Apertura CAG cenrto aggregazione giovanile Mirabella Eclano firma ora

Alla classe politica e dirigenziale del comune di Mirabella Eclano chiediamo l'apertura di un centro culturale e di aggregazione giovanile;

CAG; Centro aggregazione giovanile
centro polifunzionale giovanile
Una premessa: quali giovani, quale territorio;
Chiariamo innanzitutto un elemento che pesa molto sull’immagine di questo progetto. I CAG hanno fama di essere raccoglitori di disagio, rifugio di ragazzi che non
hanno altri ancoraggi.
Non interessa qui smentire questo dato, ma piuttosto cogliere questa preoccupazione per farne un vero tema di riflessione sulle politiche giovanili e culturali del territorio;
da un lato facciamo notare come ragazzi e ragazze vivano oggi un’occasione storica straordinaria, di convivenza fra grandi differenze (nazionalità diverse e quindi lingue, culture differenti, ma anche possibilità formative e occasioni di svago o interessi molto varie) dall’altro le pressioni del mercato su bambini e adolescenti sono più forti che mai, e con esse il rischio di identità non scelta ma indotte, di processi di omologazione.
Rileviamo allora, forse come reazione a queste tensioni, il rischio reale e diffuso in tutte le occasioni di impiego del tempo quotidiano – a partire dalla scuola stessa – di perdita dei luoghi di ricomposizione sociale, la segmentazione per status spesso indotta dagli adulti di spazi, servizi, modalità di impiego del tempo, con preoccupanti riflessi sui percorsi educativi, che risultano più discutibili laddove fatti solo in compagnia del proprio simile, per condizione sociale, idee, interessi, lingua.

Si è detto del mercato;
notiamo una certa assuefazione al consumo di cose, situazioni, relazioni, intesa come conseguenza e presupposto di un rapporto di superficie - rapido e discontinuo - con sé, con gli altri, con la realtà.
In un contesto socio-culturale in cui la presenza, l’interesse, la vicinanza, l’affetto, vengono trasmessi sempre più attraverso uno scambio di beni materiali al posto di “beni d’identità”, i ragazzi faticano a dare peso e valore ad approcci impegnativi e costosi dal punto di vista emotivo, affettivo e cognitivo (preferiscono la semplificazione, cambiare spesso, assistere invece che partecipare, isolarsi
piuttosto che confrontarsi, individuarsi a partire da segni distintivi esteriori …).
L’esito di questo approccio spesso ha a che fare con l’impoverimento culturale, l’insoddisfazione personale, la fragilità identitaria (bassa soglia di resistenza alla
frustrazione, maggiore difficoltà a definirsi, confusione nelle scelte, scarso senso di realtà…).


Il CAG si fonda dunque sulla relazione intesa come principale strumento di crescita e di costruzione d’identità, affianca i ragazzi nel compito evolutivo predisponendo situazioni utili all’incontro con sé e con gli altri. Occasioni nelle quali le azioni offerte e richieste sono ascoltare, riconoscere, rispondere, stare con e fare con in un clima che punta a restituire:

- il tempo che la fretta e la saturazione di oggi rubano ai soggetti in crescita, per vivere ciò che accade pienamente e intensamente,

- lo spazio di libera espressione estromesso dalla strutturazione dei contesti,

- la profondità degli avvenimenti e degli incontri con coetanei e adulti,

- la possibilità di fare esperienze (magari nuove o diverse, che comportano impegno e fiducia reciproca) come antidoto all’estemporaneità del consumo,

- l’opportunità di riportare l’attenzione sulle storie di vita dei ragazzi attraverso il racconto di sé e la rielaborazione dei vissuti che aiuta ad orientarsi e scegliere.

In un sistema caratterizzato quindi dalla cultura della prestazione, anche i ragazzi si ritrovano da subito risucchiati nella saturazione, nella frammentazione, nell’iper-strutturazione della quotidianità, condizioni che affaticano e impediscono l’esperienza di un tempo interiore nel quale far decantare e risuonare gli accadimenti, rielaborare i vissuti, individuare direzioni di crescita, scegliere di investire nell’incontro con sé e con gli altri.
Notiamo oggi una sorta di accelerazione del tempo che porta a trascurare l’esercizio della memoria, della paziente ricostruzione di una propria storia dentro una storia
collettiva, che abitua a mantenere gli orizzonti del presente e del futuro ristretti e prevedibili, che lascia in eredità un senso di vuoto e smarrimento.

