La tassa di soggiorno applicata da molte località balneari è illegale, chiediamo la restituzione firma ora

Finalmente le agogniate ferie e dopo tanti sacrifici compresi quelli chiesti dal nuovo governo si parte per il mare giusto in tempo e magari quest'anno solo per qualche giorno. Ma ecco apparire dal nulla la tassa di soggiorno una tassa in più oramai applicata da molti comuni delle località balneari, a volte introdotta solo per la prima settimana di soggiorno, in modo da colpire con astuzia anche chi si è fermato per quei pochi e tanti desiderati giorni al mare per trovare un pò di refrigerio.
Una tassa che a nostro avviso nelle località balneari non può essere applicata per motivi di servizio ne tantomeno di scopo, ma è stata buttata li per spennare il solito pollo italiano che per sua sfortuna non dispone del mare fuori dalla porta di casa sua.
Dicevamo che la tassa di soggiorno non può essere una tassa di scopo ne per i servizi ricevuti nelle località di balneazione, in quanto vitto e alloggio viene pagato e anche abbondantemente all'albergatore, all'hotel o al locatario di cui riceviamo il bene o il servizio. Inoltre anche i servizi di spiaggia compresa la sua pulizia sono stati lautamente pagati allo stabilimento balneare. Quindi in definitiva la tassa di soggiorno pagata ai comuni delle località balneari non è stata attribuita nella maggioranza dei casi con la motivazione di dare dei servizi aggiuntivi, a meno che con servizio aggiuntivo sia stata fatta pagare la miglior qualità dell'aria respirata dal povero cristo che il mare a casa sua non c'e l'ha. Ma l'aria come ci hanno insegnato "con o senza smog" non dovrebbe essere un bene di tutti?
Questa tassa di soggiorno applicata dai comuni delle località balneari è stata messa li molto probabilmente solo per gonfiare le proprie casse comunali, è una tassa discriminatoria perchè fa sentire gli italiani in villeggiatura come se fossero degli stranieri in casa propria "l'Italia", e quindi di conseguenza questa tassa potrebbe violare anche lo spirito liberale e unitario della nostra costituzione Italiana.
Crediamo anche che questa tassa di soggiorno violi anche l'accordo di Schengen nel 1985 e della successiva convenzione di Schengen nel 1990 di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari. Infatti non puoi circolare liberamente in quella località di soggiorno di mare se non paghi, quindi non sei per niente libero di farlo anche se sei sempre lì in Italia e non hai nemmeno varcato il confine.
Cosa fare con questa petizione:
Chiediamo alle associazioni dei consumatori unitamente a tutti coloro che hanno la voglia e la facoltà di farlo gratuitamente, compreso gli autori di petizioni online, che con le nostre firme di protesta venga fatto ricorso al TAR per la restituzione delle tasse di soggiorno pagate a nostro avviso indebitamente e dimostrate con la ricevuta. Se questa restituzione non è possibile chiediamo che almeno i comuni delle località balneari che hanno applicato ingiustamente la tassa di soggiorno vengano pesantemente sanzionati. La motivazione è il danno psicologico per averci fatto sentire degli stranieri in casa propria, ed eventualmente se ce ne fossero i requisiti anche per l'incostituzionalità nella sua applicazione.
Chiediamo inoltre che venga fatto anche un esposto alla Corte di giustizia dell'Unione europea , in quanto la tassa pagata viola il libero principio di circolazione delle persone nella comunità europea per diversi motivi.
1) per soggiornare e quindi circolare liberamente nelle località balneari Italiane e quindi in Europa dove è stata applicata la tassa di soggiorno si è dovuto pagare.
2) chi non aveva la possibilità di pagare la tassa di soggiorno non ha avuto anche la possibilità di soggiornare e quindi di circolare liberamente in quel luogo di villeggiatura Italiano e quindi Europeo.
3) sia per i cittadini Italiani che non, tale tassa ha contribuito a limitare il turismo con conseguente danno economico all'intero paese.
4) Si deve evitare il proliferare delle tasse locali sopratutto nelle località balneari a discapito di altri cittadini Italiani che vivendo in località interne non dispongono di quel bene che dovrebbe invece essere di tutti, nel caso specifico parliamo del mare.

Chiediamo di apporre oltre alla firma anche il nome della località dove vi è stata attribuita ingiustamente la tassa di soggiorno.
Se hai la possibilità di linkare e di diffondere questa petizione te ne siamo grati, perchè lo scopo principale è quello di colpire il continuo proliferare di tasse da parte di molte amministrazioni comunali le quali colpiscono cittadini italiani a discapito di altri cittadini italiani che si trovino a soggiornare e quindi in definitiva a circolare in città diverse da quelle della propria residenza qualunque sia il motivo. Questo proliferare di tassazione locale, a nostro avviso nasconde le pieghe iniziali di quello che potrebbe essere un giorno, se continuamente alimentato, la fine di uno stato civile fondato sul bene comune "L'Italia" costata ben 150 anni non solo di storia.
Grazie, se saremmo in molti forse questa volta potremmo contribuire ad un piccolo ma positivo cambio di rotta.

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Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
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ASSOCIAZIONE CONSUMATORI, AVVOCATI, TAR, CORTE EUROPEA, COMUNI CHE APPLICANO LA TASSA DI SOGGIORNO

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comuni, costituzione, giustizia, governo, italia, milano, regione lombardia, stato, tasse

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