CHIUSURA IMMEDIATA DELLE PERRERAS SPAGNOLE COME CAMPI DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO firma ora

 

Promotore:

Dott.ssa Viola Cecilia

Sottoscrittori:

Cittadini  d’Italia e d’Europa indignati

(sottoscrizioni a seguire)

 

Preg.li

 

Commissione Europea

 

Rue de la Loi / Wetstraat 200
B-1049 Bruxelles/Brussel,
Belgique/België

 

Consiglio dell’Unione Europea

 

Rue de la Loi / Wetstraat, 175
B-1048 Bruxelles/Brussel,
Belgique/België

 

Consiglio Europeo

 

Rue de la Loi/Wetstraat 175
B-1048 Bruxelles/Brussel,
Belgique/België

 

Corte di Giustizia dell’Unione Europea

 

Palais de la Cour de Justice
Boulevard Konrad Adenauer
Kirchberg
L-2925 Luxembourg
Luxembourg

 

Parlamento Europeo

 

Rue Wiertz / Wiertzstraat, 60
B-1047 Bruxelles/Brussel,
Belgique/België

 

Mediatore Europeo

 

1 avenue du Président Robert Schuman
CS 30403
F-67001 Strasbourg Cedex
France

 

Comitato Economico e sociale Europeo

 

Rue Belliard/Belliardstraat 99
B-1040 Bruxelles/Brussel
Belgique/België

FAX: +32 2 513 48 93

 

 

Palermo lì 05.05.2013

 

 

Oggetto:   Il vergognoso caso delle Perreras Spagnole - Petizione a tutela dei diritti degli animali.

 

Facebook è una rete meravigliosa che consente alla gente di tutto il mondo di entrare in contatto comunicare e cooperare per il progresso sociale. Questo uno dei casi in cui il web unisce tante persone, diverse tra loro, per provenienza geografica astrazione sociale etc. per sollecitare le istituzioni ad intraprendere dei percorsi normativi volti ad imporre ai Paesi UE ancora refrattari ad adeguare i propri ordinamenti interni  alle Direttive Europee a desistere da questo atteggiamento irriguardoso.

Oggi cittadini italiani e dell’UE tutta si uniscono per denunziare la strage di randagi all’interno delle Perreras Spagnole e chiederne l’immediata chiusura e la liberazione dei poveri ospiti mediante affidamento ai volontari animalisti.

Ogni giorno sulle bacheche face book compaiono decine di appelli aventi ad oggetto richiese materiali  necessarie a salvare delle creature innocenti, dalle cruenti soppressioni all’interno delle Perreras presenti nelle varie città della Spagna. Non si fa in tempo a salvarli che già una nuova lista di soppressione ha inizio ed un nuovo appello compare per tentare di impedirne l’esecuzione.

A queste stragi considerate legali dall’Ordinamento nazionale spagnolo chi ama gli animali dice NO. Con la presente si chiede di: 1) Chiudere immediatamente le perreras spagnole e contestualmente fermare le soppressioni dei cani al loro interno; 2) Sollecitare le istituzioni UE ad intraprendere un procedimento contro la Spagna affinchè intervenga sul proprio ordinamento interno dotandosi di una legge simile a quella entrata in vigore in Italia nel 1991, ovvero la L. 281. Questa norma consente si contenere la piaga del randagismo mediante l’istituzione dell’anagrafe canina, la sterilizzazione, la costruzione e  gestione di canili sanitari e sostegno dei rifugi gestiti da volontari.  Vieta altresì tanto la soppressione dei randagi quanto il loro impiego nella vivisezione.

L’UE ha fatto notevoli passi avanti sul piano dei diritti degli animali e non può consentire che tali sacche di sottosviluppo e crudeltà rovinino l’immagine dell’UE vanificandone i progressi.

 

LEGGE 14 agosto 1991, n. 281

“Legge  quadro  in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo.”

 

Art. 1.

Principi generali

 

1. Lo Stato promuove  e  disciplina  la  tutela  degli  animali  di affezione,  condanna  gli  atti  di  crudeltà  contro  di  essi,   i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la  corretta convivenza tra uomo e animale e di  tutelare  la  salute  pubblica  e l'ambiente.

 

Art. 2.

