Non permettiamo che il canile di Rubano (Padova) chiuda firma ora

 

  Il canile/rifugio di Rubano a Padova "nasce" nel 1961, come unica struttura di accoglimento per cani 
della regione Veneto. Il canile/rifugio ha una capienza di 50 cani, ma a suo tempo ce ne erano 450, 
che versavano in una situazione disastrosa. Pochi volontari, poco cibo, box fatiscenti... A meta' 
anni '70, una nobile di Padova, la contessa Laura Dondi dall'Orologio, prende in mano la situazione.
Viene costruita una cucina per preparare le pappe a base di pasta, riso e macinato, viene costruito 
un ospedale con riscaldamento per cani malati, feriti, ecc, ecc., viene messo su un ambulatorio con
servizio veterinario 7 giorni su 7, viene costruito un impianto idrico, vengono assunti degli operai
che si occupano della cucina, della pulizia dei box, vengono sistemati i box, con tettoie e cucce, 
ecc, ecc.
Io arrivo in questo canile/rifugio nel 1975 (avevo 7 anni) con mia madre, grande amante degli animali, 
per fare volontariato. La situazione era ancora disastrosa, ma intanto i lavori procedevano ed i 
volontari aumentavano. Nel giro di pochi anni il rifugio di Rubano diventa un punto di riferimento per 
Padova, per tutte quelle persone che volevano adottare un cane. Il rifugio diventa un'istituzione per 
Padova.
Tutti in Veneto sapevano di questo rifugio... come tutti sanno che a Padova c'e' la Basilica di
Sant'Antonio e il Prato della Valle.
Di li' a poco il rifugio si affilia alla "Lega Nazionale per la Difesa del Cane" e la situazione continua
a migliorare... soci, volontari, donatori... e la famiglia Dondi che copre tutte le spese.
Il rifugio funzionava bene, cani che venivano accolti ed il doppio che andavano in adozione... venivano
accolti anche i cani provenienti dall'ASL veterinaria (canile municipale). Il comune non ha mai dato
sovvenzioni al rifugio, ma andava tutto cosi' bene che in fondo non ce n'era bisogno. I volontari
aumentavano, come le adozioni con pre- e post-affido, firma di moduli, ecc ecc. I cani venivano dati in
adozione sverminati, sterilizzati (se cuccioli con obbligo di sterilizzazione a sei mesi), vaccinati e a
suo tempo tatuati, fino all'introduzione del microchip.
Arriviamo al 1998, anno in cui muore la madre della contessa Laura. La madre lascia tutti i suoi beni ai
due figli con desiderio che venisse aperto un altro rifugio per cani, sempre in zona.
Si parte alla ricerca di un terreno edificabile, si ottengono i permessi. Ma il terreno e' a Frapiero in
provincia di Venezia...raggiungibile da Padova in 45 minuti perche' (scusatemi il francesismo) "in culo
al mondo". Comunque sia, i lavori partono, viene costruito un canile modello con box da 50 mq con erba e
alberi.... per una capienza di 200 cani. Questo rifugio, chiamato Parco Zoologico, nasce come struttura
privata di proprieta' della famiglia Dondi e viene inaugurato nel 1999.
Nel giro di 2/3 mesi si arriva a circa 120 cani... provenienti dal canile di Rovigo che aveva dovuto
chiudere e provenienti da Lampedusa da una struttura al collasso.
La struttura di Frapiero e' splendida e vi e' anche una casa semi-ristrutturata in cui vive un operaio
marocchino con la sua famiglia. Questo marocchino doveva occuparsi della pulizia dei box e delle pappe.
Ma, a detta sua, da solo non ce la faceva, cosi' gli viene affiancato un altro operaio che nel giro di
poco tempo si rende conto di quello che stava succedendo! Il marocchino che percepiva stipendio e non
pagava ne' affitto ne' bollette si era trovato un lavoro da giardiniere e lasciava tutto il canile in mano
all'altro operaio. Il marocchino si faceva vedere poco e quel poco che lavorava in canile lo faceva male,
l'unica cosa che gli riusciva bene era tenere in ordine il parco per quel che riguarda gli alberi, la siepe,
i fiori, ecc. ecc.. Per questa sua "dote" di giardiniere si ingrazia Laura che lo adora. Intanto, pero',
volontari non ce n'erano perche' il marocchino non li voleva... ci siamo sempre chiesti perche', finche'
non scopriamo che il "caro" marocchino, quando dava di matto, uccideva a badilate o a martellate i cani che
gli capitavano a tiro... e se non li ammazzava, li acceccava, gli spaccava la schiena e via dicendo.
Nel primo anno, il rifugio di Frapiero presenta un resoconto di mortalita' pari al 30%, quando a Rubano era
pari al 5% con il triplo dei cani!!!! E avanti cosi' anche l'anno dopo... il marocchino viene spiato e viene
visto compiere questi atti barbari, ma nessuno riesce a fotografarlo... viene avvertita Laura che non crede ad
una parola, nemmeno alla mia, pur conoscendomi da quando avevo 7 anni. Ad oggi la situazione non e' cambiata e
i cani in canile sono arrivati ad essere 49! Nessuno andato in adozione... decimati perche' ammazzati!!!
La stessa ASL veterinaria e' alla conoscenza di questa situazione, ma nessuno puo' fare nulla....
Nel 2003 viene costruito un altro canile/rifugio modello in provincia di Padova a Presina di Piazzola sul
Brenta. Viene seguito da un rumeno con moglie che svolge un ottimo lavoro, il canile che ha una capienza di 220
cani e' sempre pieno, ma c'e' un ricambio costante... al mese vanno in adozione circa 50 cani, una media altissima!
Il rifugio e' perfetto, pulito, cani sereni, ci sono volontari, ecc ecc. Anche questo rifugio viene affiliato
alla "Lega Nazionale per la Difesa del Cane". Mortalita' annua? 3%!! E quasi solo per vecchiaia.
Bene, arriviamo ad oggi. La crisi che ha coinvolto e sta coinvolgendo ancora tutta l'Europa, si e' fatta
sentire anche in canile. Sempre meno soci, niente piu' donazioni, sempre meno adozioni... Comunque sia
il rifugio di Presina sia quello di Rubano continuano a funzionare. Quello di Frapiero no.
La contessa vende alcune proprieta', vende l'oro di famiglia, cerca in tutti i modi di far andare avanti tutti
e tre i canili... intanto a Rubano si liberano 16 box ed i cani si riducono a 170.
Decisione? La contessa decide di chiudere nel giro di 4 mesi il canile di Rubano, far trasferire 140 cani a 
Frapiero e tenere a Rubano solo i vecchietti finche' non moriranno di vecchiaia e cosi' il canile verra'
chiuso. I cani di Rubano dovranno andare a finire a Frapiero, dove non verranno mai adottati, dove non ci
sono volontari e c'e' un marocchino che li ammazza in maniera barbara!!!!! Non si poteva chiudere Frapiero e
far trasferire i 49 cani a Rubano visto che si erano liberati 16 box?? No. Perche' il canile di Frapiero e'
stato costruito in seguito all'espresso desiderio della madre di Laura e Laura non ne vuole sapere di chiuderlo!
Piuttosto chiude una struttura perfetta, funzionante, che per Padova e' un punto di riferimento per quanto
riguarda adozioni e accoglimento di cani. Inoltre verranno licenziati 3 operai, uno dei quali ha famiglia ed ha
appena fatto un mutuo per prendere casa, un altro a cui mancano 3 anni per andare in pensione ed un altro che
finira' per strada!!

 

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