Sappiamo che l’esperienza del gruppo dei pari avviene ormai prevalentemente in modo strutturato (classe, squadra, gruppo formale/istituzionale) fuori dalla quale i
movimenti attivi ed autonomi di aggregazione risultano essere sempre più impacciati ed incerti, così come sempre più frequente sembra essere la scelta dei singoli di ritirarsi in se stessi.
In un momento storico in cui le competenze sociali e relazionali si rivelano più preziose e urgenti che nel passato, il quadro complessivo relativo alla popolazione giovanile corre il rischio di registrare un aumento di forme di isolamento, di frantumazione e di irrigidimento.
L'esperienza del CAG si propone quindi di lavorare sui singoli percorsi di crescita proprio attraverso gli strumenti del gruppo, dell’aggregazione, della socializzazione.
La strutturazione a partire dall’adesione spontanea offre ai ragazzi un’esperienza di transizione che dalla dipendenza dell’adulto e delle sue regole porta alla capacità di costruirsi situazioni a propria misura.
Sulla base di questo originale presupposto valorizza e facilita nei singoli e nei gruppi l’espressione delle differenti specificità, storie e culture così da attivare la scoperta di
orizzonti altri, la comprensione dei punti di vista, una comunicazione più efficace.
Parallelamente sottolinea il valore della multiappartenenza come esperienza capace (quando vissuta con consapevolezza) di predisporre all’arricchimento delle identità, all’apprendimento di molteplici linguaggi.
Il CAG è dunque lo spazio dell’integrazione, il crocevia di culture giovanili nel quale sottoporre l’identità ad un processo continuo di apertura e rielaborazione.

Il CAG quindi quale servizio radicato nel territorio, in contatto con le risorse presenti, attento ai bisogni di crescita dei ragazzi, si propone;

- di produrre esperienze di appartenenza e allo stesso tempo di autonomia che si realizzano dentro e fuori il centro del paese,

- accompagna nell’esplorazione e nell’appropriazione degli spazi e delle opportunità esistenti attraverso azioni di orientamento e di utilizzo creativo dei luoghi,

- riconoscendo e rafforzando gli atteggiamenti di curiosità e di apertura, facilita l’incontro, favorisce l’espressione di percezioni e sentimenti, stimola la riflessione e il superamento di stereotipi e barriere, permette di abitare il proprio contesto territoriale e di sentirsi parte di una collettività sociale articolata,

- in qualità di luogo di mediazione tra il “dentro” e il “fuori”, crea le condizioni perché anche i desideri e le indicazioni dei soggetti più giovani possano entrare a
far parte dei criteri di scelta e di gestione degli spazi e dei servizi del territorio.

Il CAG agisce quindi come dispositivo di crescita, come palestra di relazioni sociali, come laboratorio di cittadinanza.



LA CONFUSIONE DELLE ISTITUZIONI SULLE POLITICHE GIOVANILI, LA PROPOSTA ALTERNATIVA DEI CAG;

La posizione attuale dei CAG soffre delle alterne vicende che hanno segnato la “storia mancata” delle politiche giovanili in Italia, condizionata da un vuoto normativo, da una forte confusione definitoria, da una stratificazione di interventi della politica non sempre coerenti, da contraddizioni aperte che non hanno giovato a identificare chiaramente ruoli e obiettivi dei diversi attori.
Prendiamo la contraddizione di fondo che forse condiziona a monte la riflessione politica: da una parte si sostiene il protagonismo giovanile sempre e in ogni ambito, dall’altra si concepiscono i giovani come portatori di problemi e consumatori di eventi e svago.
L’immagine che si ha quindi dei giovani risulta ambigua, i giovani hanno voglia di perdere tempo, portano esclusivamente disagio oppure sono portatori di competenze e di risorse utili alla costruzione della società?;
se vale la prima ipotesi o non si hanno risorse per attuare la seconda, si scade nell’idea di doversi rivolgere solo ai “giovani problematici”, o peggio di rivolgersi ai giovani come clientela politica, nella soluzione di elaborazione di servizi-contenitori periferici o di discutibili pratiche di coercizione politica sfruttando la condizione di debolezza di una classe giovanile spesso non consapevole dei processi che regolano la società.
Proprio per questo noi riteniamo invece prioritario scegliere processi davvero partecipativi, consapevoli delle sfide che comportano: la messa in campo di risorse specifiche, l’adesione ai valori della corresponsabilità civile e della condivisione delle decisioni, il rifiuto di concetti di sudditanza politica, la volontà di affrontare conflitti che necessariamente caratterizzano processi decisionali democratici.