Trattamento dei cani e di altri animali di affezione

 

1. Il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante  la limitazione  delle  nascite  viene  effettuato,  tenuto   conto   del progresso scientifico,  presso  i  servizi  veterinari  delle  unità sanitarie locali. I proprietari o i  detentori  possono  ricorrere  a proprie spese agli ambulatori veterinari autorizzati  delle  società cinofile, delle società protettrici degli animali e di privati.

2. I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4,  non  possono  essere soppressi.

3. I cani catturati o comunque provenienti dalle strutture  di  cui al comma  1  dell'articolo  4,  non  possono  essere  destinati  alla sperimentazione.

4. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, sono  restituiti al proprietario o al detentore.

5. I cani vaganti non tatuati catturati, nonché  i  cani  ospitati presso le strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4, devono  essere tatuati; se non reclamati entro il termine di sessanta giorni possono essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento  o  ad associazioni protezioniste, previo trattamento profilattico contro la rabbia, l'echinococcosi e altre malattie trasmissibili.

6.  I  cani  ricoverati  nelle  strutture  di  cui   al   comma   1 dell'articolo 4, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 86, 87  e 91 del regolamento di polizia veterinaria approvato con  decreto  del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954,  n.  320,  e  successive modificazioni,  possono  essere  soppressi,  in  modo  esclusivamente eutanasico, ad opera di medici  veterinari,  soltanto  se  gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità.

7. E'  vietato  a  chiunque  maltrattare  i  gatti  che  vivono  in libertà.

8. I gatti che vivono in libertà sono sterilizzati  dall'autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo.

9. I  gatti  in  libertà  possono  essere  soppressi  soltanto  se gravemente malati o incurabili.

10. Gli enti e le associazioni protezioniste possono, d'intesa  con le unità sanitarie locali, avere in gestione le colonie di gatti che vivono  in  libertà,  assicurandone  la  cura  della  salute  e   le condizioni di sopravvivenza.

11. Gli enti e le associazioni  protezioniste  possono  gestire  le strutture di cui al comma  1  dell'articolo  4,  sotto  il  controllo sanitario dei servizi veterinari dell'unita' sanitaria locale.

12. Le strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4  possono  tenere in custodia a pagamento cani di proprietà e garantiscono il servizio di pronto soccorso.

 

Art. 3.

Competenze delle regioni

 

1. Le regioni disciplinano con propria legge, entro sei mesi  dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  l'istituzione dell'anagrafe canina presso i comuni o le  unità  sanitarie  locali, nonché le modalità per  l'iscrizione  a  tale  anagrafe  e  per  il rilascio al proprietario o al detentore della sigla di riconoscimento del cane, da imprimersi mediante tatuaggio indolore.

2. Le regioni provvedono a determinare, con  propria  legge,  entro sei mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  i criteri per il risanamento dei canili comunali e la  costruzione  dei rifugi per i cani. Tali strutture devono garantire  buone  condizioni di vita per i cani e il rispetto  delle  norme  igienico-sanitarie  e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi  veterinari  delle unità sanitarie locali. La  legge  regionale  determina  altresì  i criteri e le modalità per il riparto tra i comuni dei contributi per la realizzazione degli interventi di loro competenza.

3. Le regioni adottano, entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in vigore della presente  legge,  sentite  le  associazioni  animaliste, protezioniste e  venatorie,  che  operano  in  ambito  regionale,  un programma di prevenzione del randagismo.

4. Il programma di cui al comma 3 prevede interventi riguardanti:

a)  iniziative  di  informazione  da  svolgere  anche  in  ambito scolastico al fine di conseguire un  corretto  rapporto  di  rispetto della vita animale e la difesa del suo habitat;

b) corsi di aggiornamento o formazione  per  il  personale  delle regioni, degli enti locali e delle unità sanitarie locali addetto ai servizi di cui alla presente legge nonché per  le  guardie  zoofile volontarie che collaborano con le unità sanitarie locali e  con  gli enti locali.

5.  Al  fine  di  tutelare  il  patrimonio  zootecnico  le  regioni indennizzano gli imprenditori agricoli per  le  perdite  di  capi  di bestiame causate da cani  randagi  o  inselvatichiti,  accertate  dal

servizio veterinario dell'unita' sanitaria locale.

