Fermiamo la strage delle donne di Ciudad Juarez (Messico) firma ora

Ciudad Juàrez, inizia all’inferno. Questa città si trova nello stato del Chihuahua: un muro, un’area di contenimento creata alla fine degli anni ‘60 per bloccare l’emigrazione messicana. Qui si sono stanziate le persone che non hanno potuto o voluto varcare la “frontiera della speranza”. A Ciudad Juàrez ogni giorno arrivano dall’interno del paese centinaia di ragazze alla ricerca di un lavoro. Ragazze sole, indifese, che spesso diventano vittime di una delle storie di violenza di genere più orribili e inascoltate dei nostri tempi. “Gli omicidi di donne a Ciudad Juàrez, continuano. Sono già più di 460 le donne assassinate e più di 600 quelle scomparse dal 1993.”

La maggior parte delle vittime ha tra i 15 e i 25 anni. Sono donne emigrate a Ciudad Juàrez per lavorare nelle maquilladoras, le industrie di montaggio delle centinaia di imprese americane ubicate lungo la frontiera. Queste imprese assumono preferibilmente giovani donne, spesso minorenni, perché considerate manodopera docile, meno consapevole dei propri diritti e meno propensa a farli valere, così come più adatta a tollerare il lavoro minuzioso, noioso e alienante e ad accontentarsi di salari bassissimi. Come se questa condizione di marginalità e discriminazione non bastasse, le ragazze devono correre un rischio quotidiano: quello di essere sequestrate, violentate, uccise durante l’interminabile tragitto che percorrono andando o tornando dalla fabbrica.
Ciudad è uno dei posti più pericolosi del mondo per le donne, motivo per il quale i messicani l'hanno soprannominata "città che uccide le donne": da 17 anni è teatro di centinaia di femminicidi e non si conoscono i nomi dei colpevoli. Il copione seguito da questi killer si ripete secondo uno schema macabro e preciso: rapimento, tortura, violenza sessuale, mutilazioni, strangolamento e abbandono in discariche o fosse. Si scoprono continuamente, nei quartieri più poveri e isolati della città, corpi nudi, martoriati e sfigurati di adolescenti e bambine. Il bilancio, sconvolgente, è di due vittime al mese. Solo nel 2007 sono stati registrati 70 omicidi. Per non parlare delle oltre 800 donne ancora scomparse e mai più ritrovate.

Sono numerose le ipotesi sull’identità degli assassini. Si è parlato di narcotraffico, di riti satanici, di commercio di organi, di cittadini statunitensi mandati in Messico in regime di semi libertà. Alcuni sostengono che le ragazze siano vittime di video porno amatoriali che terminano con la morte della protagonista (snuff movies).

Dal 1993 ad oggi ci sono stati 18 arresti e dieci condanne, ma non sono mancate le scarcerazioni, e non si è certi della colpevolezza degli arrestati. Le parole d’ordine sono impunità, discriminazione e indifferenza. In Messico la violenza sulle donne è considerata un fatto normale, e i 400 omicidi di giovani ragazze hanno più o meno la rilevanza che in Italia potrebbe avere l’avvelenamento di 400 cani randagi.

La carneficina continua, senza che le autorità messicane riescano (o vogliano?) identificare i responsabili. Le indagini compiute sono superficiali e inadeguate. Spesso e volentieri si ricorre alla tortura per estorcere confessioni a persone innocenti, o per assicurarsi l’appoggio della popolazione e mascherare le evidenti mancanze.
Alcuni casi sono stati riposti con cura nel dimenticatoio lasciando le famiglie nell’illusione di un possibile ritorno della figlia.
Le autorità puntano il dito contro le giovani donne accusate, ingiustamente, di istigare i killer con i loro abiti scollati e il trucco provocante.La mancanza di volontà delle autorità, sia del governo dello stato del Chihuahua sia delle istanze federali, di assumersi la piena responsabilità di riconoscere le dimensioni di questi assassini ha lasciato la popolazione di questo paese senza la dovuta protezione.
Dobbiamo cercare di diffondere il nostro grido di protesta il più possibile, affinchè anche le autorità americane e messicane smettano di nascondere la testa sotto la sabbia!

Firma La Petizione

Firma con Facebook
O

Se disponi già di un account esegui il login, altrimenti procedi alla registrazione e firma riempiendo i campi qua sotto.
Email e password saranno i tuoi dati account, potrai così firmare altre petizioni dopo aver eseguito il login.

Privacy nei motori di ricerca? Usa un soprannome:

Attenzione, l'email deve essere valida al fine di poter convalidare la tua firma, altrimenti verrà annullata.

Confermo la registrazione ed accetto Uso e limitazioni dei servizi

Confermo di aver preso visione della Privacy Policy

Acconsento al Trattamento dei dati personali

Bacheca

Chi ha firmato questa petizione ha visto anche queste campagne:

Firma La Petizione

Firma con Facebook
O

Se disponi già di un account esegui il login

Commento

Confermo la registrazione ed accetto Uso e limitazioni dei servizi

Confermo di aver preso visione della Privacy Policy

Acconsento al Trattamento dei dati personali

Obiettivo firme
18 / 100000

Firme Recenti

Informazioni

Tags

corruzione, disumanità, dolore, femminicidio, impotenza, impunità, ingiustizia, paura, strage, violenza

Condividi

Invita amici dalla tua rubrica

Codici Per Incorporamento

URL diretto

URL per html

URL per forum senza titolo

URL per forum con titolo

Widgets