Appello per la manifestazione del 16 ottobre firma ora

Appello per l'adesione alla manifestazione del 16 ottobre
Con la Fiom sulla strada tracciata dagli operai di Pomigliano e Melfi

Come lavoratrici e lavoratori, militanti politici e di movimento pensiamo sia di importanza decisiva raccogliere l'invito della Fiom a manifestare a Roma il prossimo 16 ottobre.

L’attacco al diritto di sciopero, alle tutele, ai diritti fondamentali portato avanti da Federmeccanica, la controriforma Gelmini, i provvedimenti razzisti contro i migranti, l'ennesima finanziaria lacrime e sangue di Tremonti, l'attacco allo Statuto dei lavoratori e allo stato sociale, il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici e in generale l'attacco al pubblico impiego fanno parte, di un piano generale per uscire dalla crisi assestando un colpo mortale alle classi subalterne.

Mentre banchieri e speculatori continuano a ricevere dai governi miliardi di euro per coprire le voragini dei debiti su cui si sono arricchiti per oltre un ventennio, avvoltoi di ogni risma si spartiscono la torta della “ricostruzione” dell'Aquila e lo smembramento delle principali risorse del paese.

Più di 600mila posti di lavoro sono andati persi nel 2009. Due milioni di persone sono sotto il livello minimo di sopravvivenza, più di un giovane su 4 è disoccupato (il 54% delle donne). Il terzo anno di crisi economica, al di là della propaganda del Governo, è forse anche il più disastroso, nel 2010 oltre 670mila lavoratori sono stati messi in cassa integrazione, la disoccupazione è destinata a superare i due milioni e mezzo di unità, il sistema industriale del paese viene raso al suolo.

La lezione di dignità e di coscienza di classe che ci viene dagli operai di Pomigliano, la partecipazione significativa negli scioperi generali del 25 giugno e del 2 luglio, l'importante mobilitazione alla Sata di Melfi in difesa dei tre lavoratori ingiustamente licenziati, ci dicono che padroni e governo non sono invincibili e che una risposta di classe è possibile. Tanto più che il governo Berlusconi è entrato in una crisi che sembra avere un carattere irreversibile.

Il problema è che a tutt’oggi non esiste a sinistra una chiara alternativa politica e sociale e la subalternità della cosiddetta opposizione parlamentare alle logiche del mercato ha raggiunto livelli mai visti in precedenza, lo stesso dicasi di Cisl, Uil e di una parte del gruppo dirigente della Cgil, che nella vicenda di Pomigliano (vera e propria cartina di tornasole dei reali schieramenti nella società) si sono accodati alla linea di Marchionne, del governo e di Confindustria.

La manifestazione del 16 ottobre può aprire un capitolo totalmente nuovo. Una mobilitazione di svolta che ponga fine al patetico teatrino della politica a cui assistiamo da troppo tempo per creare quell’alternativa che certo non è rappresentata dal Partito Democratico (e il cosiddetto Nuovo Ulivo). Per il Pd i richiami alla Costituzione hanno senso quando ad essere colpiti sono magistrati e giornalisti, ma si inabissano quando ad essere aggrediti sono i diritti di chi lavora, con le fabbriche che si trasformano in caserme e i centri di detenzione per gli immigrati che si allargano a macchia d’olio, anche grazie alle amministrazioni di centrosinistra.

Partecipiamo convintamente a questa manifestazione non solo per una scelta di parte, che ci vede a lato della Fiom e dei lavoratori della Fiat, ma anche perché a partire da questa manifestazione è possibile rilanciare un progetto più ampio teso alla ricostruzione di una alternativa per la fuoriuscita dal capitalismo e dalla sua crisi.

Un progetto che sia unitario ma che allo stesso tempo rompa con le logiche governiste e istituzionali, responsabili del fallimento della sinistra di questi anni e della sua frantumazione.

Il 19 giugno scorso la Fiat ha organizzato a Pomigliano una marcia dei capi, a favore del piano Marchionne che puntava a scimmiottare quella del 1980 dei “quarantamila”. Un tentativo patetico che è fallito miseramente.

Ma se la marcia dell’80 segnava una sconfitta storica che ha condizionato in negativo un’intera fase politica, da Pomigliano, da Melfi, dalla manifestazione del 16 ottobre può aprirsi una nuova stagione di lotte e di cambiamento per la tutela di diritti e la soddisfazione di bisogni, che per essere difesi devono essere svincolati dalle leggi del mercato e del profitto.

Primi firmatari:

Domenico Loffredo (Rsu Fiom, Fiat Pomigliano)
Mario Di Costanzo (Rsu Fiom, Fiat Pomigliano)
Stefano Birotti (Rsu Fiom, Fiat Pomigliano)
Matteo Parlati (Rsu Fiom, Ferrari Modena)
Giuseppe Violante (Rsu Fiom, Maserati Modena)
Dante De Angelis (Ferroviere Trenitalia delegato Orsa Rls licenziato e reintegrato)
Vincenzo Chianese (Rsu Fiom ex Ergom, indotto Fiat)
Giovanni Rivecca (operaio Sata Melfi, direttivo regionale Fiom Basilicata)
Paolo Brini, Antonio Santorelli, Nicoletta Cibotti (Comitato Centrale Fiom Cgil)
Paolo Grassi (Direttivo nazionale Nidil Cgil)
Samira Giulitti (Rsa Fisac Direct Line Milano, direttivo nazionale Fisac Cgil)
Mario Iavazzi (direttivo nazionale Fp Cgil)
Diana Terzi (direttivo nazionale FlcCgil)
Ezio Casagranda (direttivo nazionale Filcams Cgil, segretario Filcams Trento)

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