APPELLO al VOTO dei REFERENDUM del 12 GIUGNO 2011 firma ora

Care italiane, cari italiani,

chi vi scrive vive da più o meno tempo, e più o meno stabilmente, all’estero. Siamo le ricercatrici e i ricercatori, le professoresse e i professori, i lavoratori e le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, che affollano le università e i centri di ricerca di tutto il mondo. Qualcuno ci chiama “cervelli in fuga”, ma per la verità più che cervelli in fuga preferiremmo chiamarci “stomaci in movimento”, perché ciò che ci mobilita è un istinto viscerale che accomuna tutte quelle persone, laureate e non, che cercano altre opportunità per diversificare il proprio bagaglio di esperienze, nella speranza di tornare ed arricchire a nostra volta i propri cari ed il proprio paese. Le nostre biografie testimoniano della crisi del sistema italiano, che taglia la ricerca, non premia il merito, non attira intelligenze e punisce l’indipendenza e la mobilità. Perché la mobilità di chi studia, insegna, fa ricerca o svolge qualsiasi altro lavoro, sarebbe un fatto positivo e non una patologia, purché si tratti di una mobilità vera, non obbligata, che implica un’andata e un ritorno, altrimenti più che mobilità è emigrazione.
Tuttavia non è di ricerca o lavoro in Italia che vogliamo parlarvi, ma dei referendum che si avvicinano. In tanti ripetono che l’istituto del referendum è stato delegittimato dall’abuso che se ne sarebbe fatto e che ci avrebbe chiamato troppe volte al voto, per questioni futili o al contrario troppo complicate, spingendo le persone a dimenticarne la validità e ad allontanarsene. Che l’Italia sia un Paese di abusi è per noi cosa certa, giacché sperimentiamo ogni giorno sulla nostra pelle cosa significhi provenire da un Paese la cui reputazione internazionale è grandemente screditata; eppure stupisce che tra i tanti abusi in Italia si additi lo strumento del referendum, che, al contrario, rappresenta un’occasione straordinaria di democrazia e partecipazione. Piuttosto, parlando di abusi e di espropriazione della democrazia, sarebbe più giusto ricordare la scelta del governo di non accorpare i referendum al voto amministrativo. Obiettivo chiaro è far mancare il quorum, anche se ciò comporta un’ulteriore spesa di 300 milioni di euro, in piena crisi economica e di tagli alla spesa pubblica, per scoraggiare la partecipazione delle/i cittadine/i alle scelte fondamentali per il paese.
È per questo che come italiane/i all’estero abbiamo deciso di mobilitarci nella direzione opposta: ci siamo messe/i all’opera per difendere il diritto di scegliere il nostro futuro e, quindi, di votare a questo referendum. Stiamo organizzando iniziative d’informazione sui quesiti referendari e sul diritto al voto per chi risiede all’estero; stiamo organizzando una nave che di nuovo, come già è accaduto il 25 giugno 2010, porti tante e tanti di noi in Italia per rivendicare e praticare i propri diritti. Uno sbarco, non solo simbolico, per difendere la democrazia e testimoniare la voglia di partecipare.

Comunque la pensiate sul nucleare, il legittimo impedimento, la privatizzazione dell’acqua, vi chiediamo di difendere lo strumento referendario. Non si tratta di questioni lontane o di poco conto: quanto è accaduto in Giappone dimostra come tutte e tutti siamo coinvolte/i dalle politiche energetiche, anche se decidiamo di non occuparcene.

In tutto il mondo, donne e uomini stanno pagando un prezzo altissimo, spesso con le loro stesse vite, al loro bisogno di democrazia e partecipazione. Andiamo a votare, partecipiamo, difendiamo il diritto a scegliere. Lo dobbiamo a loro, a noi, alle generazioni passate e a quelle future.

Proponente: Ricominciamo da …tre (nucleare, acqua e legittimo impedimento)
Firmatari:

1. Marco Armiero, Ricercatore Marie Curie, Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale Università Autonoma di Barcellona, Bellaterra, Spagna.
2. Stefania Barca, Ricercatrice, Centro de Estudos Sociais, Università di Coimbra, Portogallo.
3. Giacomo D’Alisa, Ricercatore, Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale, Università Autonoma di Barcellona, Bellaterra, Spagna.
4. Valeria Bello, Ricercatrice Marie Curie, Istituto Barcelona degli Studi Internazionali, Spagna.
5. Emanuele Profumi, Ricercatore, Università di Barcellona (Ub), Barcellona, Spagna.
6. Paolo Totaro, Ricercatore, Università do Vale do Rio dos Sinos (UNISINOS), São Lepoldo/Rio Grande do Sul, Brasile.
7. Marisa Candotti, dottoranda di ricerca, School of Oriental and African Studies(SOAS), Londra, Regno Unito.
8. Nicolas Kosoy, Professore Associato, Dipartimento di Scienze Naturali e Risorse, McGill University, Montreal, Canada.
9. Maria Federica Di Nola, dottoranda di ricerca, Università dei Paesi Baschi, Bilbao, Spagna.
10. Federico De Maria, dottorando di ricerca, Università Autonoma di Barcellona, Bellaterra, Spagna.
11. Yaella Depietri, Dottoranda di ricerca, Istituto di scienza e tecnologia ambientale, Università Autonoma di Barcellona, Bellaterra, Spagna; e United Nations University, Institute for Environment and Human Security, Bonn, Germania.
12. Emanuele Campiglio, Ricercatore, New economics foundation, Londra, Regno Unito.
13. Cristiano Bee, Ricercatore, University of Surrey, Guilford, Regno Unito.
14. Alessandro Tavoni, Ricercatore, London school of Economics, Londra, Regno Unito.
15. Mario Coscarello, Dottorando di ricerca, Università della Calabria, Ricercatore visitante presso l’ Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale Università Autonoma di Barcellona, Bellaterra, Spagna.
16. Viviana Asara, Dottoranda di Ricerca, Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale Università Autonoma di Barcellona, Bellaterra, Spagna.
17. Federica Rossi, Dottoranda di ricerca, Università di Parigi, Ovest, Nanterre, Parigi, Francia
18. Raffaella A.D. Canal, Ricercatrice, c/o Regione Puglia, Bruxelles, Belgio
19. Giuliano Torrengo, Ricercatore Università di Barcellona, Barcellona, Spagna.
20. Vera Tripodi, Ricercatrice, Università di Barcellona, Barcellona, Spagna.
21. Daniele Cozzoli, Professore-Ricercatore, Pompeu Fabra, Barcellona, Spagna.
22. Daniele Morici, Dottorando di ricerca, London Metropolitan University, Londra, Regno Unito.
23. Massimo Serafini, giornalista, Fuerteventura, Spagna.
24. Federica Baggio, Assistente stagiaire, Parlamento Europeo, Bruxelles, Belgio.

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stefania izzoDa:
Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
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RICOMINCIAMO DA TRE

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