NO A D'ALEMA AL QUIRINALE! NO AD UN ALTRO SCALFARO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA! sign now

Massimo D'Alema non puт considerarsi o essere considerato una persona SUPER-PARTES per questo noi firmatari chiediamo che non venga eletto Presidente della Repubblica essendo questo ruolo di Garanzia sopra le parti e che rappresenta l'ITALIA INTERA e non una parte sola da cui il sig. D'Alema proviene. Chiediamo inoltre che l'opposizione faccia il suo ruolo e non arrivi ad accordi che puzzano di "inciucio".
PER QUESTO NOI DICIAMO NO A D'ALEMA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA!
NO AD UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI PARTE! SCALFARO DOCET!

QUESTA LA SUA BIOGRAFIA SU WIKIPEDIA:

Massimo D'Alema (Roma, 20 aprile 1949) и un uomo politico italiano.
Indice
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* 1 Biografia
* 2 Controversie riguardanti Massimo D'Alema
o 2.1 Dichiarazioni polemiche
o 2.2 Dichiarazioni su Tangentopoli
o 2.3 Coinvolgimento in "Affittopoli"
* 3 Procedimenti giudiziari a carico di Massimo D'Alema
* 4 Riferimenti
* 5 Bibliografia
* 6 Collegamenti esterni

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Biografia

Figlio di Giuseppe D'Alema (deputato del Partito Comunista Italiano) и sposato con Linda Giuva ed ha due figli, Giulia e Francesco. Ha lavorato come giornalista nelle testate Cittа futura, Rinascita e L'Unitа di cui, tra il 1988 e il 1990, и stato direttore.

La sua militanza politica и iniziata nel 1963, a soli 14 anni, quando si iscrisse alla Federazione Giovanile Comunisti Italiani (FGCI). Dopo aver conseguito la maturitа classica studiт filosofia all'Universitа di Pisa, senza perт completare gli studi.

Nel 1968 si iscrisse poi al Partito Comunista Italiano (PCI) e, tra il 1975 e il 1980, fu Segretario nazionale della FGCI. Nel 1979, durante il XV congresso entrт nel Comitato centrale del PCI e nel congresso successivo, nel 1983, diviene segretario regionale del PCI per la Puglia. Fu eletto deputato per la prima volta nel 1987, nella circoscrizione Lecce-Brindisi-Taranto.

Massimo D'Alema fu uno dei giovani dirigenti del Partito Comunista favorevoli alla cosidetta Svolta della Bolognina di Achille Occhetto dell''89 che portт, nel 1990, alla nascita del Partito Democratico della Sinistra (PDS) del quale D'Alema divenne da subito Coordinatore politico.

Nel 1992 fu capolista per il PDS e, una volta rieletto, divenne Presidente del gruppo dei deputati del partito. Nel 1994 si candidт nel collegio n11 della Puglia e il primo luglio '94 venne eletto Segretario nazionale del PDS succedendo ad Achille Occhetto, ritenuto il responsabile della sconfitta dello schieramento dei Progressisti alle elezioni politiche. Il 21 aprile 1996, a seguito di una nuova tornata elettorale che vide prevalere la coalizione de L'Ulivo sul centro-destra, riconfermт il proprio seggio.

Il 5 febbraio 1997 D'Alema viene eletto Presidente della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali. Dal 21 ottobre 1998 all'aprile del 2000 ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri in due successivi mandati dando vita al Governo D'Alema I ed al Governo D'Alema II.

Nel dicembre 2000 и stato eletto Presidente dei Democratici di sinistra (DS). Nell'ottobre 2003, a San Paolo in Brasile, durante il XXII Congresso, viene eletto Vice Presidente dell'Internazionale Socialista. Nel giugno 2004 и stato eletto al Parlamento Europeo per la lista Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione sud, ricevendo 832 mila voti. И iscritto al gruppo parlamentare del Partito Socialista Europeo.

И membro della Conferenza dei presidenti di delegazione; della Commissione per il commercio internazionale; della Commissione per la pesca; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione Permanente per le relazioni con il Mercosur; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia).

Attualmente и Presidente della Fondazione di cultura politica Italianieuropei.

Nel dicembre 2005, D'Alema и stato accusato da Silvio Berlusconi di un presunto, ma mai confermato, appoggio fornito a Giovanni Consorte nella vicenda Unipol-Bnl. Consorte, che successivamente ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente della compagnia di assicurazioni Unipol, и indagato per associazione a delinquere dalla procura di Milano.

