Lettera aperta a tutti gli amministratori della città di livorno sui progetti delle opere pubbliche firma ora

Il giorno 12 ottobre 2010 il quotidiano “Il Tirreno” ha pubblicato un articolo dove si
commentava la lista dei professionisti che, nel 2009, hanno goduto di un incarico (di mera
prestazione d’opera e mai progettuale) da parte delle locali Pubbliche Amministrazioni e in cui (citiamo testualmente) si leggeva: “però, quanta gente campa attorno al comune, alla provincia, agli altri enti….”
Questo commento, sebbene assertivo, pretestuoso ed anche offensivo, rappresenta
probabilmente, “il sentire comune”. Ai sottoscrittori di questa lettera, però, oltre al sentire
comune interessa, soprattutto, il bene comune.
I tagli dell’ultima finanziaria hanno colpito pesantemente, e noi crediamo anche
ingiustamente, le casse degli enti locali, ai quali servirà una ben chiara lista delle priorità.
Dunque, fatta salva la lotta agli sprechi ingiustificati, noi vorremmo riportare l’attenzione su
quanto sia importante coinvolgere la componente professionale ed intellettuale della comunità per raggiungere l’obiettivo di migliorare la qualità del nostro “vivere”.
Nonostante i tagli e la giusta battaglia contro le “consulenze d’oro”, ogni amministrazione
dovrebbe impegnarsi non a diminuire, bensì ad aumentare la partecipazione di questa
componente intellettuale a tutti i processi progettuali che hanno come obiettivo il disegno
della città futura. Uno sviluppo urbano che sia all’insegna della sostenibilità sociale,
economica ed ambientale, è inarrivabile senza la sinergia di tutte le risorse intellettuali,
professionali ed economiche del territorio.
Non neghiamo che questa amministrazione abbia fatto qualche miglioramento in merito ai processi partecipativi, ma sono stati soltanto fatti episodici che, purtroppo, hanno prodotto pochi risultati.
Prendiamo come esempio i tre concorsi di progettazione (di livello europeo) banditi dal
Comune per la Dogana d’Acqua, il Forte San Pietro e l’area dell’Ex Pirelli. Solo il progetto per la Dogana d’Acqua è rientrato nel PIUSS (Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile) e, nonostante al gruppo vincitore sia stato riconosciuto il ricco premio previsto dal Bando di € 140.000, si legge nel n. 70-71 di Comune Notizie che il progetto definitivo è stato completamente ridisegnato dagli Uffici tecnici dell’edilizia pubblica del Comune!
Un secondo esempio lo si potrebbe individuare nell'ambito dell'amministrazione delle aree Portuali: qualcuno ha memoria di un concorso di progettazione indetto dall’Autorità Portuale?
Qualcuno può dire che il redigendo Piano Regolatore del Porto sia, in qualche misura,
partecipato dalla città? Forse qualcuno pensa che il Porto non ne faccia parte?
Aggiungiamo soltanto che se il livello di riferimento è (e deve essere) quello comunitario,
allora possiamo senz’altro verificare che tutte le città europee sono caratterizzate da
interventi architettonici di altissima qualità realizzati con finanziamenti pubblici ma generati in larga parte dal mondo professionale esterno agli Uffici tecnici dei Comuni.
In quest’ottica vengono selezionati professionisti di tutte le età, attraverso gli strumenti dei
concorsi, con l’obiettivo di far crescere sia il livello del patrimonio edilizio pubblico che quello umano e professionale, la vera “anima” di una città, più importante delle sue stesse mura.
Insieme alla “città sostenibile”, occorre dunque che oggi sia perseguita anche la “città
sostenente”, ovvero quel sistema di strutture e servizi che sia capace di valorizzare,
attraverso la gestione della cosa pubblica, tutti gli attori dello scenario urbano e dove ogni
cittadino possa sentirsi potenzialmente in diritto di esercitare il proprio lavoro in un clima di confronto e di uguaglianza.
Questo processo di crescita è in assoluto il nostro obiettivo.
Pertanto, senza mettere in discussione la professionalità dei tecnici delle Pubbliche
Amministrazioni ed il dovere delle stesse di utilizzare anche le risorse interne, auspichiamo e chiediamo che, a partire da oggi, le P.A. si impegnino a coinvolgere e valorizzare tutti gli architetti, gli ingegneri e gli altri liberi professionisti nello sviluppo della nostra città e della nostra provincia.
Si sa che una città cresce solo se lo fa anche la sua componente umana, culturale ed
intellettuale, e a questa componente servono occasioni e “opportunità” che le Pubbliche
Amministrazioni dovrebbero favorire ed incentivare.
Augurandoci che questa lettera possa aprire un costruttivo dibattito, Vi invitiamo a rispondere sul nostro Blog:
www.livorno2punto0.blogspot.com

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