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FUORI CASA, DENTRO CASA … TUTTI A CASA!
Una legge regionale per il contributo agli affitti per i giovani.
Cos’è la precarietà? Di sicuro un termine abusato nel dibattito pubblico degli ultimi anni, di certo la condizione di vita, reale o percepita, della grande maggioranza delle giovani generazioni del nostro Paese.
Cosa rende una vita precaria? Innanzitutto tre fattori, tra essi collegati: 1. Una condizione di lavoro instabile, svincolata dall’impegno e dal merito, che assicura un reddito al di sotto della soglia di una dignitosa sopravvivenza; 2. La mancanza di una rete di tutele sociali che permettano di “vivere” nei periodi di assenza di lavoro, o in presenza di un lavoro mal pagato di godere del minimo essenziale di beni e servizi; 3. L’enorme difficoltà, date le due precedenti condizioni di poter esercitare il primario diritto alla costruzione di una vita indipendente: avere un tetto sotto cui vivere, una casa, fosse anche da condividere con altre persone.
Il fatto più drammatico è che un alto livello di istruzione non garantisce di per sé una migliore emancipazione sociale. Rimangono le famiglie di origine, a dettare le opportunità da concedere.
In questo contesto il dibattito pubblico è tornato a occuparsi dei giovani come “bamboccioni”: si rimane a vivere con la famiglia fino ad oltre i 30 anni. Non poteva che venire dal “geniale” Brunetta la soluzione: imporre per legge l’uscita di casa a 18 anni. Ma come? E soprattutto, come si fa a criminalizzare una generazione alla quale la corruzione della prima repubblica ha lasciato un conto salatissimo (70 miliardi di euro l’anno per gli interessi sul debito pubblico), e a cui il mondo politico nella “seconda” repubblica non ha fatto altro che dispensare slanci retorici privi di qualsiasi impegno concreto? Il problema dei giovani è davvero questa indistruttibile voglia di restare al calduccio con mamma e papà? Oppure una tragica mancanza di strumenti di emancipazione?
Lanciamo una sfida alla politica: diamo alle giovani generazioni tali strumenti: se nulla funzionerà, sarete in diritto di eliminarli.
Eppure la politica non è tutta uguale, non dappertutto almeno: in Spagna, il paese che condivide con noi il primato per “anzianità” nell’abbandonare il tetto familiare, il Governo Zapatero ha varato una legge che concede un contributo all’affitto di una casa di 210 euro mensili (più 600 euro per la caparra di cui il governo si fa garante) per i giovani tra i 22 e i 30 anni; 436 milioni di euro l’anno il costo di questa iniziativa che sta riscuotendo un successo enorme. Questo significa occuparsi concretamente di un problema. Non lanciare proclami!