Per noi fare politiche giovanili non è solo “aprire servizi” che rispondono a bisogni specifici, o proporre momenti di svago una tantum, ma è costruirsi uno sguardo complessivo sulla condizione giovanile che faccia i conti con il territorio di riferimento.
Se è importante il quadro sociale, politico ed economico di un paese, lo è di più la capacità di un contesto locale di offrire una interpretazione anche creativa del quadro normativo di riferimento (che se da una parte guida dall’altro limita, difficoltà di accesso alle risorse, scarsi investimente, scarsa volontà politica ad investire sulla crescita culturale dei giovani etc etc) e di reagire costruttivamente a alle derive e degradazioni del proprio contesto sociale.

Per altro riteniamo che l’apertura di spazi di aggregazione, che siano CAG o altre formule, non sia di per se indicativo della volontà di “dare spazio” alle istanze e alle culture giovanili che entrano così a far parte dell’agenda politica di un territorio. Ma è certo che un CAG che funziona è capace di relazionarsi e aprire confronto con i giovani che “abitano” un territorio. In tal senso essere attenti e curare gli “spazi aperti”, interrogarli, curarne la promozione, la visibilità, diventarne interlocutori privilegiati è un modo per chi amministra di conoscere e dialogare con la sua
popolazione, spesso quella che ha meno rapporti con le istituzioni. Vuol dire, che si accoglie la sfida, agire e gestire i processi di cambiamento che il dialogo comporta, e interpretare la visibilità delle iniziative come protagonismo di ragazze e ragazzi, che noi immaginiamo essere sempre al centro delle politiche giovanili.

Proporre progetti e servizi adeguati per e con i giovani vuol dire per noi in definitiva fare un investimento non tanto sulle giovani generazioni ma su intero contesto comunitario che dal dialogo e dall’incontro non può che trarne beneficio, sociale, culturale ed economico.
Intendiamo quindi questa azione come un fare cultura per la comunità, favorendo l’espressività dei più giovani e alimentando quel processo di scambio fra le generazioni che sta alla base dell’identità di un territorio, tanto più ricca quanto più voci riesce a mettere in campo e far dialogare.
Riteniamo infine che questa tensione alla pluralità delle voci sia un tratto significativo delle politiche giovanili, per le quali immaginiamo sempre titolare l’ente locale ma anche sempre presenti la partnership con il resto della società civile.

Per formare cittadini;
I CAG si intendono come un servizio che fa spazio ai giovani mettendoli in contatto con il contesto, con gli adulti, con lo sviluppo del territorio, partecipandoli della vita di un territorio.
Da qui la forte dimensione politica del servizio: i ragazzi vengono chiamati in causa come cittadini prima che giovani, facendo molta attenzione alla connessione con il tessuto sociale, consapevoli del fatto che questa non è una prerogativa da chiedere o imputare solo all’ente locale, ma che deve essere la logica di intervento di chi lavora nei servizi territoriali, come gli operatori del CAG.


Funzioni, pratiche, ruolo e strumenti dei CAG
Proviamo a questo punto a fare sintesi, a ripuntualizzare alcuni fondamenti e a spostare la frontiera, a dichiarare in quale direzione andare, cosa ha senso fare.
Un CAG si muove seguendo costantemente un’intenzionalità educativa, perché abbiamo inteso il nostro proposito come quello di emancipare, sia nel singolo che nel gruppo, le capacità necessarie per una adeguata vita sociale e indispensabili per uno sviluppo armonico della personalità dell’individuo.
Ed immaginiamo di esercitare tale compito attraverso tre funzioni essenziali:

- la socializzazione, cioè far sperimentare agli adolescenti relazioni significative con il gruppo dei pari e con gli adulti, e nella condivisione di spazi e tempi imparare a definire meglio se stessi ed il rapporto con gli altri;

- l’informazione e orientamento, ovvero fornire agli adolescenti informazioni a loro necessarie e strumenti per sviluppare le capacità individuali di reperimento e interpretazione di tali informazioni, con l’aiuto di operatori che fanno da supporto alle scelte individuali e rappresentano una possibile intermediazione con le altre agenzie (scuola, posto di lavoro,etc etc …);

- il sostegno e l’accompagnamento, per promuovere percorsi di maturazione individuale e di gruppo, per accrescere il benessere, sviluppare l’autostima e un’adeguata percezione del sé (in un’epoca in cui la cultura della prestazione e la pressione verso modelli corporei inarrivabili rischiano continuamente di alimentare sensi di inadeguatezza).

