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PETIZIONE POPOLARE DI RICHIESTA DI DIMISSIONI SINDACO DI ORTONA E SUA GIUNTA


Questo documento nasce dalla reale necessità di manifestare al Sindaco di Ortona ed alla sua giunta che parte della cittadinanza non è più disposta a farsi ignorare, non è più disposta ad essere amministrata da chi non ha a cuore gli interessi primari dei suoi cittadini quale quello in primis della salute e del benessere inteso in tutti i suoi aspetti.
Un sindaco deve saper ascoltare la cittadinanza e deve essere messo in grado, con piena cognizione, di saper attentamente valutare tutti gli aspetti dei problemi, effettuando le scelte solo in seguito ad una approfondita analisi sapendo analizzare al meglio i pro ed i contro di ogni eventuale decisione che verrà presa facendosi pienamente carico di ogni tipo di responsabilità in primis quella conseguente al giudizio dei suoi concittadini.
Invece il Sindaco di Ortona ha dichiarato:
di fidarsi dei dati e delle dichiarazioni dell'ENI la quale non pensa che voglia porre in pericolo la salute delle persone - e che il Centro Oli non si farà perchè sono contrari Veltroni Berlusconi Chiodi e Costantini ( e che è contraria la maggioranza della cittadinanza lui non lo dice perchè evidentemente poco gli importa!)
che non ci sono rischi per la salute poiché non c'è nessuno studio che lo attesti (riferendosi evidentemente solo al procedimento di insediamento del Centro Oli per il quale nessun Ente nei termini congrui di tempi ha pensato di far svolgere un tale approfondito studio!) quando, al contrario, ci sono numerosissimi studi nazionali ed internazionali che affermano che tutti i trattamenti di idrocarburi sono pericolosi e che qualsiasi insediamento di trattamento viene riconosciuto insalubre (cioè per antonomasia dannoso per la salute).

Ma il motivo principale di questa petizione è che il Sindaco e la sua giunta da ormai troppo tempo hanno tolto la serenità a grossa parte della cittadinanza che è seriamente preoccupata per il futuro dei suoi figli, della sua terra e del proprio futuro dopo aver capito che insediamenti di tal tipo non andrebbero mai fatti in prossimità di zone così densamente popolate.

Considerato infatti l'atteggiamento complessivo manifestato nel corso di tutte le vicende connesse alla questione del Centro Oli in Agro di Ortona dal Sindaco di Ortona con il sostegno di tutta la maggioranza, si è venuto ad incrinare fortemente il rapporto di fiducia ed affidamento che una parte dei suoi concittadini ripone nella carica istituzionale da lui ricoperta.

Dopo un lunghissimo periodo in cui si è sottaciuta una questione così importante della quale l'opinione pubblica doveva essere portata a conoscenza, dato l'impatto sanitario, ambientale, paesaggistico ed occupazionale che reca un insediamento di tale portata sui territori interessati conoscenza che non ancora piena ed approfondita è stata raggiunta con molta fatica per l'interessamento di alcuni cittadini più attenti alla problematica si è avuto il coraggio di dire che il Sindaco poteva non sapere!
Già queste dichiarazioni sarebbero sufficienti a giustificare una richiesta di dimissioni!
Il primo cittadino in quanto tale non può permettersi il lusso di non sapere perchè il suo ruolo istituzionale lo impegna a conoscere tutto ciò che riguarda la comunità che è stato chiamato a rappresentare, poiché per ruolo istituzionale è chiamato a tutelare gli interessi dei suoi cittadini con trasparenza, imparzialità e competenza: per questo viene eletto alla guida di un Comune!
Tuttavia essendo diversi gli elementi per dichiarare la sfiducia all'attuale Sindaco e dei suoi uomini sono gli ultimi eventi che giustificano fortemente una tale richiesta.
Il primo consiste nel fatto che essendosi tutti dichiarati disposti, favorevoli e ben contenti di ospitare un insediamento come il Centro Oli e convertire il Porto di Ortona a porto petrolifero hanno di fatto candidato il territorio della popolazione ortonese a luogo ideale per lo svolgimento di attività insalubri: non è certamente un caso che infatti sempre lo stesso territorio del Comune di Ortona sia stato individuato per ospitare una discarica di rifiuti speciali.
E' singolare leggere sui giornali che il Sindaco Fratino è contrario alla discarica per la sua potenziale pericolosità mentre si dice così tranquillo per un insediamento come un Centro di primo trattamento del petrolio grezzo, forse è lecito pensare che per quest'ultimo vi è un conflitto di interessi che per la discarica non c'è?

