APPELLO APERTO ALLA SOTTOSCRIZIONE PUBBLICA,PER IL RIPRISTINO DEL DIRITTO PUBBLICO NAZIONALE E INTERNAZIONALE NEL TERRITORIO SICILIANO firma ora

APPELLO APERTO ALLA SOTTOSCRIZIONE PUBBLICA, PER IL RIPRISTINO DEL DIRITTO PUBBLICO NAZIONALE E INTERNAZIONALE NEL TERRITORIO SICILIANO

In ordine alla decisione di installare sul territorio siciliano l'impianto di interesse militare del MUOS, e per gli obblighi imposti dalle potenze vincitrici allo stato italiano, e sanciti dal trattato di pace siglato a Parigi il 10 febbraio 1947, giusta art. 50 comma 2 e 4, e vincolanti in forza dell'art. 11 comma 2 della costituzione dello stato italiano:


1. si esorta il governo italiano a provvedere in autotutela alla immediata revoca di ogni accordo, e di ogni atto a questi conseguente, che ne pregiudichi il rispetto;

2. si incarica il Presidente della Regione Siciliana, in ottemperanza delle funzioni istituzionali attribuitegli dallo Statuto siciliano, e per la difesa degli interessi lesi dalla violazione del trattato, ad adire nelle sedi dallo stesso trattato indicati all'art. 87 onde pretenderne il rispetto.


primi sottoscrittori:

placido altimari (relatore), promotore OFFICINA 667 aps www.officina667.net

santo trovato, presidente SICILIANI IN MOVIMENTO www.sicilianiinmovimento.eu    

il ministro Cancellieri, con ammirevole tempismo, il 3 gennaio, a pochi giorni dal pronunciamento del Parlamento siciliano del 9 gennaio 2013 ove si è provveduto alla sospensione delle autorizzazioni precedentemente emesse dal Governo regionale per le quali veniva ammessa -per le competenze di ordine sanitario ed ambientale ad esso affidate- l'esecuzione dei lavori di costruzione della piattaforma logistica del MUOS ha dichiarato essere detta base militare “sito di interesse strategico per la difesa militare della nazione”, e come tale sottratto alla giurisdizione riconosciuta dallo Statuto siciliano alla Regione.

Tale affermazione, oltre che subordinare la salute dei cittadini e l'integrità del paesaggio garantiti dalla costituzione dello Stato agli articoli 9 e 32 ad un prevalente interesse militare della nazione, sembra ignorare che la stessa costituzione, al suo articolo 11, “ripudia la guerra come strumento di offesa...”, obbligando un uso esclusivamente difensivo delle forze armate, lì dove il costruendo impianto di trasmissione satellitare è parte di un sistema di controllo esteso a tutto l'orbe terracqueo, e pertanto attivo ed operante in quadranti assolutamente estranei alla mera difesa del territorio dello stato. Né può ascriversi a difesa un impianto la cui proprietà e gestione non sia direttamente controllata e partecipata dalle forze armate dello stato: il MUOS (Mobile User Objective System) infatti, assommandosi alla stazione di telecomunicazioni NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) già attiva dal 1991, è come quella pertinenza militare esclusiva della marina militare USA. Da essa costruito e da essa usato, il MUOS è sottratto alle convenzioni che ordinano la collegialità decisionale ed operativa della NATO, di cui l'Italia -quale nazione alleata- è parte attiva, e legittimamente attiva, in base alle funzioni difensive che soprintendono le ragioni originarie del patto atlantico. E sottratto anche alla preliminare autorizzazione che l'alleanza riconosce alla sovranità dello stato italiano per l'uso di volta in volta deciso delle proprie basi ubicate sul suolo italiano.

La base di Niscemi, sottraendosi alle disposizioni di legge, viene così a costituire l'inquietante anomalia che ammette un “ interesse per la difesa nazionale” che possa prescindere dalla legge dello stato, e dai trattati per essa riconosciuti. Primo dei quali il trattato di pace che a Parigi, nel 1947, sancì la fine della seconda guerra mondiale, provvedendo ad ordinare le amministrazioni delle potenze sconfitte ai criteri di pace e cooperazione desiderati per tutti i popoli del mondo. E proprio il trattato di pace, nel suo articolo 50, esclude per la Sicilia la presenza di installazioni militari che esorbitino dalla mera funzione di ordine interno: centro del mediterraneo, fulcro del mondo, culla di civiltà, non si voleva che essa divenisse la portaerei di nessuna potenza: nel profilarsi dello scontro fra occidente ed oriente a Parigi si decise la neutralità della fortezza siciliana. Di quella decisione, MAI prescritta, e a cui tutti gli stati sottoscrittori sono obbligati, oggi assistiamo alla violazione più spudorata.

Per tale e tanta violazione la popolazione siciliana, prima e più diretta vittima, a difesa dei propri interessi, e a salvaguardia della propria incolumità biologica, pretende vengano riconosciuti le imprescritte ed inderogabili guarentigie che il diritto nazionale ed internazionale afferma e tutela.

 

 

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officina667Da:
Politica e GovernoIn:
Destinatario petizione:
Governo italiano; Presidente della Regione Siciliana

Sostenitori ufficiali della petizione:
officina667 , siciliani in movimento

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due sicilie, elettromagnetismo, legalità, muos, niscemi, no-muos, pace, radar, sicilia

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