Pretendiamo le dimissioni Pasquali, rettore dell'Università di Pisa, per il suo comportamento inqualificabile. sign now

Il 25 novembre 2008 Pasquali ha mostrato il peggior comportamento possibile nei confronti degli studenti e dell'Università di Pisa tutta; approvando a scatola chiusa un bilancio fallimentare ed opponendo alle richieste di chiarimenti degli studenti che questo bilancio l'avevano studiato i reparti della celere il rettore ha fatto capire a tutti quale sia la sua idea di gestione dell'Università pubblica: despotismo e pugno di ferro.

Per aver disatteso le promesse fatte nella sua assemblea d'ateneo del 15 ottobre, in cui si proponeva come paladino degli studenti, per aver creato un presidio militare intorno al cda del 25 novembre contro chi voleva risposte sulla sua gestione dei fondi, per aver prodotto ed approvato un bilancio completamente in linea con la legge 133 nelle forme e nell'ideologia, noi chiediamo a gran voce le dimissioni del professor Pasquali dalla carica di rettore dell'Università di Pisa, in quanto riteniamo non sia più adatto a ricoprire tale ruolo.

A seguire il comunicato stampa di Università 2.0 in cui vengono riportati i fatti del 25 novembre:

Gli eventi accaduti ieri in rettorato, gravissimi da tutti i punti di vista, hanno necessariamente bisogno di un chiarimento. Da parte nostra ci sentiamo in dovere di raccontare una versione dei fatti che seppur sia stata inizialmente testimoniata da varie agenzie di stampa, è sparita improvvisamente dalla cronaca, in favore delle versioni dellateneo e delle forze dellordine, entrambe tese a delegittimare il presidio di studenti contro lapprovazione del bilancio dellateneo, riducendolo a un problema di ordine pubblico.
La cosa per noi fondamentale da ottenere ieri era un evento pubblico di confronto, preliminare allapprovazione. Questo evento era stato richiesto e ottenuto nellultimo senato accademico, ma lateneo non solo non ha mai provveduto alla sua realizzazione, ma è arrivato a militarizzare il rettorato durante la seduta del CDA. Questa reazione di chiusura è dovuta alla difficoltà del rettore di giustificare il suo sostanziale adeguamento alla legge 133 e al decreto Gelmini: se fino a ieri era palese la sua passività nella protesta, il bilancio approvato dimostra linchinarsi senza appello al governo e labbandono di qualsiasi opposizione, come è chiaro dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento. Il rettore non sarebbe mai stato capace di affrontare un evento pubblico senza essere smascherato, quindi si è trincerato dentro un CDA blindato.
Linterno del rettorato era presidiato da una trentina di agenti in borghese, lesterno da digos e reparto celere. Gli ingressi sbarrati. La volontà di incutere timore si è trasformata in repressione: il primo fatto grave, che mette in discussione la validità stessa della seduta, è lespulsione del nostro consigliere damministrazione, allontanato poi di forza dalla Digos, che gli ha impedito di partecipare allultima parte della riunione e alla votazione finale. Lespulsione è stata chiesta dal rettore quando il consigliere ha cercato di richiamare lattenzione su ciò che succedeva allesterno: la celere schierata che minacciava di caricare il presidio. Ma già prima allo stesso consigliere era stato impedito con violenza di uscire dal rettorato per parlare con gli altri studenti. Infine una decina di studenti, entrati da una porta secondaria del rettorato con la volontà di raggiungere la sala del CDA per invalidarne la seduta, sono stati respinti e malmenati riportando contusioni con prognosi di diversi giorni. Lateneo accusa di scarso rispetto per le istituzioni il nostro consigliere damministrazione e di violenza il presidio: ma cosa significano le parole democrazia e rispetto in una situazione resasi tesa per il rifiuto al dialogo da parte del rettore? Di quale violenza veniamo accusati se siamo stati aggrediti verbalmente e fisicamente? Le forze dellordine hanno subito provveduto a far refertare in pronto soccorso due agenti e due lavoratori: si vuol far credere che pochi studenti siano riusciti a sopraffare le decine di agenti presenti nelledificio. La realtà è che gli studenti cercavano di raggiungere la seduta pacificamente, ma inseguiti dalle forze dellordine. La gara a chi le ha prese non ci interessa, conosciamo il vincitore guardandoci i lividi. Ma sappiamo come vanno le cose in questi casi: ha ragione chi ha più potere.
Oggi il rettore ha messo in campo tutto il suo potere, la sua paura e la sua incapacità di gestire il confronto. Il bilancio approvato è fatto di tagli indiscriminati a didattica e ricerca, di esternalizzazione dei servizi e precarizzazione dei lavoratori, di investimenti edilizi poco chiari e di un mutuo di 82 milioni la cui estinzione è un problema rimandato ai posteri. A chi chiedeva chiarezza per tutto questo e rivendicava una maggiore partecipazione è stato risposto con la repressione. Noi rilanciamo con la richiesta di invalidare il CDA, visto lallontanamento illegittimo del nostro rappresentante, e con la richiesta delle dimissioni del rettore. Nel frattempo continueremo con lopposizione alla destrutturazione delluniversità, con un compagno di viaggio in meno: ma meglio soli che male accompagnatiNoi non pagheremo la crisi: né quella del governo, né quella di un rettore incapace a gestire i problemi epocali delluniversità.

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