Qualità e Precariato nel Restauro e nella Conservazione dei Beni Culturali sign now

Premesso che:

LâAssociazione No Profit âForum Restauro @ Conservazioneâ in seguito alle numerose richieste pervenute dai propri utenti attraverso il forum ed il sito web, si fa promotrice della raccolta di firme a favore della qualità del lavoro nel settore del restauro dei beni culturali

e che:

Lâassociazione è estranea a lotte di categoria e a qualunque altra forma di indirizzo politico; raccoglie e promuove questa petizione poiché relativa ad un numero considerevole di persone coinvolte nella conservazione dei beni culturali, in accordo con i propri scopi sociali espressi al punto 2 dello statuto.

si rende noto che:

CON LA PRESENTE I SOTTOSCRITTI CHIEDONO AL MINISTERO DI CONSIDERARE LA MODIFICA DELLE LEGGI E DELLE PROCEDURE DI AGGIUDICAZIONE DEGLI APPALTI DI RESTAURO E CONSERVAZIONE IN MODO TALE DA FAVORIRE MAGGIORMENTE LE IMPRESE CHE HANNO PROPORZIONALMENTE PIÃ MANODOPERA QUALIFICATA ASSUNTA A TEMPO INDETERMINATO.


Tale richiesta nasce dalle seguenti considerazioni:

⢠Assistiamo in questi ultimi anni ad un progressivo e repentino aumento di manodopera precaria a discapito di posizioni di lavoro a tempo indeterminato anche nel settore del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali dove il fenomeno ha assunto ormai una dimensione molto preoccupante.

⢠Eâ noto quanto sia problematico, in una gara pubblica di appalto, stabilire a priori la qualità di un intervento e l'affidabilità di unâimpresa di restauro e poter scegliere di conseguenza un rapporto qualità prezzo che sia il migliore per l'opera d'arte e in definitiva per chi deve accollarsi lâonere dei lavori.

⢠La manodopera qualificata assunta con contratto a tempo indeterminato può essere un valido indicatore di affidabilità di unâimpresa e del suo operato. In generale, infatti, operatori abituati a collaborare in team stabili, con unâadeguata esperienza lavorativa e formativa, conosceranno meglio le problematiche riscontrabili negli interventi di restauro e i sistemi adatti ad affrontarle.

⢠Eâ nota e unanimemente riconosciuta lâinadeguatezza di criteri quali il massimo ribasso nel contesto degli oggetti unici e irripetibili che costituiscono il patrimonio culturale. E' inoltre evidente che eventuali danni provocati da personale inesperto o inadeguato costituiscono di fatto una perdita permanente per la collettività.

⢠Eâ nota lâincongruenza del sistema media mediata (con e senza taglio delle ali) con criteri di definizione del miglior rapporto qualità/prezzo in quanto non necessariamente il prezzo âpiù medioâ è correlabile ad una qualità quantomeno accettabile. Inoltre il sistema si avvicina ad un criterio quasi casuale governato da complesse regole matematiche che sono state oggetto in passato anche di manipolazioni.

⢠Mancando dei criteri oggettivi e a livello nazionale di valutazione dei curricola aziendali che vanno a contribuire alla definizione dellâofferta economicamente più vantaggiosa si è giunti spesso a valutazioni molto diverse in relazione alle singole stazioni appaltanti. I sistemi di certificazione come SOA e ISO non sono dâaltro canto in grado di garantire la qualità del lavoro di restauro ma solo una qualità di tipo gestionale (di cui non si nega lâimportanza).

⢠Si presume che operatori a tempo indeterminato siano meglio istruiti nelle procedure di sicurezza sul lavoro e quindi più inclini ad un atteggiamento consapevole e prudenziale, unito a una più positiva reattività in caso di emergenza. Ciò non è irrilevante in quanto il settore del restauro, soprattutto nelle operazioni di cantiere, su impalcature e ponteggi mobili, è ad alto rischio.

⢠Il notevole incremento di contratti Co.Co.Pro e subappalti a imprese individuali nei cantieri di restauro, e' un sistema spesso adottato dalle imprese per eludere i costi della sicurezza, intesi come equipaggiamenti e DPI dati in dotazione, risparmio sulla stipula delle assicurazioni sul lavoro, ecc. Ciò costringe molti giovani a lavorare in condizioni pericolose, oltre che precarie, con un rischio di costo sociale e sanitario futuro molto alto anche in relazione alle minori tutele degli operatori precari in relazione alle malattie professionali.

⢠L'impossibilità di un lavoro continuativo spesso spinge molti giovani con elevato livello di istruzione, ad attività di ripiego e a periodi di pausa, che di fatto provocano una minore o nulla crescita professionale con conseguente spreco di risorse umane. A causa di ciò si determina, inoltre, uno spreco di competenze e risorse economiche che lo Stato ha direttamente o indirettamente investito per istituire e finanziare corsi e istituti di formazione.

⢠Il problema è aggravato nei confronti delle donne che di fatto compongono la grande maggioranza degli addetti al settore; se precarie risultano infatti pesantemente discriminate quando decidono di intraprendere una gravidanza.

⢠Le imprese ad elevato numero di operatori precari spesso hanno lavoratori che non sono abituati a lavorare insieme e che neppure il datore di lavoro conosce approfonditamente e sa valorizzare; sono inoltre più facilmente soggette a mera speculazione economica.

⢠Le imprese ad elevato numero di operatori assunti con contratto a tempo indeterminato svolgono anche un ruolo sociale in quanto tale tipologia di lavoro garantisce una qualità di vita che giova alla società tutta.

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Kirk KaneBy:
Justice, rights and public orderIn:
Petition target:
MINISTERO dei BENI e delle ATTIVITA’ CULTURALI - Via del Collegio Romano, 27 - 00186 – ROMA

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