NEGATA CASA NEGATA GIUSTIZIA firma ora

VI INVIO L'INFINITA TRAGEDIA SUBITA DA ME E DALLA MIA FAMIGLIA

Riassumo in breve quanto mi è accaduto, perché tutto è pertinente al caso:

1.) In data 23 Novembre 1980 non ci fu il terremoto e il mio locale commerciale unitamente a due locali commerciali e alla casa di famiglia (intestata a mio padre Calabrese Angelo) rimasero indenni, anche perché alcuni giorni prima del terremoto detti immobili erano stati ristrutturati.

2. Il Comune di Lioni, in luogo di lasciare il mio locale commerciale, i due locali commerciali e la casa paterna, facenti parte di un unico edificio con ampio giardino, contro la mia volontà e contro la volontà della mia famiglia, all’evidente scopo di manipolare il danaro pubblico, senza aspettare la scadenza dei termini legali per la proposizione del ricorso in sede giurisdizionale, il giorno dopo la notifica dell’Ordinanza procedette alla demolizione dei suddetti beni cancellandone dolosamente ogni traccia, con l’aggravante che vi era una QUERELA in atto da parte mia e della mia famiglia.
Dalla demolizione del mio locale commerciale e dei beni di famiglia, sia da parte mia che da parte di mia madre, Valvano Rosa Matilde, nata il 26.10.1933, quale procuratrice di mio padre Calabrese Angelo nato il 02.12.1928, è iniziata una interminabile odissea presso la PROCURA della REPUBBLICA di SANT’ANGELO DEI LOMBARDI e delle più disparate AUTORITA’ dello STATO, volte all’accertamento del fatto doloso.

2. Il Comune di Lioni durante questo tempo ha progettato e realizzato (sempre contro la mia volontà e contro la volontà della mia famiglia) la cosiddetta Ricostruzione Urbanistica numero sette (R.U.7). è premessa d’obbligo la circostanza che alla definizione della suddetta RICOSTRUZIONE hanno partecipato l’attuale SINDACO RODOLFO SALZARULO in veste di AMMINISTRATORE del fantomatico CONDOMINIO R.U.7, mai esistito prima del terremoto e prima della demolizione, l’ex SINDACO Ing. ANGELO D’AMELIO, firmatario dell’Ordinanza di abbattimento, l’ex SINDACO ROSETTA D’AMELIO nella sua qualità, l’Ingegniere DONATIELLO ERNESTO ANGELO, progettista della R.U.7 insieme all’Ing. CAPASSO DOMENICO. È sempre premessa d’obbligo che sulle PARTICELLE CATASTALI mie e della mia famiglia nel luogo esatto dove esistevano i tre locali commerciali, la casa di abitazione con annesso giardino, posizionati nel cuore della cittadina di LIONI sul CORSO UMBERTO I (AREA di PRIVILEGIATA VALORE COMMERCIALE) sono stati edificati i locali commerciali e gli appartamenti del Tecnico Comunale VOGLINO ALFREDO e della moglie ALIFANO ALBA RESPOSABILE DELL’UFFICIO ANAGRAFE e ASSESSORI, CONSIGLIERI, PARENTI e AFFINI di ASSESSORI E CONSIGLIERI COMUNALI dello stesso Comune di Lioni (INTESTATARI LORO EREDI DIRETTI). Nell’ambito della R.U.7, con l’artefizio di comprare minime superficie CATASTALI, quindi effimere consistenze millesimali, hanno edificati appartamenti e locali commerciali di volume e valore senza paragone al preesistente, tra gli altri, la moglie dell’attuale SINDACO, Sig.ra FERRARA MICHELA, I TECNICI PROGETTISTI DEL COMPARTO Ing. DONATIELLO e CAPASSO, NONCHE’ ALTRO DI DIRETTA AFFINITA’ COL POTERE LOCALE.




2. La Ricostruzione R.U.7 forgiata nell’unico ed esclusivo interesse dei suddetti pubblici
ufficiali e loro parenti e affini, è avvenuta senza un MINIMO ATTO AD SUBSTANTIAM
CHE PREVEDESSE L’INTERPOSIZIONE DELLE PARTICELLE E, cosa più grave
senza che io e la mia famiglia avessimo mai firmato atti di qualsiasi natura volti all’attin-
cimento dei fondi pubblici.

