MEMORANDUM DI PALERMO SUL FINANZIAMENTO DELLA RICERCA IN AGRICOLTURA BIOLOGICA firma ora

Noi sottoscritti, preso atto del dibattito svoltosi in occasione del IV Workshop del Gruppo Italiano per la Ricerca in Agricoltura Biologica (GRAB-IT), tenutosi a Palermo, abbiamo approvato il seguente Memorandum.

Sono circa 20 anni che la ricerca in agricoltura biologica è ufficialmente inserita nei programmi di ricerca della Commissione Europea. Fin dal secondo Programma Quadro (PQ) UE (CAMAR, 1989-1993) l’agricoltura biologica veniva menzionata tra i temi di ricerca all’interno del tema generale sull’estensivazione e diversificazione della produzione, mentre con il terzo PQ l’agricoltura biologica entrava in modo più organico nel sostegno alla ricerca, con otto progetti finanziati tra cui due reti (azioni concertate) specifiche (1993-1997).
Nonostante gli sforzi a livello europeo, a livello nazionale il finanziamento della ricerca sull’agricoltura biologica – previsto sin dal 2001 dal Programma Nazionale di Ricerca sull’Agricoltura Biologica del MIPAF – non ha rispettato le promesse di garantire finanziamenti continuativi nel tempo e bandi realmente adeguati alle esigenze espresse dal settore, nonostante la destinazione specifica della cosiddetta “tassa sui pesticidi” introdotta con la Legge Finanziaria 2000.
Manca soprattutto un preciso indirizzo nazionale: al bando del 2001 – organico per quanto criticabile nelle modalità di espletamento – non ha fatto seguito nient’altro se non un bando per progetti “a sportello” nel 2007.
L’assenza di continuità dei finanziamenti – fra l’altro – non favorisce lo sviluppo di una stabile ed efficace rete di ricerca sull’agricoltura biologica, basata su collaborazioni interdisciplinari e/o partnership tra università, enti pubblici di ricerca (EPR) e altri organismi, tra cui quelli dove sono rappresentati gli operatori del settore.
Ciò rende anche poco efficaci i servizi di divulgazione e consulenza agricola che – oltre ad avere risorse inadeguate anch’essi – spesso sono costretti a basarsi su risultati della ricerca straniera, che in molti casi propone soluzioni non idonee all’ambiente, alle strutture agricole e al tessuto aziendale del nostro Paese.
Inoltre, molte ricerche in agricoltura biologica – per dare risultati rilevanti – richiedono esperimenti di lunga durata, soprattutto quando si studiano sistemi complessi come i terreni e la loro fertilità, la biodiversità degli ecosistemi, ecc.
Questo è il momento opportuno per istituzionalizzare nuove procedure di finanziamento della ricerca in agricoltura biologica, che diano spazio e supporto a tutti gli attori coinvolti, in primo luogo a coloro che la ricerca la utilizzano (agricoltori ed imprese della filiera agrobiologica, servizi di consulenza e assistenza) e ai ricercatori che la producono.
In questo senso la struttura della rete RIRAB e della nascente Piattaforma Tecnologica Italiana appaiono momenti assai importanti al fine di raggiungere un accordo di massima sulle priorità di ricerca, attraverso un’attività di programmazione congiunta, dove va garantita la rappresentanza e la partecipazione – nei gruppi di lavoro – di tutti gli attori rilevanti.
I reciproci ruoli del MIPAF, MIUR, degli altri Ministeri e delle Regioni nel finanziamento della ricerca in agricoltura biologica dovranno essere coordinati ulteriormente, attraverso gli opportuni canali istituzionali, come la Conferenza Stato-Regioni, onde evitare inutili doppioni che riducono l’efficacia e l’efficienza complessiva dei programmi di ricerca.
I programmi di ricerca dovranno avere carattere pluriennale e interdisciplinare e prevedere dei bandi, almeno biennali, per le aree tematiche ritenute prioritarie, secondo l’effettiva dotazione di fondi.
La valutazione dovrà essere effettuata mediante peer-review anonima da ricercatori ed esperti scelti a sorteggio da un apposito albo, aperto anche a valutatori stranieri, utilizzando criteri e procedure trasparenti e noti a priori.
I risultati dei singoli progetti e dell’intero programma di ricerca dovranno, infine, essere analizzati utilizzando degli indicatori quali-quantitativi (es. numero pubblicazioni scientifiche divulgative, numero brevetti, ecc.), coinvolgendo tutti gli attori interessati, non soltanto quindi il mondo della ricerca scientifica.
In tal modo si potrà giungere ad una maggiore efficacia ed efficienza della spesa – prevalentemente pubblica – nel campo della ricerca in agricoltura biologica, evitando di disperdere i pochi fondi disponibili in ricerche inutili o di scarsa efficacia per lo sviluppo complessivo e la competitività del settore.

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Raffaele ZanoliDa:
Verde e AmbienteIn:
Destinatario petizione:
MIPAF, MIUR, altri Ministeri, Regioni

Sostenitori ufficiali della petizione:
GRAB-IT Gruppo di Ricerca in Agricoltura Biologica - Italia

Tags

agricoltura biologica, ambiente, organic farming, ricerca

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