6. Per la realizzazione degli interventi di  competenza  regionale, le regioni possono destinare una somma non superiore al 25 per  cento dei fondi assegnati alla regione  dal  decreto  ministeriale  di  cui all'articolo 8, comma  2.  La  rimanente  somma  e'  assegnata  dalla regione agli enti locali a titolo di contributo per la  realizzazione degli interventi di loro competenza.

7. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria  legislazione  ai  principi  contenuti nella presente  legge  e  adottano  un  programma  regionale  per  la prevenzione del randagismo,  nel  rispetto  dei  criteri  di  cui  al presente articolo.

 

Art. 4

Competenze dei comuni

 

1. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite ((  .  . .)) attraverso la sterilizzazione. A  tali  piani  e'  destinata  una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei  canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse  di cui all'articolo 3, comma 6. (( I comuni, singoli o associati,  e  le comunità montane provvedono a gestire i canili  e  gattili  sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni  animaliste  e zoofile o con soggetti privati che  garantiscano  la  presenza  nella struttura  di  volontari  delle  associazioni  animaliste  e  zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani  e dei gatti )).

2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unità sanitarie locali si attengono, nel trattamento degli animali, alle disposizioni di cui all'articolo 2.

 

Art. 5

Sanzioni

 

1.  Chiunque  abbandona  cani,  gatti  o  qualsiasi  altro  animale custodito  nella  propria  abitazione,  e'  punito  con  la  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire trecentomila a lire unmilione.

2. Chiunque omette di iscrivere il proprio cane all'anagrafe di cui al comma 1 dell'articolo 3, e' punito con la sanzione  amministrativa del pagamento di una somma di lire centocinquantamila.

3. Chiunque, avendo iscritto il cane all'anagrafe di cui al comma 1 dell'articolo 3, omette di sottoporlo al tatuaggio, e' punito con  la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire centomila.

4.  Chiunque  fa  commercio  di   cani   o   gatti   al   fine   di sperimentazione, in violazione delle leggi vigenti, e' punito con  la sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una   somma   da   lire cinquemilioni a lire diecimilioni.

5. (( COMMA ABROGATO DALLA L. 20 LUGLIO 2004, N. 189 )).

6. Le entrate derivanti dalle sanzioni  amministrative  di  cui  ai commi 1, 2, 3 e 4  confluiscono  nel  fondo  per  l'attuazione  della presente legge previsto dall'articolo 8. (1)

 

 

Art. 6.

I m p o s t e

 

(Omissis)

 

Art. 7.

Abrogazione di norme

 

(Omissis)

 

Art. 8.

Istituzione del fondo per l'attuazione della legge

 

1. A partire dall'esercizio finanziario 1991 e' istituito presso il Ministero della sanità un  fondo  per  l'attuazione  della  presente legge, la cui dotazione e' determinata in lire 1 miliardo per il 1991 e in lire 2 miliardi a decorrere dal 1992.

2. Il Ministro  della  sanità,  con  proprio  decreto,  ripartisce annualmente tra le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  di Bolzano le disponibilità del fondo di cui al comma 1. I criteri  per la ripartizione sono  determinati  con  decreto  del  Ministro  della sanità adottato di concerto con il Ministro del tesoro,  sentita  la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le province autonome di Trento e di  Bolzano,  di  cui  all'articolo  12 della legge 23 agosto 1988, n. 400.

 

Art. 9.

Copertura finanziaria

 

(Omissis

 

 

Tutto è perfettibile, ma questo testo normativo sembra rispondere all’esigenza di fermare immediatamente le stragi di innocenti in  corso all’interno delle Perreras Spagnole mediante interenti normativi seri e concreti..

 

Palermo lì 05.05.2013                                                                                                                    

                                                                                                                                                             Dott.ssa Viola Cecilia

Cittadini Italiani ed europei indignati

 

 

 

 

 

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Informazioni

ViolaloiVDa:
AnimaliIn:
Destinatario petizione:
Commissione Europea, Consiglio dell'Unione Europea, Consiglio d'Europa, Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Parlamento Europeo, Mediatore Europeo, Comitato economico e sociale europeo.

Sostenitori ufficiali della petizione:
Viola Cecilia, Animalisti italiani ed europei indignati dalla strage di innocenti all'interno delle Perreras Spagnole

Tags

perreras, spagna, sterminio

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