Proposta per la commissione Open Source 2007 sign now

Proposta per la commissione Open Source 2007

Nell'ambito della Pubblica Amministrazione il Ministero della Giustizia e quello delle Finanze spiccano per la fornitura di programmi software utilizzati dai cittadini, PMI, Ced, Caf., professionisti (avvocati notai commercialisti,etc ), ma anche utilizzatidalla stessa P.A.[1].
Questi programmi, tra cui ad esempio Entratel, Uniconline, Nota di Iscrizione a Ruolo, Consolle Avvocato, etc, sono per lo piu' pubblicati SENZA ALCUNA LICENZA.

La mancanza di una licenza chiara non consente alle aziende di poter fare investimenti sul software non essendo chiari quali siano i diritti e i doveri relativamente all'uso dei sorgenti.
Senza licenza non e' neanche possibile che possa crearsi una comunita' di utilizzatori in grado di proporre e realizzare integrazioni, correzioni e migliorie al codice. La stessa pubblicazione di patch al codice potrebbe essere atto non consentito.

In questo ambito il Ministero della Giustizia e' quello che si e' dimostrato piu' attento alle esigenze dei suoi utenti, diretti ed indiretti, tanto da pubblicare i sorgenti di alcune applicazioni (richiesta fatta non solo dal "mondo" FLOSS[2], ma, da molte aziende che lavorano nel settore e producono solo applicazioni in licenza proprietaria, tutti uniti nella ricerca di trasparenza e semplificazione attraverso la pubblicazione in licenza GNU GPL[3] di queste applicazioni).

Alla commissione Open Source si chiede semplicemente di prendere atto di quanto fin qui successo ovvero della pubblicazione di software senza alcuna 'licenza' il cui copyright e' della Pubblica Amministrazione, quindi la richiesta di utenti e aziende private che gli applicativi siano rilasciati sotto una precisa 'licenza d'uso': la licenza GNU GPL[3].

Preso atto di questo fatto la commissione Open Source, che non puo' certo "ordinare" ai ministeri in questione di agire in tal senso, puo' pero' sottoscrivere questa richiesta affinchè divenga una richiesta nota a tutti, sostenuta istituzionalmente, acquisita ufficialmente dal CNIPA[7], che quindi permetta di fornire un indirizzo previsto in termini di scelte: il NULLA attuale, esemplificato dall'assenza di licenze, nei confronti della 'licenza d'uso' la cui importanza e' riconosciuta da utenti, aziende private, nonchè dall'Unione Europea.

In termini tecnici, dato che non sempre i ministeri in questione detengono server di pubblicazione (ne talvolta i sorgenti stessi), questa attivita' si comporrebbe di :

1) Creare un repository centralizzato per il codice sorgente delle applicazioni della PA[1]. Puo' essere realizzato sfruttando infrastrutture esistenti attraverso progetti sul sito ASC[4] (http://cde.osspa.cnipa.it/), usando quindi server e risorse di comunicazione gia' esistenti (si intente che questi principi valgono per il software qui descritto e non per i casi virtuosi già disponibili in altri repository pubblici).

2) Dare la possibilita' ad utenti e istituzioni di avere codici di accesso per la consultazione del codice sorgente (funzione che il sito ASC[4] gia' prevede, con l'accesso per la lettura a tutti e per la modifica/pubblicazione solo a chi mantiene il progetto)

3) Pubblicare il codice delle applicazioni e delle librerie che tra l'altro consentirebbe una forma di trasparenza fra le istituzioni pubbliche, i fornitori e i cittadini: i risultati degli investimenti della PA[1] per lo sviluppo di software sarebbero controllabili in modo trasparente.

4) Pubblicare i progetti utilizzando licenze libere (secondo lo schema pubblicato qui: http://www.fsf.org/licensing/licenses/). E' nostra opinione che la licenza migliore sia la GNU GPL[3], che tutela maggiormente le aziende che realizzano il software per la pubblica amministrazione.

