DIFENDIAMO LA PROPRIETÀ E LA GESTIONE PUBBLICA DEGLI ASILI NIDO E DELLE SCUOLE D’INFANZIA COMUNALI. firma ora

BOLOGNA GIUGNO 2012
COMITATO CITTADINO BOLOGNESE
CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI NIDI E SCUOLE COMUNALI

I cittadini di " Indipendentemente dal colore politico della loro Giunta, si trovano in questa difficilissima situazione:
di non vedere più erogati questi importanti servizi educativi e scolastici a causa delle diverse normative emanate dal governo centrale che rendono incerte le risorse finanziarie e soprattutto quelle umane indispensabili per garantire l’esistenza e la qualità di nidi e scuole dell’infanzia”.

Storicamente le nostra Amministrazione, tra le più grandi città italiane, ha realizzato un’ importante e significativa rete di servizi educativi e scolastici svolgendo talvolta una funzione sostitutiva e sussidiaria di analoghi servizi statali, spesso inesistenti o assolutamente insufficienti a rispondere alla domanda del territorio.
Tale rete è un esempio a livello europeo indispensabile per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e delle famiglie.

Il quadro normativo di riferimento in materia di personale per gli Enti Locali, pone gravi limiti alla possibilità di mantenere non solo gli standard di qualità dei servizi erogati ai cittadini ma addirittura il rischio della chiusura o privatizzazione dei servizi.

Dopo mesi, segnati dal succedersi di dichiarazioni e iniziative della Giunta Comunale che mette in discussione il futuro degli Asili nido e delle Scuole dell’infanzia comunali provocando grande preoccupazione ed incertezza in migliaia di famiglie e in centinaia di educatrici, insegnanti e collaboratori precari e di ruolo che vedono messo in discussione il proprio posto di lavoro, si sente spesso parlare di esternalizzazione come mezzo per ridurre le spese del bilancio.

A tutto questo si aggiungono le sperimentazioni educative ed il monitoraggio da cui non è emerso l’aumento dei carichi di lavoro del personale nido e materna. A partire dal prossimo anno la forte riduzione del personale, preannuncia la scomparsa del precariato e l’inserimento dei privati all’interno dei servizi comunali. I lavoratori precari e di ruolo sono contrari ad ogni ipotesi di esternalizzazione dei Servizi 0-6 gestiti dal Comune, perché ciò significherebbe il peggioramento della qualità dell’offerta formativa per i bambini. E molto probabilmente un aumento del costo del servizio a carico delle famiglie.
Il deterioramento delle condizioni di lavoro per educatori, insegnanti e collaboratori.
Chiediamo che alla Giunta comunale di assumersi le sue responsabilità: assicuri la continuità del servizio pubblico delle scuole comunali e il lavoro per insegnanti, educatori e collaboratori precari e non.

Come è noto, infatti, il D. Lgs. 165/2001 prevede che “per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario le Pubbliche Amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato” ricollegando la possibilità di ricorrere a forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale alla esclusiva necessità di “rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali”. Pone i servizi alla persona - ed in modo particolare i servizi educativi e scolastici gestiti dagli Enti Locali - nell’effettiva impossibilità di garantire il regolare funzionamento delle attività e la sicurezza degli stessi frequentanti.

dl n. 16 del 2 marzo 2012, art. 4 ter Patto di stabilita' interno «orizzontale nazionale» e disposizioni concernenti il personale degli enti locali comma 10 sez.b
“Ai soli fini del calcolo delle facolta' assunzionali, l'onere per le assunzioni del personale destinato allo svolgimento delle funzioni in materia di polizia locale, di istruzione pubblica e del settore
sociale e' calcolato nella misura ridotta del 50 %; le predette assunzioni continuano a rilevare per intero ai fini del calcolo delle spese di personale previsto dal primo periodo del presente comma”

Modificato con
DECRETO-LEGGE 6 luglio 2011, n. 98 Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria.
Vigente al: 28-5-2012

Capo III
Contenimento e razionalizzazione delle spese in materia di impiego pubblico, sanita', assistenza, previdenza, organizzazione scolastica.
Art. 16
Comma 1 “Al fine di assicurare il consolidamento delle misure di razionalizzazione e contenimento della spesa in materia di pubblico impiego adottate nell'ambito della manovra di finanza pubblica per gli anni 2011-2013” paragrafo a) la proroga di un anno dell'efficacia delle vigenti disposizioni in materia di limitazione delle facolta' assunzionali per le amministrazioni dello Stato.

