui il login, altrimenti procedi alla registrazione e firma riempiendo i campi qua sotto.
Email e password saranno i tuoi dati account, potrai così firmare altre petizioni dopo aver eseguito il login.

Privacy nei motori di ricerca? Usa un soprannome:

Attenzione, l'email deve essere valida al fine di poter convalidare la tua firma, altrimenti verrà annullata.

Confermo la registrazione ed accetto Uso e limitazioni dei servizi

Confermo di aver preso visione della Privacy Policy

Acconsento al Trattamento dei dati personali

Bacheca

Chi ha firmato questa petizione ha visto anche queste campagne:

Firma La Petizione

Firma con Facebook
O

Se disponi già di un account esegui il login

Commento

Confermo la registrazione ed accetto Uso e limitazioni dei servizi

Confermo di aver preso visione della Privacy Policy

Acconsento al Trattamento dei dati personali

Obiettivo firme
23 / 5000

Firme Recenti

Informazioni

nonsolotrasparenzaDa:
Politica e GovernoIn:
Destinatario petizione:
lavoratori pubblici, sindacati

Tags

blocco dei contratti, manovra finanziaria

Condividi

Invita amici dalla tua rubrica

Codici Per Incorporamento

URL diretto

URL per html

URL per forum senza titolo

URL per forum con titolo

Widgets