5) Pubblicare tutte le note disponibili sul software gia' realizzato per la PA[1] e pubblicare linee guida per la documentazione del software e dei formati di dati per il software realizzato in futuro.

La gestione di forum o altri servizi non e' da considerarsi come parte di questa attivita'. Lo e' invece la semplice pubblicazione di news al rilascio delle nuove versioni (dato che tutti gli applicativi in questione vengono costantemente aggiornati).
Indirettamente tutto lo "storico" delle applicazioni della PA[1] e relativi sorgenti si creera' con il passare del tempo, aggiungendo i sorgenti delle nuove versioni ai progetti preesistenti.

A carico del CNIPA[7] ( l'OSS[6] ) sarebbe una guida alla creazione degli utenti da pubblicare con destinatari i referenti per la PA[1] (onde evitare problemi nella creazione e gestione degli stessi): sono pochi semplici passaggi, ma sarebbe opportuno prevenire problemi.

Come ulteriore indicazione da inserirsi tra "le linee guida generali" per la PA[1] : in futuro il software che la PA[1] produce per offrire dei servizi ai cittadini andrebbe considerato come reference implementation (sotto condizioni di licenza permissive o copyleft) di uno standard/specifiche che la PA[1] rende disponibile senza condizione alcuna, ovvero, un Open Standard, come consigliato dall'EIF[5] ); in questo modo almeno un'applicazione sara' disponibile (quella prodotta dalla PA[1]), ma, allo stesso tempo si rendera' possibile la concorrenza di coloro che vogliono implementare lo stesso servizio nella loro applicazione dedicata o integrata che sia.

[1] PA = Pubblica Amministrazione
[2] FLOSS = Free Libre Open Source Software - Software Libero/Open Source
[3] GNU GPL = GNU General Public License, http://www.gnu.org/licenses/licenses.html
[4] ASC = Ambiente di Sviluppo Cooperativo, http://cde.osspa.cnipa.it/
[5] EIF = European Interoperability Framework, http://europa.eu.int/idabc/en/document/3761
[6] OSS = Osservatorio Open Source, http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit\%C3\%A0/Osservatorio_Open_Source/
[7] CNIPA = Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, http://www.cnipa.gov.it

Firmato:

Diego Zanga (eLawOffice.it)
Marcello De Geronimo (Ing. consulente per l'Ordine degli Avvocati di Catania)
Franco Violi (Responsabile dei sistemi informatici della Confartigianato Lapam Federimpresa di Modena)
Renzo Davoli (Professore associato di Informatica presso l'Universita' di Bologna)
Alessandro Scapuzzi (Ragioniere Commercialista, presidente Gruppo Utenti Linux Livorno)
Michele Sciabarra (autore tecnico, imprenditore)
Andrea Trentini (Universita' di Milano)
Marco Scialdone (Avvocato, ComputerLaw.it - Informatica e diritto)
Paolo Della Costanza (Resp. Servizio Assistenza Clienti e Servizi Internet di SedLex Informatica srl)
Roberto Olivieri (Avvocato in Genova)
Carlo Piana (Avvocato in Milano)
Antonio Iacono (progetto Opensignature)
Giovanni Biscuolo (Xelera - IT infrastructures)
Federico Fissore (programmatore, direttore tecnico)
Gerardo Antonio Cavaliere (Avvocato, delegato Cinfor.org - Centro per l'Informatica e l'Innovazione Forense)
Gianbattista Galluss (Avvocato)
Mauro Murgioni (Presidente di Apriti Software! - Software e Sapere Aperto e Libero)
Claudio Covelli (Responsabile del Servizio Sistema Informativo, Comune di Trento)
Roberto Resoli (Sviluppatore di Software Libero - Funzionario presso il Servizio Sistema Informativo, Comune di Trento)
Roberto Targa (Ingegnere - Resp. Marketing SoftLab Srl)
Il consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Udine
Fabrizio Pettoello (Avvocato in Udine)
David D'Agostini (Avvocato in Udine)

Le firme sono riportate nell'ordine in cui sono arrivate

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Chrystal OconnellBy:
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