IL VOLTURNO NON E' IN VENDITA! firma ora

Appello pubblico contro la (s)vendita del patrimonio architettonico

L’ex cineteatro Volturno rischia, ancora una volta, di divenire oggetto di una manovra di speculazione privata, che mira a sottrarre alla città uno spazio di pubblica utilità per ricavarne profitto.
Ancora una volta il tentativo di assoggettare all’interesse privato un luogo di movimento, spazio di libera espressione e d'incontro.
Dopo diverse aste andate deserte ed un tentativo di sgombero fai da te ad opera di un privato avvenuto lo scorso agosto, a quanto pare il Volturno è stato (s)venduto.

Nato come sala cinematografica negli anni ‘20, su progetto dell’architetto Foschini, luogo sul cui palcoscenico si sono espresse generazioni di artisti importanti del teatro di rivista e del varietà, è stato per più di dieci anni un luogo abbandonato e in avanzato stato di degrado, privo di un concreto progetto di rilancio da parte della proprietà Cecchi Gori Spa.

Nel 2001 il Volturno appariva come un cantiere aperto: infatti la Delibera n.168 "Nuovo Cinema Paradiso" adottata dal Comune, prevedeva la possibilità per i proprietari delle sale cinematografiche romane di avere agevolazioni finanziare per la trasformazione dei cinema in sale Bingo.
Questo destino è toccato anche al cinema Volturno, la cui ristrutturazione per questo progetto ha portato invece alla distruzione di parte del suo patrimonio, ad esempio sono stati danneggiati in maniera irreversibile alcuni affreschi risalenti al 1920 presenti all’interno della struttura.
Dopo il fallimento del progetto “sala bingo” il Volturno viene abbandonato. La contraddizione è inaccettabile: Roma è una città soffocata dall’emergenza abitativa, una città che non offre spazi pubblici di incontro e cultura, che si espande senza freno perdendo la propria identità per diventare una metropoli anonima in cui il tempo libero si trascorre nei centri commerciali e nelle sale bingo.

In questo scenario non si poteva lasciare che uno spazio come il Volturno, al centro della città, restasse in stato di abbandono e degrado, e quindi insieme al Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, nella giornata di sciopero genarale del 16 ottobre 2008, tramite l'occupazione , lo abbiamo liberato e aperto alla cittadinanza.

Dopo un primo periodo di accoglienza per famiglie in emergenza abitativa, il Volturno diventa uno spazio polivalente dove si incrociano differenti soggettività in lotta: movimenti per il diritto all’abitare, collettivi studenteschi, migranti, movimenti per la difesa dei beni comuni, precari, compagnie teatrali autogestite, femministe ed altre realtà autorganizzate.

La posizione strategica e le caratteristiche dello spazio fanno del Volturno un luogo ideale di incontro e confronto politico, in cui si tengono assemblee cittadine e nazionali come gli stati generali della precarietà, o il forum per l'Acqua Bene Comune, configurandolo come una piazza dove realmente si sperimentano pratiche di
auto-organizzazione. Il Volturno è anche uno spazio che offre servizi gratuiti per tutte e tutti:

Sportelli gratuiti di consulenza e di lotta
Sportello casa: aiuta chi vive il dramma dell’emergenza abitativa nei suoi vari aspetti ad auto-organnizzarsi e a trovare soluzioni. Fornisce consulenza legale gratuita su contratti d'affitto, sfratti, affitti in nero.
Sportello donna: fornisce assistenza legale e psicologica a donne che subiscono o hanno subito violenza, maltrattamenti o che si trovano in difficoltà nel contesto familiare per differenti motivi.
Sportello migranti: fornisce sostegno legale ai migranti.

Laboratorio di cultura indipendente
Il laboratorio si propone di agire sul territorio un’offerta culturale che và dalla musica al teatro, nell’ottica di dare spazio alle produzioni indipendenti e a tutte le diverse forme d'arte di qualità.
Le attività sono organizzate in una rassegna mensile aperta al pubblico a prezzi popolari.
Offre gratuitamente lo spazio prove alle compagnie o ai gruppi per costruire le proprie performance e produce laboratori teatrali aperti al territorio.
Il laboratorio è impegnato inoltre in un progetto di inchiesta che vuole approfondire la conoscenza dei meccanismi attraverso i quali il capitalismo contemporaneo mette a valore ogni forma di produzione culturale; il progetto inchiesta nasce per immaginare e mettere in atto pratiche alternative a questo processo.
In tal senso ci collochiamo in una rete di spazi culturali occupati che intendono mettere a confronto le proprie esperienze per la costituzione di una piattaforma condivisa sul tema della cultura indipendente.

Progetto di riqualificazione e autorecupero
Da qualche mese è attivo all'interno del Volturno un gruppo di studenti della facoltà di Architettura di Roma, che attraverso la realizzazione di piccoli interventi di recupero architettonico, attraverso il riuso e l'autocostruzione, si pone l'obbiettivo di far riemergere l'antico splendore del luogo, mantenendo la sua vocazione e ampliando le sue possibilità di utilizzo.

La “vicenda Volturno” si presta ad una lettura che và oltre i confini dell’accaduto in sé, rappresentando il pericoloso paradigma in atto nella nostra città e nel paese in genere, secondo cui l’unico motore della società è il profitto dei privati, mentre si criminalizza qualsiasi azione promossa dal basso, dalla collettività e dalle realtà autorganizzate.
La difesa del Volturno è la difesa di un’idea di città che appartiene a tutte e tutti coloro che lottano quotidianamente per la salvaguardia dei beni comuni.
All’arroganza dei privati rispondiamo con la resistenza attiva, proseguendo con le attività e le iniziative e invitando tutte e tutti a venirci a trovare e a sostenere la nostra lotta contro la speculazione.

In difesa degli spazi di movimento e degli spazi culturali indipendenti, per impedire che il profitto di uno speculatore privi la città di un bene comune:
DIFENDIAMO IL VOLTURNO!
Le cittadine e i cittadini del cine-teatro occupato Volturno.

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architettonico, bene, comune, cultura, difesa, indipendente, patrimonio, speculazione, svendita, volturno

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