2. Con la demolizione del mio locale commerciale, dei due locali commerciali della mia
famiglia, della casa con annesso giardino, io e la mia famiglia stessa siamo stati inviati
nel prefabbricato n°153 di via Serro di Morra, 81 a vivere come cani in becere lamiere di amianto (MENTRE ERAVAMO I PIU’ PRIVILEGIATI DELLA CITTADINA e i più fortunati visto che i nostri edifici erano rimasti indenni alle scosse sismiche); nonché siamo stati costretti a interrompere la nostra attività commerciale (CAUSA DI FORZA MAGGIORE).

6.) Il Comune di Lioni, dopo stremanti nostri appelli ci assegnò un prefabbricato ad uso
commerciale in via Torino, da noi utilizzato quale negozio e deposito fino alla demolizione da parte dello stesso Comune di Lioni, con le modalità e i metodi per cui è stato RICORSO STRAORDINARIO ALL’ORDINANZA N°46 del 18 Luglio 2003, anche in questo caso senza attendere lo scorrere dei terini per la proposizione in sede giurisdizionale e in pendenza di infinite denunce-querele pendenti presso la PROCURA DELLA REPUBBLICA del TRIBUNALE di SANT’ANGELO DEI LOMBARDI.

7. Il Comune di Lioni medesimo, qui l’atto persecutorio per il mancato allineamento alle leggi del territorio si è reso più evidente, ha iniziato una lunga serie di vere e proprie aggressioni alla nostra attività commerciale, quale fonte onesta di sopravvivenza, con continue multe, con divieto di vendita nei punti stabilito e altro.


8. Attualmente io e la mia famiglia (con i genitori oramai esauriti e con mio padre addirittura AFFETTO AL MORBO DI ALZHAIMER), siamo costretti a vivere IN UN LAGER IN VIALE CITTA' DI BERGAMO N 2 E PER CIRCA VENTISETTE ANNI ABBIAMO VISSUTO IN UN prefabbricato di amianto di via Serro di Morra, 81 dove d’estate si bruciaVA e d’inverno BISOGNAVA stare con l’ombrello.
IL RICORSO STRAORDINARIO IN OGGETTO TENDEVA PROPRIO A CERCARE DI FAR COMPRENDERE TUTTI QUESTI SOPRUSI E QUESTE VIOLENZE AD OPERA DEL COMUNE DI LIONI, RESE PIU’ GRAVI DALLA MANCATA RISPOSTA DELLA GIUSTIZIA PENALE.

9. E’ di tutta evidenza che il sottoscritto allorché resosi conto che in seguito alla ricostruzione al Corso Umberto I i locali commerciali e le abitazione ricostruite sulle particelle catastali mie e della mia famiglia, erano stati assegnati e occupati dai predetti PUBBLICI UFFICIALI e loro parenti e affini; nella concomitanza che il prefabbricato ad uso commerciale a me assegnato era di AMIANTO E NON PIU’ IDONEO A SVOLGERE L’ATTIVITA’ COMMERCIALE AD USO ALIMENTARE, in attesa che il COMUNE SI DEGNASSE QUANTOMENO DI RIDARMI IL LOCALE COMMERCIALE AL CORSO UMBERTO I almeno di assegnarci un altro più idoneo locale, comunicai la sospensione dell’attività, come in atti: di tutta risposta avvenne la demolizione del prefabbricato, con essa la causa di forza maggiore che mi impedì di lavorare e di vivere.



9. LA RICOSTRUZIONE R.U.7 NEL FRATTEMPO, E’ STATA IDEATA, COME DETTO ALLO SPECIFICO SCOPO DI FAVORIRE COMPARI E COMPARIELLI.
STATO DI FATTO CHE IL MIO LOCALE COMMERCIALE AL CITATO CORSO UMBERTO I è stato COMPLETAMENTE ESPUNTO DAL PROGETTO E DALLA RICOSTRUZIONE.


