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Lettera aperta ai cittadini termolesi

La sera di lunedì 27 agosto, mentre i termolesi e gli ultimi turisti si godevano il fresco della serata estiva, la Polizia in forze ha compiuto un blitz contro venditori ambulanti e quindici migranti che da un po' di tempo dormivano in stazione, tra cui una donna incinta e un minore. Nel giro di poche ore stampa e opinione pubblica si sono accaniti insieme in un coro di 'denuncia': “Non solo quelli alla stazione, ma tutti gli altri devono essere cacciati!”.

Cosa è successo? Termoli si è svegliata razzista? “Assolutamente no” rispondono tutti “non è razzismo, è un problema di sicurezza, di decoro!”. In un territorio ormai preda di organizzazioni criminali, dove le cosche di 'ndrangheta e camorra fanno i loro sporchi affari ormai da anni (di pochi giorni fa a San Salvo l'ennesima scoperta di interessi diretti dei Casalesi), davvero vogliamo credere che trenta persone che dormono per strada rappresentino un problema per la nostra sicurezza?!? Nessuno si è chiesto perché vivono in queste condizioni, se esiste per loro un'alternativa? Ci si ferma prima di farsi domande, e ci si dà subito una risposta: “è un problema, va eliminato”. Così chi è già vittima di situazioni di emarginazione, povertà e spesso sfruttamento viene punito per il solo fatto di essere emarginato, povero, sfruttato.

Ma il problema sono queste persone? O il fatto che nessuno si sia preoccupato di capire la loro situazione e cercare soluzioni? Il problema è che quando la politica fallisce, o peggio, rinuncia ad assolvere i suoi compiti, la risposta diventa la repressione. Ma la repressione è cieca, ha il volto di funzionari obbedienti che svolgono ordini, non ha un occhio attento alla persona, le sue sofferenze, la sua storia. E noi cittadini termolesi per troppo tempo abbiamo guardato quei migranti vedendo non delle persone ma un problema di decoro, persino un pericolo. E ora che qualcuno è intervenuto con la forza, togliendoli di mezzo, dalla nostra vista, tutti tirano un sospiro di sollievo. Ma è risolto davvero il problema? O si è scelto di usare un palliativo che raccoglie facili consensi ma senza prospettive di lungo periodo? Per quanti mesi si è fatto sistematicamente finta di non vedere e di non sapere, sperando forse che queste persone sparissero magicamente, smettendo di disturbare la quiete dei benpensanti? Come cittadini prima di tutto (e la politica di conseguenza) abbiamo rinunciato ad essere una 'comunità', che non discrimina ma accoglie. Ma esistono storie, accadute anche qui a Termoli, di persone che da situazioni di disagio, attraverso percorsi di accoglienza, sono riusciti a conquistarsi una vita dignitosa.

Noi ci opponiamo a questo uso delle parole “legalità”, “decoro”, “sicurezza”, se queste vengono sfruttate per semplificare la realtà e spostare l'attenzione su 'zingari e vucumprà', come se questo fosse il primo problema in un territorio in cui l'economia è in crisi, l'ambiente è devastato, i giovani non hanno prospettive e tutto ciò favorisce la creazione di terreno fertile per la criminalità organizzata e i suoi traffici.

Ci indigniamo di fronte al plauso soddisfatto di tanti cittadini e dell'amministrazione comunale, che si rendono complici di queste operazioni violente e insensate, e di fronte al silenzio di chi è testimone dell'ingiustizia ma non parla.

Chiediamo quindi a tutti i cittadini di alzare la voce e dire che non esiste solo una città diffidente, inospitale, e indifferente, ma anche una Termoli accogliente, attenta ai problemi degli ultimi e preoccupata per la ricerca di soluzioni giuste e dignitose per tutti, soprattutto per i più poveri.

“Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano
Poi vennero a prendere gli ebrei e tacqui perché mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non parlai perché non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”

I mazzemarille – gruppo giovanile (su facebook e su primafestadeibenicomuni.blogspot.it)
Ass. Fa.c.e.d.
Coop. Il Noce
Fondazione Lorenzo Milani
Paxchristi - Punto Pace Molise
Comitato Voci Libere
Ufficio diocesano per i Problemi Sociali e del Lavoro
Libera Molise

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accoglienza, beni comuni, comunità, immigrazione

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