Quando parliamo di spazi autogestiti o co-gestiti intendiamo questa ricerca di sperimentazione, pensiamo a luoghi che assumono un’importanza centrale perché aiutano a comprendere e mettere in discussione l’intero sistema sociale dove i ragazzi/giovani vivono. È qui che si incontra l’altro, ci si conosce e confronta, si provano le proprie competenze e capacità (di gestione, di organizzazione, di relazione con l’Istituzione, di decisione nel gruppo ecc.), non in isolamento dal mondo ma in relazione con esso, capaci finalmente di mettere in gioco un potere partecipatorio e di cambiamento reciproco.

La formazione alla cittadinanza
Ecco allora il senso del CAG: è una “terra di mezzo”, uno spazio del presente in cui gli adolescenti ed i giovani possono sperimentarsi, che stimola e accompagna all’autonomia, alla scelta, al raggiungimento di una continuità interna e di un’identità sociale.
È un spazio in cui il dimorare riassume il suo significato originario di
indugio, di oscillazione tra un dentro rassicurante e un fuori con cui dialogare e in cui sperimentarsi, è uno spazio proprio e segreto, in cui non si è più solo “figli dei propri
genitori” o allievi, ma soprattutto soggetti attivi e partecipanti, creatori e promotori, è il luogo dove l’adolescente, attraverso percorsi di aggregazione e promozione, può produrre l’esperienza dell’inventare, dove attivamente, da protagonista di un “teatro sociale protetto”, può sperimentare ruoli nuovi, elaborare domande e cercare risposte, inventare e accettare nuove regole, dove la partecipazione è elemento di cambiamento sia all’interno delle esperienze dei singoli, dei gruppi ma anche di un contesto “territorio” con il quale ci si relaziona, dove decisionalità e potere sono funzioni reali da sperimentare.
L’aggregazione evocata nel nome, il CAG la intende come un’esperienza di incontro col diverso, con il non-scelto da cui scaturiscono la novità e il cambiamento, perché nel CAG il gruppo nasce dal semplice condividere lo spazio e le sue regole.

La promozione dell’autonomia/responsabilità individuale è un obiettivo multiforme, comprendente la creazione di spazi e situazioni in cui gli individui siano ascoltati e dove possano “trovare” proposte personalizzate.
Questi sono spazi dove è anche possibile la sperimentazione delle proprie capacità in rapporto al contenitore (lo spazio ad hoc del CAG). Il percorso verso l’autonomia mira a condurre gli adolescenti ed i giovani ad una visione “armonica” di sé e degli altri, restando soprattutto un percorso individuale.

La promozione del protagonismo giovanile si declina come:

- promozione dell’associazionismo giovanile;

32- promozione della produzione artistica e creativa in senso lato, sia individualmente che collettivamente;

- promozione della partecipazione, formulando e creando situazioni, in relazione al bisogno anche inespresso, sia per chi già frequenta il CAG che per chi si intende
raggiungere;

- promozione della partecipazione alla gestione del CAG, nel senso della collaborazione per la gestione delle attività.

In sostanza i CAG offrono spunti, sostegno e spazi, perché ragazzi e ragazze vi trovino occasioni significative per la propria libera espressività, per la creazione di “happening”, … per prender parte alla realizzazione delle attività.
Infine, la promozione della socialità vuol dire favorire relazioni con una forte attenzione alla differenza (di personalità, genere, provenienza…).
L’incontro e lo scambio sono quindi il momento in cui le differenze vengono “apprese” e rielaborate, in cui si sperimenta l’importanza delle regole di convivenza civile, in cui è naturale attuare interventi in collaborazione con altri servizi educativi.



IL PROGETTO;


spesso si è portati a mettere in evidenza il disagio che accompagna l’esperienza giovanile, anche perché spesso è l’unica immagine che la società ci rimanda quando invece adolescenti e giovani sono persone in crescita ognuno con le proprie specificità rispetto ai quali la comunità deve prestare attenzione ed offrire opportunità di crescita morale culturale professionale. Tuttavia la scarsa varietà di proposte, la mancanza di strutture idonee alle esigenze, di luoghi multimediali al passo con i tempi, di luoghi di aggregazione spontanea (che non sia il solito bar), inducono il giovane a spostarsi in continuazione verso luoghi e territori più stimolanti ed interessanti e rimanda un’immagine spesso distorta del mondo giovanile.
Ecco allora che il CAG potrà divenire un catalizzatore per il mondo giovanile e potrà rappresentare un importante tassello nello sviluppo di politiche giovanili che siano sempre meno settoriali e sempre più complessive.

