FIRMIAMO PER NON RINNOVARE IL MANDATO ALLA RAPPRESENTANZA MILITARE firma ora

P E T I Z I O N E



AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SEN. GIORGIO NAPOLITANO



Gentile Signor Presidente,

In data 23 dicembre scorso, nell'indifferenza totale delle Istituzioni e nell'apatia totale del consesso civile, si è perpetrato, ancora una volta, un atto di inaudita violenza politica, che lasciarebbe esterefatti anche i cittadini di chissà quale stato dell'Africa sub-tropicale.

Praticamente, all'interno del cosidetto decreto "milleproroghe" è stato nuovamente inserito un articolo con cui, sottraendo alla volontà dei rappresentati il sindacato sulla scelta dei propri rappresentanti, è stata approvata l'ulteriore proroga della Rappresentza Militare fino al 31.07.2012.

Inauditamente, all'interno della Rappresentanza Militare del Cocer Carabinieri vi sono rappresentanti che dal 2001 incessantemente sono, ad oggi, in carica e che grazie a questo illecito escamotage governativo continueranno, senza il consenso della base rappresentata, a rimanere inchiodati alla poltrona, percependo circa 30.000(trentamila) euro in più all'anno, rispetto allo stipendio percepito per un lavoro che in parte effettivamente non svolgono!

Di già la Rappresentanza Militare risulta essere un organo vero e proprio del Ministero delle Difesa, poichè così è stato definito nel 2009 dallo Stato Maggiore della Difesa e se venissero, in un atto di trasporto ideale, spostati rappresentanti e rappresentati nel settore dell'impiego privato ci troveremmo davanti ad una formazione che nello statuto di lavoratori è vietata e viene definita "Sindacato giallo".

Questo strumento fittizio di rappresentanza della base militare, che scimmiotta dinamiche democratiche, risulta fattivamente uno strumento in mano del "datore di lavoro", che sottrae ai propri dipendenti, in questo caso pubblici dipendenti, anche un'immaginaria possibilità di scelta, in un atto di assoluta e inaudita protervia dal sapore autoritario.

Analoga operazione fu fittizzaimente giustificata dal Ministro La Russa nel 2009, quando il Consiglio dei Ministri col decreto legge 152/2009 permise la prima proroga della Rappresentanza Militare, con la necessità di avvalersi dei Cocer in carica per portare a termine la riforma della rappresentanza e il riordino delle carriere, smentito dai e nei fatti successivamente, allora che questi provvedimenti normativi furono cancellati e pertanto ora non si capirebbe quale ulteriore motivazione potrebbe spingere questo Governo a reiterare un atto così virulento di sviamento della natura stessa della Rappresentanza Militare.

Quindi è facile supporre che non vi erano ragioni allora e non vi sono ragioni ora se non accordi innominabili di bassa lega che a doppio filo legano i beneficiari con i beneficianti.

A maggior ragione ora che i Cocer sono per legge chiamati al tavolo contrattuale nazionale, beffardamente allo stesso tavolo dove siede il loro "datore di lavoro" che gli proroga il mandato, in violazione di ogni principio costituzionale di rappresentanza, di elegibilità e di trasparenza della Pubblica Amministrazione, si evidenzia in tutta la sua flagrante e truffaldina attività, l'illegale patto scellarato che ha dato e continuerbbe a dare vita ad una Rappresentanza Militare che ormai può nei fatti, oltre che nella forma, rappresentare solo ste stessa.

Ai militari si chiede fortemente, con il giuramente prestato, una lealtà massima nei confronti dello Stato e delle sue articolazioni istituzionali, ma come si potrà ancora proprinare una tale disparità di mutale rapporto fiduciario, quando è proprio l'Amministrazione che gioca con carte truccate?

Come si può chiedere ai soldati di andare a morire in Afganistan o in Irak o in altre terre lontane, ove sono inviati ad esportare i principi democratici di questa Repubblica, quando poi i propri capi si accordano con coloro che erano deputati soltanto fino al 2009 a rappresentarli per ottenere benefici entrambi da una del tutto evidente attività di "malaffare" di infimo spessore?

Non è più possibile tollerare una simile situazione di commistione e di illegalità costante e diffusa che getta discredito sia su membri di questo Governo che sulla stessa Rappresentanza Militare, motivo per cui le chiediamo, come Capo Supremo delle Forze Armate e come Garante dei Valori Costituzionali di questa Repubblica d'intervenire per riportare dentro il solco della legittimità costituzionale, proprio attraverso gli strumenti che la Costituzione Le riserva, questi due organi della Pubblica Amministrazione che ormai hanno ben poco di quei caratteri istituzionali per cui sono nati e si sono visti affidare dalla buona fede dei militari e degli Italiani!

Viva l'Italia, viva la Costituzione, viva le Forze Armate!

Italia, Natale 2010

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Informazioni

Artur LionheartDa:
Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
Destinatario petizione:
Capo dello Stato

Sostenitori ufficiali della petizione:
Partito Sicurezza e Difesa - Segreteria Regionale Piemonte

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