L’ignominioso scandalo della ricostruzione i Campania e in Basilicata, insabbiato con premeditata spudoratezza da tutte le Autorità responsabili, a partire dalla famosa relazione dell’altrettanta famosa cosiddetta COMMISSIONE SCALFARO.
Sperperi per circa centomila miliardi di vecchie lire, con opere faraoniche mai utilizzate, con manipolazioni e maggiorazioni delle volumetrie, senza parametri al preesistente, con intere famiglie ancora costrette a vivere nel prefabbricato, sono un dato di fatto; ma nessuna coscienza ha finora dimostrato di saperne cogliere la gravità e affermare la giustizia. Dalle pressioni politiche ad altissimo livello volte allora a far dimettere il CAPO DELLO STATO SANDRO PERTINI che recatosi in loco aveva ammonito il Governo di fare subito e presto per aiutare le popolazioni straziate e disastrate, ai giorni nostri che la giustizia non viene affermata se non dalla sola parte dell’apparato politico amministrativo che ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla pelle dei cittadini perbene non allineati alle leggi del territorio e alle varie camorre di cui pur tanto le cronache hanno parlato e continuano a parlare, è tutto uno stormire di omertà di alterazioni dei fatti e della verità di insabbiamenti, di connivenza tra i vari poteri forti degli interessi economici e politici.
Tanto premesso rimane il fatto che il Comune di Lioni dopo aver tolto a me il locale commerciale e tolto alla mia famiglia i due locali commerciali, la casa di abitazione con l’annesso giardino al Corso Umberto I per far posto ai responsabili diretti degli Uffici Comunali; dopo avermi sempre, senza che potessi difendermi in sede giurisdizionale, tolto il locale commerciale (per l’altro trattenendomi l’originale della LICENZA COMMERCIALE, come da apposite QUERELE PENDENTI E SENZA RISULTATO); dopo avermi buttato sul lastrico e insieme alla mia famiglia costretto a vivere in un becero prefabbricato di amianto, con un danno esistenziale INCALCOLABILE, ANCORA HA IL CORAGGIO DI RAPPRESENTARE LE SUE “RAGIONI” allo scopo di nascondere l’unica verità che si conosca, che è la verità appena riassunta.
Tanto PREMESSO HO C H I E S T O CHE LO STATO, ATTRAVERSO LE AUTORITA’QUI IN DIRITTO CHE AUTOREVOLMENTE LO RAPPRESENTANO SI FACCIA CARICO DI INDAGARE A 360° LA VERITA’, confermando come il caso richiede incarichi a speciali consulenti, in maniera che si addivenga previa riconsiderazione del caso ad una pronuncia oggettiva non esclusivamente basata sull’affermazione dei responsabili TECNICI ED AMMINISTRATIVI DEL COMUNE DI LIONI CHE BEN RISULTANO INTERESSATI ALLA RICOSTRUZIONE E AGLI INSABBIAMENTI.
HO C H I E S T O
Che vengono acquisite tutte le denunce querele a firma mia( Calabrese Antonio) e di mia madre Valvano Rosa Matilde, di cui qui allego un sintetico elenco, presso la Procura e le Autorità dello Stato.



HO C H I E S T O
L’acquisizione del progetto R.U.7 per il confronto delle volumetrie TRA STATO DI FATTO E DI PROGETTO E’ LA CONFERMA CHE IL MIO LOCALE COMMERCIALE(Calabrese Antonio) AL CORSO UMBERTO I IVI E’ STATO COMPLETAMENTE ESPUNTO.

H O C H I E S T O
Altresì di accertare con i quali fondi e come è stata possibile la ricostruzione R.U.7 visto che né io, né la mia famiglia ha mai firmato alcun atto per attingere ai fondi della legge 219/81 e successive. LE molte istanze come detto è stato il tentativo di raggiungere lo scopo della verità in questo Stato; nonché l’ultimo tentativo di porre argine e fine ai tanti soprusi con infiniti danni esistenziali derivati dal Comune di Lioni e concesso dalle autorità e dal medesimo Stato.

IN QUESTO DESERTO ITALIANO NON CI SONO OCCHI, ORECCHIE E BOCCHE. COME CI FOSSE UNA DITTATURA DI POTENTI CONTRO LA POVERA GENTE CHE ASPETTA UNA CALAMITA’ O ALTRO. E’ UNA ITALIA DI TRUFFE DI SCANDALI UNO DIETRO ALTRO.
E LE PERSONE CHE SI OPPONGONO ALLE INGIUSTIZIE E DENUNCIANO I REATI NON VENGANO ASCOLTATI PERCHE’ NON APPARTENGONO AD UN POTENTATO.
DISTINTI SALUTI
VALVANO ROSA MATILDE

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Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
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parlamento e CSM

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