Bannati! "Nel nulla" firma ora

Su Facebook e ne web ci sono persone che hanno diversi nomi, pochi dei quali corrispondono a quelli segnati sui documenti.
Sulla carta, ci sono persone che si sono chiamate con nomi diversi da quelli che sono stati dati loro alla nascita: Umberto Poli (Umberto Saba), Ettore Schmitz (Italo Svevo), Curzio Suckert (Malaparte), Vittoria Guerrini (Cristina Campo). Per non parlare di Pessoa, di King e di centinaia di altri scrittori.
Ma solo gli scrittori hanno diritto a uno pseudonimo? Cos'è un pseudonimo quando si conosce una persona?
Due giorni fa, il profilo Facebook di "Sesshoumaru Sama", una persona che utilizzava in modo regolare il suo account, è stato disabilitato. Motivo, l’aver utilizzato il nome di un personaggio di un manga. Regole di Facebook, si dice.

L'Art. 2:
"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle forme sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."

Un cittadino italiano iscritto su una piattaforma virtuale come "Facebook", sotto nickname utilizzato da anni, con centinaia di amici che lo conoscevano sotto nick e tramite vero nome, e sapevano la sua reale identità, viene bannato da facebook per segnalazione a catena da persone che per puro divertimento hanno cliccato il tasto di segnalazione. Il motivo?
L'utente non aveva un nome valido, preso da un personaggio di un manga che amava tanto, e perciò facebook lo tratta come un criminale, elimina il suo profilo presente "come tantissimi altri" e non spende messaggio per segnalare il fatto dopo che intasa a tutti la posta con milioni di messaggi al giorno.

Questo è un fatto che riguarda tutti noi popolo di Internet e di facebook, se un criminale è tutelato, perchè un cittadino è trattato qui nel web peggio? E' giusta questo? Dopo che la nostra costituzione autorizza a manifestare la nostra libertà personale, nel ripetto, e garantisce i diritti "inviolabili" dell'uomo.

Tutela della legalità:
pdl Camera 2195 Carlucci:
"Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l'istituzione di un apposito comitato presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni" (2195) (contro l'anonimato)

Ma avere un nick non è anonimato, soprattutto quando si condivide una piattafora tra amici e tra appassionati per esempio, in questo caso di "un manga", tutti sanno che un personaggio del manga non è persona fisica, ma che l'azione giustifica la presenza di un qualcuno che ha diritto a essere avvisato quanto meno.

L' “anonimato on line”, è il diritto a non essere identificati dagli altri utenti (ma soltanto dalla polizia postale su mandato dell’autorità giudiziaria) è lo strumento principale attraverso il quale la Rete consente di far emergere una quantità enorme di notizie che possono costituire un patrimonio collettivo.
Ad esempio, quelle di un lavoratore che denuncia on line il mancato rispetto delle norme di sicurezza nella sua azienda ma non vuole subire ritorsioni dalla stessa. Ma chi è nel giro delle amicizie di facebook accetta di conoscere, quindi l'anonimato viene meno.

Non si tratta di difendere l’anonimato on line, perché viene appunto garantito l’ovvio diritto della polizia postale, su richiesta di un magistrato, di identificare e perseguire chi eventualmente commette reati sul Web (dalla diffamazione alle truffe, fino alla pedofilia).

Ma chi commette reati.

Questa petizione:

- E' fatta per garantire il rispetto della persona, evitando a determinate categorie di poterla violare e soprattutto ribadisce il fatto che "anonimato" non è un nick, evitiamo di girare in futuro col nostro cod fiscale su internet per tutelarci dai mal intenzionati e dalla sporca economia altrui.

- E' fatta per evitare che un click fatto da chi non è in grado di giudicare possa cancellare anni di lavoro e di tempo sprecato.

- E' fatta per far tornare in rete un ragazzo che è stato condannato e ha perso l'amore di condividere come tutti noi le sue passioni e i suoi svaghi.

- E' fatta perchè Facebook restituisca il profilo all'utente "Sesshoumaru Sama", come a qualsiasi individuo che come lui è stato violato nella sua persona.

Pensiamo che chiunque abbia il diritto di usare Facebook, o altri social network, con il nome che preferisce soprattutto se è conosciuto e convive nel giro delle amicizie e di chi lo conosce, come "Sesshomaru Sama" e non.

Facebook soprattutto non è pubblico, ma è un mondo circoscritto da conoscenze, quindi è logico sapere chi sta dietro a un nick.

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Informazioni

Marco GalileoDa:
Tecnologia e InternetIn:
Destinatario petizione:
Facebook

Sostenitori ufficiali della petizione:
Lara Manni, Marco Galileo, Maggiore Maria Elena, Ivan Branciforti.

Tags

ban, facebook, ingiusto

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