lettera alla Presidente della Regione Umbria sulla scuola firma ora

LETTERA DI UN PRECARIO DELLA SCUOLA
Alla cortese attenzione della Presidente della Regione Umbria, On. Catiuscia Marini
Gentile Presidente,
sono un insegnante precario/un’insegnate precaria della scuola, una delle tante persone che hanno scelto questo mestiere per passione e che hanno deciso di restare nella regione dove sono nati per dare il loro contributo alla sua crescita. Le scrivo questa mia per raccontarle la mia vita da precario, le nostre vite da precari.
Si studia molto, per diventare insegnante. E si deve studiare bene, perché ogni titolo ha un voto e ogni voto costituisce un punteggio. Cinque anni di Laurea a spese della mia famiglia. Poi due anni, a mie spese, di SSIS (scuola di specializzazione) per gli insegnanti della secondaria. Ho quindi insegnato per pochi soldi in alcuni Istituti privati, sempre per il punteggio. Infine, ogni anno, si spendono dai 700 ai 1.000 euro (un mese di stipendio) per master che danno ulteriore punteggio.
Tutto questo per avere, ogni anno, una cattedra per cinque o sei mesi, magari per un intero anno (quasi sempre dieci mesi, raramente dodici, per il resto si và avanti con il sussidio di disoccupazione); una cattedra che spesso significa anche più di cento chilometri al giorno, un terzo dello stipendio che se ne và per la benzina, per portare il bene prezioso dell’Istruzione in ogni angolo, in ogni paese della nostra regione.
Non è una vita facile, quella dell’insegnante precario. È una vita fatta di attese e di speranze che nella maggior parte dei casi vanno deluse. È una vita di sacrificio e di dedizione che spesso mi spinge a chiedermi perché in così tanti continuiamo a farla. È una vita dove le prospettive devono essere flessibili, in continuo divenire.
Sotto il Governo Prodi chi, come me, si inserì nelle graduatorie, aveva davanti a sé, nella migliore delle prospettive, tre o quattro anni di precariato prima dell’agognata immissione in ruolo. Questo ha significato per tanti di noi programmare la propria vita in questi termini di tempo. Una vita che significa indipendenza economica, famiglia, figli, casa. Era una prospettiva che in molti ci siamo sentiti di accettare.
Oggi, il Governo del nostro Paese ha completamente distrutto quelle aspettative. I tagli alla scuola operati dallo scorso anno hanno significato un ripensamento e, per molti di noi, un definitivo abbandono dei propri progetti di vita. Gli anni, da tre, sono divenuti sei, otto, forse anche più di dieci. Le immissioni in ruolo avvenute con il contagocce hanno portato molti di noi a credere che, a quarant’anni, non potranno più accettare la prospettiva di essere ancora precari. Molti hanno definitivamente abbandonato l’idea di diventare, un giorno, insegnanti.
Oggi un nuovo rischio incombe su chi ancora crede a questo futuro. La poca intelligenza con cui si sono riaperte le graduatorie con la creazione di nuove code, e le conseguenti sentenze del TAR in merito, hanno determinato una situazione per cui esiste il concreto rischio che, a partire dal prossimo anno, possano riversarsi nelle graduatorie delle nostre provincie insegnanti provenienti da altre regioni con punteggi – e duole dirlo, perché è una guerra fra poveri – spesso maturati in maniera poco chiara.
La legge prevedeva infatti la possibilità per un insegnante precario, iscritto in una Provincia nella graduatoria ad esaurimento, di optare anche per altre tre province, dove sarebbe stato inserito in coda agli iscritti nella graduatoria ad esaurimento di quelle stesse province. La richiesta oggi di un inserimento invece “a pettine”, e cioè con il punteggio che si ha nella Provincia di provenienza, anche nelle graduatorie in cui si è inseriti in coda, porterebbe invece alla creazione di una nuova graduatoria ad esaurimento dove i provenienti da altra provincia entrerebbero con il proprio punteggio e in molti casi sopravanzerebbero i precedenti aventi diritto.
Significherebbe, per molti di noi, ritrovarsi davanti decine di nuovi insegnanti, anni ancora di attesa. Spesso la perdita definitiva dell’opportunità di una cattedra anche solo precaria. Tutto questo con il perseverare di nuovi tagli.
Credo che chi, come me e come tanti altri, ha deciso di restare in questa Regione, e di credere al suo futuro, abbia il diritto oggi di chiedere alle più alte Istituzioni di essere tutelato in questo senso, anche legalmente. Qualora infatti si concretizzasse la prospettiva appena accennata, è certo che verranno percorse, dai diretti interessati, tutte le strade possibili per impedirne la realizzazione. Il rischio è certamente quello di veder proliferare associazioni ed azioni legali che renderebbero ancor più caotico il mondo della scuola, caos che un intervento concreto ed ufficiale della Regione – e lo ripeto, anche legale – certamente contribuirebbe ad evitare.
Ma non basterà, se non si accompagnerà a questa tutela del proprio corpo insegnante anche una rinnovata azione di difesa e di ripristino delle cattedre, di reintegro degli insegnanti che hanno perduto il posto o di quei precari che, dopo anni, non hanno avuto rinnovato il proprio incarico. Le chiedo, pertanto, di valutare se non esistano mezzi ed iniziative in grado di risollevare e proteggere il sistema scuola umbro che la riforma del Governo ha messo in ginocchio, incrementando il numero delle cattedre, mantenendo il tempo prolungato, tutelando gli Istituti dei piccoli paesi.
Le ho scritto questa lettera, gentile Presidente, perché Lei sia informata di alcune eventualità che potrebbero presentarsi a breve e che, se non valutate per tempo, rischierebbero di non essere affrontate dalla politica con la dovuta fermezza. Eventualità che andrebbero a colpire non solo docenti e studenti, ma anche molte famiglie e, infine, le stesse prospettive di crescita e di sviluppo della Regione da Lei presieduta. Eventualità cui Lei darà, ne sono certo, la dovuta considerazione.

