Il Passato fa capire il Presente e può, anzi DEVE, aiutare il Futuro: un cambio radicale. firma ora

Ogni NOSTRO DIRITTO PERSO è quasi sempre frutto di un LORO DOVERE NEGLIGENTE, di chi sta al potere.

Fare proposte politche è un mestiere sicuramente crticabile nel suo operato, infatti non faccio il politico.

Negli ultimi anni della evoluzione della mia vita, passando da figlio a genitore, da studente a lavoratore, sono cambiate le mie prospettive nei confronti di una realtà che invece era sempre stata lì. Ho notato che si appoggia sempre più un presente agiato per i soliti pochi, che non qualcosa per un prospero futuro per tutti partendo da questo presente. Vedo in continuazione che si parla e si praticano tagli alla cultura, alla scuola, alle pensioni con l'allungamento dell'età pensionabile e tante altre scelleratezze, le quali alcune si sperano vengano archiviate come proposte orrende.
I tagli alla scienza, alla cultura, alla ricerca, al sapere in genere, al libero pensare e dire e come rinnegare il passato, quello stesso passato che ci ha dato oggi forza e longevità. Con i tagli si annienta tutto ciò che ci ha portati fino a qui, nel nostro presente, quello di tutti, quello in cui a tutti ci fa essere (o sembrare in alcuni casi), quello che siamo.
Tagli applicati senza "validi" motivi, se non per solo quelli che possono indubbiamente avere consensi tra gli ammiratori della attuale maggioranza. Le mie uniche certezze, confutabili indubbiamente, è che non ci sono alternative, tranne le loro, coloro che sono al potere. Non c'è modo di un confronto, sembrano tutti detentori della verità, senza essere predisposti all'ascolto del prossimo, almeno che il loro prossimo corrisponde al loro presente (già) agiato. Penso che in una democrazia VERA, ci debba essere a priori un dialogo di incontro e non necessariamente di scontro. Bisogna trovare tutti quei punti in cui convergono, no la maggioranza industriale, ma quella sociale in genere, motore di tutto il mondo. Bisogna dare spazio ai giovani, coccolarli fargli capire quanto sia importante il futuro e non solo il presente.

Ora io vedo, tra tante cose, per parlare per esempio della scuola, discorsi anche incentrati sul posticipo dell'inizio della scuola, per alimentare il turismo...
... ma il turismo di chi ?? ...
... non certo di tutti quei genitori lavoratori (no nella scuola!), che solo per affrontare tutte le grandi chiusure programmate della scuola (estate, natale, pasqua), sono obbligati a fare i salti mortali con solo 32 giorni di ferie (per chi è fortunato), contro i circa 47 di vacanza coatta. Così facendo si dà luogo solo ad allontanamento degli affetti, poi la giustificazione è aiuto al turismo...ma per favore. Cosa ha più valore, una vacanza di qualità regalata ai propri figli minori, con rinsaldi degli affetti, sempre così frettolosamente fugaci durante l'anno, o il turismo ?? (di chi non si sa poi).
Nessuno prende in considerazione il fatto che i più fortunati tra i figli, stanno tristemtente con i genitori separati nelle vacanze, per coprire tutto il periodo di chiusura delle scuole e, i più sfortunati con delle pseudo baby sitter, passando per un centro estivo e l'altro, spesso inventati per speculare, (sarà forse il loro intendere turismo?) e ritagli di pseudo vacanze, più stressanti che riposanti. Non c'è un minimo di aiuto alle famiglie, scuole chiuse, i centri estivi non rimborsabili in nessun modo (130/150 euro a bimbo a settimana - speculazione pura - ladrocinio legalizzato), bimbi sempre e comunque stanchi, per seguire i propri genitoti con i propri orari lavoratori, non quelli delle scuole chiuse. Ma la scuola dell'obbligo non è un pubblico servizio della Pubblica Amministrazione?? Non mi risulta che ci sia qualche Pubblica Amministrazione, al di là appunto della scuola, che possa permettersi chiusure/interruzioni di servizio così rilevanti!?!
Mi sembra proprio che c'è qualcosa che non va ?!