Fuori casa, dentro casa… Tutti a casa! Una proposta di legge per la Regione Lazio
BAD nasce con questo obiettivo: offrire una politica che si occupa di problemi concreti; che a questi problemi offre soluzioni in grado di migliorare la condizione di vita delle persone. Per questo la nostra rete regionale propone al candidato Presidente Emma Bonino, al Partito Democratico e a tutto il centrosinistra di assumere quale primo impegno di Governo una legge regionale che riproduca quanto fatto dal Governo Zapatero.
I contenuti della Legge
Questo provvedimento prevede il riconoscimento di un contributo individuale (in questo con una differenza rispetto alla legge spagnola) di 150 euro al mese per l’affitto totale o parziale di una casa.
Chi ne può usufruire? Le ragazze e i ragazzi tra i 21 e i 30 anni che siano residenti nella Regione Lazio, che abbiano avuto un contratto di lavoro nei sei mesi precedenti la richiesta, o un contratto di lavoro in essere della durata di almeno sei mesi, che non siano proprietari di un’abitazione e che abbiano un reddito individuale inferiore ai 18000 euro annui.
Per usufruire del contributo sarà necessario un regolare contratto di affitto; nel caso un’abitazione sia affittata a più persone il contributo non potrà superare il 50% del costo complessivo (ad esempio se due persone affittano una casa a 500 euro al mese il loro contributo individuale sarà di 125 euro). Il contributo, una volta assegnato ha durata di quattro anni. Decade nel momento della rescissione del contratto di affitto, o al momento dell’acquisto di una casa, o in caso di superamento della soglia di reddito.
Quanto costa?
Nella Regione Lazio vi sono circa 600000 residenti in età compresa tra i 21 e i 30 anni. Sulla base di quanto fatto dalla Spagna, dalle condizioni di reddito e di reale richiesta del contributo è ipotizzabile un investimento iniziale sulla legge pari a 40 milioni di euro l’anno.
Come finanziarla?
La politica per tornare ad essere credibile, deve svolgere il suo ruolo: organizzare e regolare gli spazi del vivere collettivo. Sui modi in cui farlo è giusto che esistano più opzioni tra cui i cittadini possano scegliere (non è questo il senso della democrazia?): da anni invece siamo costretti ad assistere ad una “cosa” che chiamano politica, che è forma senza sostanza; urla scomposte a coprire un vuoto di visione e contenuti; un sistema di potere per il potere che si autoalimenta apparendo burocrazia lontana e obesa (e anche un po’ triste); se la sinistra in particolare vuole ridiventare se stessa, cioè un’opzione di riscatto per la dignità di tutte le persone e per la loro libertà di vita, essere alternativa alla destra, deve fare una cosa semplice: mettere in campo opportunità per i più deboli.
Per questo riteniamo che la nostra proposta di Legge vada finanziata interamente con tagli ai costi della politica e della burocrazia regionale. Perché così si garantisce una redistribuzione delle risorse pubbliche dai soggetti più forti a quelli più deboli.
Nel dettaglio, poiché pensiamo che anche sui costi della politica troppa retorica populista e poche proposte concrete siano state prodotte pensiamo sia possibile recuperare risorse per la legge sul contributo agli affitti per i giovani nei seguenti settori:
• Consiglio Regionale: il suo funzionamento complessivo del costa oltre 85 milioni di euro l’anno. Proponiamo di tagliare i costi nei seguenti settori: compensi dei consiglieri e assessori regionali, indennità di funzione: 5 milioni di euro (tagliando 2mila euro al mese sulla quota fissa dello stipendio e 1000 euro al mese sulla diaria); cancellazione del vitalizio per gli ex consiglieri ed assessori: 5 milioni di euro; finanziamento ai gruppi consiliari: 2 milioni di euro; spese di rappresentanza del Presidente del Consiglio regionale: 700 mila euro; spese per consulenze esterne, iniziative prestate da enti e soggetti privati (convegni ecc): 4 milioni di euro; personale addetto al consiglio: 300 mila euro. Totale: 17 milioni di euro
• Presidenza della Giunta regionale: spese di missione e rappresentanza del Presidente della Giunta: 500mila euro; spese per le strutture direttamente collegate alla Presidenza e al Segretariato generale; 1 milione. Totale: 1milione 500 mila euro
• Consulenze della Giunta Regionale: Totale: 500 mila euro
• Dirigenti: la Regione paga per la sua struttura di dipendenti più di 25 milioni di euro l’anno. Riducendo le retribuzioni dei livelli più alti, il numero complessivo delle dirigenze (specie quelle esterne), la retribuzione di posizione e quella di risultato pensiamo sia possibile un risparmio di 5 milioni di euro
• Comunicazione: la Regione spende più di 30 milioni di euro l’anno per la comunicazione. Attività fondamentale, per garantire servizi essenziali di trasparenza e conoscenza del proprio operato. Probabilmente troppo per troppo poco. Obiettivo è farsi conoscere per i fatti più che per gli strumenti di comunicazione. I campi in cui ottenere risparmi: Spese per manifestazioni, convegni, mostre: 3 milioni di euro; spese per attività di promozione, informazione, comunicazione, 4 milioni, spese per ufficio comunicazioni e relaziono esterne, 1 milione: spese per stampa e pubblicazione bollettino ufficiale e atti, 1 milione. Totale: 9 milioni di euro
• Società partecipate e altri enti: in questi anni le società sono state ridotte da 25 a 12, con interventi sui costi delle strutture dirigenziali. E’ ora possibile fare molto di più per evitare sperperi e duplicazioni di funzioni. E’ possibile recuperare risorse in questo settore intervenendo su: tagli ai compensi dei consigli di amministrazione: 1 milione di euro; consulenze esterne; 2 milioni di euro; personale a chiamata diretta, contratti a progetto ecc; 2 milioni di euro. Razionalizzazione e riduzioni spese affitto sedi; 1 milione di euro; riduzione contributi altri enti regionali: 1 milione di euro. Totale: 7 milioni di euro

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  • 27 gennaio 201030. ceccaale
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Informazioni

Basta Aspettare DomaniDa:
Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
Destinatario petizione:
Regione Lazio

Sostenitori ufficiali della petizione:
BAD, Basta Aspettare Domani

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affitto, agevolazioni, bad, casa, giovani, partito democratico, regione

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