Il centro permetterà

di potenziarne le attività e il coinvolgimento giovanile ma specialmente di avviare e sviluppare interventi nuovi
di portare a Mirabella Eclano interventi già sperimentati in altre zone: sportello di orientamento (lavoro e scuola), strumenti innovativi per lo studio, momenti di condivisione culturale.
Tale sviluppo sarebbe peraltro perfettamente in linea anche con gli orientamenti europei ben esplicitati nella “Nuova carta di partecipazione dei giovani alla vita locale” del 2003, documento nel quale si afferma con forza che le politiche giovanili dovrebbero essere politiche settoriali e che i settori non sono solamente quelli riferiti al tempo libero ma molti altri, dallo sport alla formazione, dalla partecipazione dei giovani alla vita sociale e politica alla mobilità e agli scambi.
Da questo punto di vista il centro rappresenterà un importante punto di riferimento per i giovani per potersi attivare in settori nuovi e innovativi.
Tra le attività che il centro si propone di promuovere possiamo trovare:
momenti di aggregazione sociale e creativa tra le diverse fasce generazionali giovanili, con la possibilità di creare momenti di condivisione anche con il mondo degli adulti (progetti condivisi con il mondo associativo, percorsi di scambio e di confronto fra mondo adulto e giovanile, ecc);
messa a disposizione di uno spazio nel quale offrire occasioni in cui i giovani possano esprimersi nella forma artistica a loro più consona sviluppando percorsi e occasioni di crescita culturale e artistica per tutta la comunità e non solamente per momenti singoli a spot;
iniziative che mirino in maniera efficace a rendere i giovani artefici della gestione della struttura e destinatari di quanto proposto;
attivazione di uno spazio informativo e di orientamento scolastico rispetto al mondo del lavoro;
offerta di luoghi di ritrovo che siano alla portata di tutti (bar autogestito con spazio musica per valorizzare l’espressività dei ragazzi);
offerta di spazi esterni attrezzati, predisposti per lo svolgimento di manifestazioni teatrali, musicali, feste e campo polivalente per pallavolo, basket ecc.
attivazione di corsi di doposcuola e/o recupero per soggetti deboli, integrazione di compiti estivi ed altre iniziative organizzate in collaborazione con la dirigenza scolastica.
Uno SPAZIO dove possano crescere ed ampliare i propri orizzonti! Dove possano incontrarsi, parlare, discutere, confrontarsi, studiare, leggere, ascoltare e fare musica, informatica, teatro, giardinaggio, giornalismo, ceramica, ricamo, fotografia…….SOGNI………!!!!!!!
L’idea è quella di creare una struttura accogliente nella quale il giovane possa sentirsi soggetto partecipe ed attivo. Difatti le azioni culturali che si svolgeranno all’interno della struttura saranno per lo più proposte ed organizzate dai giovani stessi, che verranno messi in condizione, attraverso il tutoraggio di adulti competenti nelle specifiche attività, di fare formazione attiva e mettersi in gioco.
Nel centro polifunzionale o CAG per i giovani e la cultura si prevedono le seguenti attività:
- laboratorio di pittura
- laboratorio di arte-terapia (per favorire l’integrazione)
- laboratorio di musicoterapia (per favorire l’integrazione)
- laboratorio di informatica
- corsi di italiano per stranieri
- lezioni di strumento musicale
- corsi di grafica
- ripetizioni per gli studenti
- corsi per orientamento al lavoro
- laboratorio teatrale
- laboratorio di botanica
- gruppo scout
- consulenza psicologica e orientamento scolastico
- Web radio
- workshop a tema
Inoltre si potranno organizzare esposizioni d’arte, feste e concerti musicali.
Evidenziamo il fatto che il giovane e la sua formazione morale e civile è al centro del nostro progetto e che ogni attività sarà gestita e coordinata dagli stessi giovani monitorati da esperti del settore.
Prevediamo per la realizzazione della struttura la collaborazione dei giovani del territorio attraverso interventi sia nella progettazione, che nella costruzione.
Nel rispetto dell’ambiente e per la sostenibilità dello spazio, il centro polivalente dovrà essere autosufficiente dal punto di vista energetico e realizzato con materiali ad impatto zero sull'ambiente attenti allo sviluppo sostenibile, immaginiamo quindi una predisposizione per il fotovoltaico al fine di coprire i consumi energetici ed integrarsi con l’ambiente. Questo è un elemento vitale, in quanto il centro grazie all’autonomia energetica non graverà sulle casse comunali, consumando meno di quello che verrà prodotto.
I giovani saranno responsabili anche delle operazioni di manutenzione della struttura e degli spazi esterni
Verrà costituito un apposito gruppo di lavoro composto da rappresentanti istituzioni comunali, e del mondo giovanile con l’obiettivo di individuare le migliori modalità di gestione del centro.
Tale gruppo di lavoro dovrà divenire autonomo, dotandosi di personalità giuridica; esso si occuperà di:
predisporre un regolamento che riguarderà la gestione della struttura,
verificare i costi da sostenere per l’utilizzo della struttura,
proporre valide soluzioni per la gestione economica della struttura stessa (es. quote associative, gestione ricavi del bar… eccetera)
I criteri di fondo che determineranno tale scelta saranno senz’altro riconducibili al coinvolgimento attivo dei giovani stessi sia nelle attività ma anche e specialmente negli organi di gestione del centro (consiglio direttivo o altro) prevedendo adeguate modalità organizzative e gestionali formalizzate (ipotesi di costituzione di un’apposita associazione di giovani oppure altre modalità).
Scelta della localizzazione dell’iniziativa
Abbiamo individuato per la realizzazione di questo centro le stanze ubicate al di sotto della vecchia sede comunale in largo Torretta; Luogo strategico per quanto riguarda la visibilità e che permetterà di facilitare le iniziative in rete anche con le scuole e strutture sportive limitrofe.