Le pensioni, anche queste in qualche modo legate ad un tanto agognato futuro sono state e lo sono in continuazione, tagliate.
Cos'è c'è di giusto nell'allungare l'età pensionabile, non solo alle donne, ma piano piano, anno dopo anno a tutti, se il periodo più bello della vita è quello di stare insieme ai propri figli prima e ai nipoti dopo. Fino ad oggi, almeno insieme ai nipoti ci si riusciva a stare, ma adesso pian piano, stanno cancellando anche questa realtà, sempre per un loro presente più roseo. Loro, a tutti coloro che gli basta una legislatura per avere una pensione.
Beh...democrazia per me vuol dire poter essere libero di gestire il proprio tempo, nel modo più bello e consono per una vita serena, per gli affetti, in primo luogo per i figli. La pensione deve essere intesa come una astensione dal lavoro, no per vecchiaia, ma per poter fare quello che più ci aggrata. La remunerazione mensile, deve essere calcolata in base ai contributi versati fino al momento che si decide di goderla, poco o tanto, non spetta decidere certo al governo, ma al singolo cittadino, se gli basta o no, altrimenti no ci va in pensione, mi sembra ovvio. I contributi versati sono proprietari del singolo che li ha versati. Oggi ci sono importi corriposndenti a contributi versati da singoli individui nella loro attività lavorativa, che per una serie di dinamiche proprie e legislative, non sono più esegibili dal contribuente, ovvero il contribuente per una serie di cavilli legali (leggi fatte ad hoc per sanare buchi creati da loro stessi) e per mera sfortuna lavorativa, non ha potuto colmare il periodo contrbutivo OBBLGATORIO (e non libero!), si vede costretto ad abbandonare (non si sa bene in quali tasche) i propri risparmi pensionistici (contributi). I contributi versati dal singolo sono l'accantonamento, e non l'accattonamento, della propria pensione. Il calcolo della remunerazione deve essere fatto in base ai contributi versati fino al momento di decidere di andare in pensione relativamente alla prospettiva di vita che ha il singolo in quel momento. Non si può più credere alle frasi stereotipate "i contributi che tu versi servono a pagare la pensione a chi già lo è" e ancora "la tua pensione sarà pagata da chi in quel periodo lavora". E' banale ma è indubbio che c'è qualcosa che non va, solo per il fatto che TUTTO HA UN INIZIO! Coloro che versarono per primi i contributi, essendo appunto PRIMI, li versavano sicuramente per la loro esclusiva pensione, perchè non c'era nessuno già in pensione....è evidente che da qualche parte si è inceppato qualche ingranaggio. Ma se c'è un sistema cariato, così come il dente, va estirpato per riequilibrare il dolore, altrimenti si va ai pazzi.
La pensione NON deve essere intesa come fine attività lavorativa, ma nella maggior parte dei casi, come una astensione temporanea per poter fare le proprie cose: allevare figli, accudire genitori e/o parenti e/o nipoti a cui servono aiuti familiari e poi, ma soltanto infine, ci si astiene per vecchiaia. Tra una realtà e l'altra, di quelle appena elencate, se si hanno le forze e la voglia di farlo ci si rimette in gioco nel mondo del lavoro. Durante questi pensionamenti temporanei comunque, si liberano posti di lavoro che potrebbero essere ricoperti da qualcun altro (forse un giovane), che a sua volta farà in modo da non lasciare buchi contributivi.

Insomma probabilmente dopo aver toccato nella mia misera ignoranza politica, tre diverse realtà, la cultura con la scienza, la ricerca e la scuola, la famiglia e da ultimo, ma non meno importante la pensione, mi sembra di aver racchiuso quello che dovrebbero essere i punti cardini, per la gestione di una società in cui si debba lavorare per vivere e non CERTO vivere per lavorare.
Ma contestualmente sono anche consapevole che dovremmo radere al suolo tutta una
architettura sociale formata da dinamiche oramai...ahimè!...ereditate da tutta una serie di
realtà generazionali che hanno perpetuato fino ad incacrinire, quello che dovrebbe essere il nostro mondo da dare poi in futuro ai nostri figli.

Il discorso sarebbe molto più articolato e non certo da fare tipo monologo con una petizione che serve a sensibilizzare le masse, e tanto meno su post di FB o blog o altre diavolerie moderne, che per quanto utili a metterci in comunicazione, in realtà in qualche modo ci isolano facendoci sentire paradossalmente un gruppo.

Bisogna sempre tenere in mente un unico pensiero prima di ascoltare chi che sia:
OGNI COSA CHE SENTIAMO E' UN OPINIONE, NON UN FATTO!!
OGNI COSA CHE VEDIAMO E' UNA PROSPETTIVA, NON LA REALTA'!!
Ognuno di noi parla per la propria esperienza di vita al momento, e per quello che più lo aggrada, ma è difficile trovare un punto di convergenza sociale che possa soddisfare tutti, e mai come in questo momento ne siamo così lontani!!!

Mi scuso, se con queste mi riflessioni, abbia offeso qualcuno o qualcosa, non era assolutamente mia intenzione, ho cercato semplicemente di portare a galla una realtà oggettiva che forse, proprio per l'evolversi della vita in maniera distinta per tutti, non tutti riescono a vedere all'istante ma, (credetemi) l'evolversi appunto della vita, porta inevitabilmente tutti (oltre che verso ...ahime!... l'inevitabile), verso questi ingranaggi sociali obsoleti, arrugginiti, anacronistici. Tutti prima o poi incappano in qualcuno di quesi ingranaggi e quindi, perchè aspettare? Perchè vedere il problema solo quando ci tange?
Il nostro sforzo comune quindi è appunto vedere ed osservare attentamente il passato ciò che ci ha creato, che ci ha portato fino a qui oggi. Con lui capire il senso del presente, scremandalo di tutte le impurità che ci hanno offuscato la mente (pensieri) e cariato identi (condizioni sociali), per poter ambire (forse) ad prossimo futuro roseo per noi ma sicuramente ad FUTURO MIGLIORE per tutti i nostri giovani figli, me per primo, nato figlio e genitore diventato.

Che lo sforzo sia con voi!

Grazie a tutti quelli che hanno dedicato parte del loro tempo a leggere questa mia riflessione ed un grazie aggiuntivo particolare a tutti quelli che, con una banale firma, sosterranno questa mia.

Grazie!

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Petisco IopetiscoDa:
Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
Destinatario petizione:
Tutti quelli che hanno la sensibilità, pazienza e voglia, di leggere, capire ed affermare

Sostenitori ufficiali della petizione:
Tutti

Tags

cultura, diritti, famiglia, figli, genitori, lavoro, pensione, pensioni, scuola, vecchiaia

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