Parte dei cittadini vorrebbe quindi conoscere con chiarezza i motivi che spingono l'attuale Sindaco di Ortona a difendere da solo con i suoi uomini del Consiglio Comunale l'insediamento del Centro Oli in agro di Ortona, in una zona a destinazione agricola e con un discreto numero di residenti i quali si troverebbero ad abitare nelle immediate adiacenze di questo, qualora malauguratamente venga realizzato in totale dispregio:
della salute dei cittadini di cui dovrebbe essere il primo tutore;
delle più elementari norme di sicurezza;
delle norme sulla trasparenza, partecipazione e condivisione della cittadinanza a scelte così importanti per il futuro di tutta la comunità del luogo;
delle norme teologiche e morali di cui è portatrice la comunità cattolica ben richiamate dalle LL.
Eccellenze, Vescovi delle diocesi di Chieti, Lanciano ed Ortona.

Tutto ciò perchè in una comunità di cittadini matura e consapevole, le scelte che cambiano la vocazione di un territorio e quindi il destino dei suoi abitanti non può assolutamente prescindere da valutazioni approfondite e condivise senza spazio alcuno per opinioni aprioristiche e superficiali.

Altro motivo è quello della mancanza di autorevolezza e credibilità che la giunta ed il primo cittadino hanno mostrato nel gestire la situazione occupazionale del territorio lasciando che l'esito dell'insediamento del Centro Oli condizionasse tutte le altre scelte ignorando quasi del tutto gli altri settori.

Come mai non è stata assunta iniziativa di un qualche rilievo sull'argomento provvedendo ad interloquire con tutti i settori produttivi, agricolo, manifatturiero, industriale e del terziario come se esistesse solamente l'indotto legato al petrolio che pure ha lavorato e lavora indipendentemente dall'apertura di un centro Oli ad Ortona poiché l'indotto produce per tutto il mondo; basti considerare la Walter Tosto Serbatoi che ha commesse ovunque.

Lo smantellamento dell'ENI ha origini più lontane e pensiamo che l'insediamento così caldeggiato dai nostri politici non sia mai stato sufficiente per dare tutta l'aspettativa occupazionale da troppo tempo attesa dalla popolazione.

Si è ancora una volta dimostrato che quando la politica è debole, i risultati in termini economici e di benessere generale dei cittadini sono scarsi e ciò non deve stupire oltremodo.

I danni che si è tentato succintamente di esporre sono stati ormai prodotti irreversibilmente dalla gestione dell'attuale giunta e la scarsa sensibilità dimostrata dai politici ed amministratori locali del solo comprensorio Ortonese ai problemi connessi alla salute dei cittadini, al territorio, al paesaggio all'ambiente in genere ed al benessere dei cittadini ha prodotto la sfiducia dei residenti nei loro confronti.

Ultima conferma di quanto sopra detto consiste nel totale isolamento delle posizioni della giunta Fratino che tramite le ultime esternazioni di un portavoce della giunta richiede uno studio dall'Istituto Superiore di Sanità nonostante basterebbe un solo e minimo dubbio per la salute dei cittadini a dover far desistere dalla realizzazione di un tale insediamento soprattutto in un momento in cui tutti dichiarano la loro contrarietà al Centro Oli.
Chi ritiene che in ultima analisi vada sempre collocato al primo posto il cittadino da chi gestisce i suoi interessi primari e che debbano essere per lo meno ascoltate le sue istanze; chi ritiene di dover riacquistare quella serenità che si è persa per la paura di veder realizzato un Centro Oli alle porte della città partecipi con noi a questa sottoscrizione.

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Savannah ThorntonBy:
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Prefettura di Chieti

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