Salviamo La Cultura E Lo Studio Della Storia Dell'arte Nella Scuola Superiore / Safe Culture And Art History In Italian High School sign now

Forse non tutti sanno che la riforma della scuola operata dal ministro Gelmini ha eliminato l'insegnamento della Storia dell'arte negli Istituti Professionali (Operatori Turistici, Alberghieri) e Tecnici (Grafici, Sistema Moda).
I molti appelli provenienti da tutto il mondo della cultura sono stati inascoltati, primo fra tutti quello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano (vedi lettera del 24 giugno 2009 indirizzata alla A.N.I.S.A., Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dellarte, www.anisa.it)
Facciamo sì che la Storia dell'arte sia reinserita in questi indirizzi dove fino a ora era considerata come materia professionalizzante e pertanto fondamentale alla formazione dei futuri addetti a tali diversi settori del lavoro.
Possiamo immaginare un operatore di agenzia turistica che non abbia mai studiato questa disciplina? Oppure un graphic designer o un esperto di moda?
Le famiglie e gli studenti che hanno scelto corsi di studi professionali hanno dimostrato una non comune consapevolezza di realtà, a fronte della spesso vaga e illusoria scelta di studi tesi ad uno sbocco universitario, e questo non sempre e non solo per la necessità di abbreviare al massimo i tempi della dipendenza economica dei figli, anche se va riconosciuto come da statistiche il frequente coincidere di questa scelta con condizioni logistiche e di censo penalizzanti.
Lo studio e la formazione professionale implicano sempre uno scopo differito, ma la naturale tensione dei giovani verso una fruizione più rapida delle conoscenze sembrerebbe trovare giusto spazio negli istituti professionali, che dovrebbero per loro statuto far ponte breve fra scuola e lavoro.
La riforma Gelmini, avrà, come effetto, la creazione di figure professionali focomeliche, deformi per carente sviluppo di conoscenze essenziali al loro impiego professionale.
Non solo. Lingannevole risparmio (?) ottenibile abolendo spese per i docenti produce un doppio crudele danno. Non si tratta, infatti, soltanto di una carenza cognitiva, ma della sottrazione di un elemento strutturante per la formazione di un io complesso e ricco e consapevole di essere titolare di un patrimonio che si conserva vivo soprattutto con lessere rigenerato nel reinvestimento conoscitivo ed emotivo di generazione in generazione.
Non si dica che il compito della formazione dellio compete alle famiglie. Sappiamo bene che non tutti sono in grado di percorrere con i figli le strade dei musei, dei viaggi, dei teatri, della lettura. E non solo per ovvi motivi economici, poiché spesso la ricchezza economica maschera la più penosa aridità. Per i modelli che vengono loro imposti, spesso i ragazzi e le ragazze oggi sono come il re Mida: che ogni cosa che tocco si trasformi in oro! Ma sappiamo bene che la fame, insaziata, portò il re alla morte.
Non cerchiamo giustificazioni a questo processo di privazione di alimento mentale. Prendiamone coscienza lucidamente, freddamente, con consapevolezza, decidiamo che ci sta bene ingannare gli studenti e le famiglie, mantenere elitaria la vera conoscenza, mantenere il massimo possibile di mediocrità diffusa. Oppure ripensiamo la cultura come bene da effondere erga omnes, e non come pappa reale per alimentare una sola regina.
TUTTI (e soprattutto quei ragazzi) hanno il diritto di essere educati ed educati al bello.
E un dovere civico, oltre che morale formare le future generazioni alla cultura del patrimonio artistico come sancisce anche larticolo 9 della nostra Costituzione che recita:

Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.



The recent Italian Educational System reformation by Minister Gelmini and by the Italian Government cut off the teaching of Art History from many branches of Italian High School, especially from those attended by less educated and wealthy social classes. These different schools have insofar prepared students to be able to get jobs in the fields of Tourism, Graphic Design, Fashion, without being compelled to attend a B.A. college, anticipating therefore their economical independence. Can you imagine someone who works in ITALY in the field of tourism with no sort of knowledge of Art History?
Many outstanding characters of the Italian Cultural world, the most important of whom Mr. Giorgio Napolitano, the President of the Italian Republic, appealed in vain against this resolution.
Let's fight against this abuse, since everybody DESERVES to get educated on culture, beauty and art. Our Constitution (art. 9) maintains that the huge Italian cultural heritage must be preserved and respected; how will it be possible if our future generations do not have any sort of awareness to appreciate it?



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Magdalena PettyBy:
Culture and SocietyIn:
Petition target:
sen. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica; on. Maria Stella Gelmini, Ministro dell'Istruzione; sen. Sandro Bondi, Ministro dei Beni Culturali. The President of the Italian Republic, Mr. Giorgio Napolitano; the Italian Minister of Education, Mr

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