Sono orgoglioso di essere un insegnante. E lo sono perché credo che la cultura e l’istruzione rappresentino l’ultimo baluardo contro la barbarie. Perché i valori della nostra Costituzione possono trovare solo nella scuola il loro luogo naturale di trasmissione e di condivisione. Perché scoprire in uno studente una scintilla di interesse per la conoscenza significa spesso dare una svolta alla sua vita. Sono orgoglioso di essere un insegnante, e chiedo semplicemente di poter continuare ad esserlo nella terra dove sono nato.

Firma La Petizione

Firma con Facebook
O

Se disponi già di un account esegui il login, altrimenti procedi alla registrazione e firma riempiendo i campi qua sotto.
Email e password saranno i tuoi dati account, potrai così firmare altre petizioni dopo aver eseguito il login.

Privacy nei motori di ricerca? Usa un soprannome:

Attenzione, l'email deve essere valida al fine di poter convalidare la tua firma, altrimenti verrà annullata.

Confermo la registrazione ed accetto Uso e limitazioni dei servizi

Confermo di aver preso visione della Privacy Policy

Acconsento al Trattamento dei dati personali

Bacheca

Chi ha firmato questa petizione ha visto anche queste campagne:

Firma La Petizione

Firma con Facebook
O

Se disponi già di un account esegui il login

Commento

Confermo la registrazione ed accetto Uso e limitazioni dei servizi

Confermo di aver preso visione della Privacy Policy

Acconsento al Trattamento dei dati personali

Obiettivo firme
19 / 1000

Firme Recenti

  • 19 maggio 201219. Novella
    Sottoscrivo questa petizione
  • 18 maggio 201218. Grato
    Sottoscrivo questa petizione
  • 18 maggio 201217. Amalia Gazzara
    Sottoscrivo questa petizione
  • 18 maggio 201216. Mirta Prela
    Sottoscrivo questa petizione
  • 18 maggio 201215. Proserpina
    Sottoscrivo questa petizione
  • 18 maggio 201214. Mirco
    Sottoscrivo questa petizione
  • 18 maggio 201213. Rosalia
    Sottoscrivo questa petizione
  • 17 maggio 201212. Geremia Curto
    Sottoscrivo questa petizione
  • 17 maggio 201211. Silverio
    Sottoscrivo questa petizione
  • 17 maggio 201210. Fabiana
    Sottoscrivo questa petizione
  • 17 maggio 20129. Lelia Schiagno
    Sottoscrivo questa petizione
  • 17 maggio 20128. Lorenza Rodi
    Sottoscrivo questa petizione
  • 17 maggio 20127. Aristofane
    Sottoscrivo questa petizione
  • 17 maggio 20126. Gaudino Balacean
    Sottoscrivo questa petizione
  • 23 giugno 20115. gherardo piacitelli
    P4 al telefono"E'un governo inutile"Mostri,stronzi,mignotte"
  • 06 maggio 20114. Alan Tigel
    • Sottoscrivo in segno di protesta contro la riforma Gelmini
  • 27 settembre 20103. Elisabetta
    Sottoscrivo questa petizione
  • 05 settembre 20102. michele di schino
    Sottoscrivo questa petizione
  • 04 settembre 20101. Arianna Angeli (non verificato)
    Sottoscrivo questa petizione

Informazioni

michele di schinoDa:
Scuola ed educazioneIn:

Sostenitori ufficiali della petizione:
http://quiternilibera.blogspot.com/

Tags

insegnati precari, inserimento pettine, marini, scuola, umbria

Condividi

Invita amici dalla tua rubrica

Codici Per Incorporamento

URL diretto

URL per html

URL per forum senza titolo

URL per forum con titolo

Widgets