Allo stesso modo le recenti manovre finanziarie approvate o in fase di approvazione aggravano ulteriormente il quadro normativo in tema di assunzioni, costringendo le Amministrazioni locali a dover scegliere quali servizi essenziali tagliare. L’inevitabile riduzione o chiusura dei servizi all’infanzia garantiti dagli enti locali non potrà che gravare ulteriormente sul bilancio dello stato.
Se in molti ambiti di lavoro si possono mettere in atto processi di razionalizzazione delle risorse e riassetti organizzativi è di tutta evidenza che questo non può avvenire all’interno dei servizi educativi e scolastici dove il rapporto fra educatore e bambino è definito da norme e regole determinate oltre che dall’impossibilità di ridistribuire i compiti o le attività in caso di carenza di organico.

Riteniamo si debba avviare una riflessione comune che consenta di intraprendere una strada diversa da quella del taglio dei servizi. Dobbiamo trovare modalità e risorse che rendano certo il futuro delle nostre città soprattutto nella risposta alle esigenze dei bambini, delle famiglie, dei cittadini e dei lavoratori. Risposte che consentano anche di adeguare il nostro paese alle indicazioni del Trattato di Lisbona.
I Cittadini chiedono alla Giunta “di stralciare le spese destinate alle scuole paritarie e che tutto il capitale dei cittadini venga utilizzato per erogare servizi ai cittadini”.
E’ di tutta evidenza, infatti, che così come viene garantito nelle scuole statali il diritto costituzionale all’istruzione, tale principio non possa essere disatteso nei servizi gestiti dagli Enti Locali.

L’art. 33 della Costituzione, infatti, prevede il principio di non discriminazione e per questo motivo la richiesta che qui si esplicita è quella di poter garantire eguali diritti ai bambini che frequentano i servizi gestiti dagli Enti Locali consentendo a questi ultimi di poter assumere - per i servizi educativi e scolastici - il personale necessario allo svolgimento del servizio.

Come specificato nella “ Carta dei servizi Educativi prima infanzia”

Direttiva Presidenza Consiglio Ministri 27.01.1994, “Principi sull’erogazione dei servizi
pubblici”
Legge Regionale n. 1 del 10.01.2000, “Norme in materia di servizi educativi per la prima
infanzia”
Legge Regionale n. 8 del 14.04.2004 “Modifiche alla L.R. 1/2000. Norme in materia di
servizi educativi per la prima infanzia”
Delibera del Consiglio Regionale n. 646 del 6.12.2004, “Direttiva sui requisiti strutturali
ed organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia e relative norme procedurali, in
attuazione dell’art.1, commi 3 e 3bis della L.R. 1/00, come modificata dalla L.R. 8/04”.
“Regolamento comunale dei nidi d’infanzia”, O.d.g. n. 52/2006, approvato nella seduta del
Consiglio Comunale del 20.03.2006
Delibera di Giunta P.G. n. 65479/2006 del 4.04.2006, “Disposizioni organizzative relative alla gestione dei nidi d’infanzia”

Chiediamo una consultazione pubblica mediante una spending review che permetta ai cittadini di segnalare le inefficienze e gli sprechi, proposte o soluzioni per razionalizzare la spesa pubblica fornendo un quadro più dettagliato della situazione cittadina.

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Massimiliano DavittiDa:
Scuola ed educazioneIn:
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bologna, infanzia, nido, scuola, spending review

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