Quali sono gli utenti dell’iniziativa
Il centro sarà a disposizione per tutti i giovani del territorio di Mirabella Eclano e frazioni, sia residenti che domiciliati.
L’accesso e la partecipazione saranno del tutto gratuite.
Elementi di innovazione e differenziazione del progetto
- Coinvolgimento dei giovani nel processo progettuale e produttivo
- Autonomia gestionale
- Edificio eco-compatibile con alimentazione a pannelli fotovoltaici
- Produzione energia elettrica tramite fotovoltaico

Sintesi dei punti di forza
Il progetto prevede la realizzazione di una struttura atta a centro polifunzionale per lo sviluppo e la crescita sociale e culturale dei giovani, costruita secondo principi di bioedilizia e bioarchitettura con tetto a pannelli fotovoltaici integrati.
Il programma è orientato all’avvio di un modello per lo sviluppo sostenibile, sia in termini sociali che ambientali, attraverso una struttura che sia autonoma dal punto di vista energetico e che anzi sviluppi reddito creando energia pulita.

Obiettivi del progetto
Il progetto mira concretamente all’aggregazione del mondo giovanile, facendo leva sul concetto di autonomia e di risorsa dei giovani. Saranno loro i reali protagonisti del progetto, investiti delle responsabilità da loro richieste successivamente nel mondo adulto.
Il progetto vuole quindi mirare alla formazione culturale del giovane, ma soprattutto alla sua autosufficienza. Il progetto prevede inoltre il rispetto dell’ambiente del nostro territorio, grazie alla costruzione di un centro aderente ai principi della bio architettura.

Descrizione Attività : La sala, insonorizzata, riveste una duplice funzione. Da un lato, si tratterà di una sala prove, a disposizione di tutti i gruppi musicali locali, che ne potranno usufruire a rotazione. Dall'altro, lo spazio farà anche da sala registrazione, attrezzata per poter permettere la produzione di Cd e dvd.
Info Generali : L’attività è pensata e rivolta soprattutto ai giovani, per i quali la musica riveste un’importanza sempre più rilevante nei processi di conoscenza e socializzazione. La sala quindi, oltre a rispondere ad una carenza di strutture dove poter suonare in gruppo, vuole essere una risposta importante in senso generale, in quanto spazio a disposizione per l’incontro di persone, idee e progetti musicali.

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Genesio PanzaDa:
Intrattenimento & MediaIn:
Destinatario petizione:
Classe politica Mirabella Eclano

Sostenitori ufficiali della petizione:
Alter Aeclanensis Social Forum

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cag, mirabella eclano

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