Dopo la vittoria della coalizione di centrosinistra alle elezioni politiche del 2006, Massimo D'Alema, и stato, con Fausto Bertinotti, uno dei possibili candidati alla Presidenza della Camera dei Deputati. Il 21 aprile 2006 lo stesso D'Alema ha perт ritirato la propria candidatura per evitare possibili divisioni ne L'Unione tra i suoi sostenitori e quelli del segretario di Rifondazione Comunista.

Appassionato di vela, acquistт una prima barca a vela a prezzo di favore (la "Ikarus") dalla cui successiva vendita, integrata dalla vendita di una casa nel frattempo ereditata dal padre e con un leasing ottenuto dalla Banca Popolare Italiana, acquistт successivamente una nuova barca a vela (la "Ikarus II").

Il 3 Maggio 2006, dopo la rinuncia di Carlo Azeglio Ciampi ad un nuovo mandato, и da tutti ritenuto, soprattutto all'interno del centrosinistra, uno dei candidati naturali alla Presidenza della Repubblica.
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Controversie riguardanti Massimo D'Alema
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Dichiarazioni polemiche

Paragrafo non neutrale La neutralitа ed oggettivitа del paragrafo seguente sono oggetto di discussione e la voce stessa и categorizzata come non neutrale.

Il giornalista de L'espresso Giampaolo Pansa riportт questa frase pronunciata nell'ottobre 1998 da Massimo D'Alema riguardo a Romano Prodi e Walter Veltroni, all'epoca dei governi dell'Ulivo:

"Quei due? sono due flaccidi imbroglioni"

D'Alema inviт una smentita, il giornalista Claudio Rinaldi, presente anch'egli all'esternazione, confermт e D'Alema non smentм tale conferma.

Il giornalista Luca Telese riporta poi un'altra frase poco nota di Massimo D'Alema, questa volta contro Giampaolo Pansa e Romano Prodi, testimone ancora una volta Claudio Rinaldi dell'Espresso:

"Pansa и un ottimo giornalista, ma ha un solo difetto. Non capisce un cazzo di politica; ce ne и uno solo che ne capisce meno di lui: Romano Prodi"[1]

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Dichiarazioni su Tangentopoli

Paragrafo non neutrale La neutralitа ed oggettivitа del paragrafo seguente sono oggetto di discussione e la voce stessa и categorizzata come non neutrale.

Nei primi mesi del 1993, quando l'inchiesta di Mani Pulite iniziava ad occuparsi delle tangenti rosse al PCI-PDS, D'Alema definiva spregiativamente il pool il soviet di Milano.[2]

Il 5 Marzo 1993, il governo di Giuliano Amato approvт il decreto Conso, con cui la classe politica, colpita dall'inchiesta Mani Pulite, poneva un ostacolo in grado di paralizzare le indagini su Tangentopoli. Il decreto depenalizzava il reato di finanziamento illecito ai partiti, disincentivava i colpevoli a collaborare con la giustizia, e permetteva ad imprenditori e politici di evitare il carcere. Il 10 Marzo Giuliano Amato svelт in Parlamento la presunta ambigua condotta del Partito Democratico della Sinistra, che in pubblico criticava il decreto Conso (l'opinione pubblica allora era fortemente dalla parte dei magistrati), mentre in privato - a suo dire - lo sosteneva.

Massimo D'Alema, all'epoca dei fatti coordinatore politico del PDS, di fronte a tale dichiarazione inveм contro Amato:

"Amato и un bugiardo e un poveraccio. И uno che deve fare di tutto per restare lн dov'и, sulla poltrona".[2]

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Coinvolgimento in "Affittopoli"

Paragrafo non neutrale La neutralitа ed oggettivitа del paragrafo seguente sono oggetto di discussione e la voce stessa и categorizzata come non neutrale.

Massimo D'alema rimase coinvolto in Affittopoli: dopo una pesante campagna mediatica dovette traslocare e lasciare il suo appartamento, in una zona centrale di Roma, che un ente pubblico gli affittava ad un canone irrisorio e fuori mercato.
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Procedimenti giudiziari a carico di Massimo D'Alema

Nel 1985 Massimo D'Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa[3]. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D'Alema era allepoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D'Alema и stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento и stato archiviato dal gip Concetta Russi. L'episodio и stato ammesso dallo stesso D'Alema[4] quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.
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Riferimenti

1. ↑ Articolo sul sito di Luca Telese [1]
2. ↑ 2,0 2,1 Barbaceto, Gomez, Travaglio: "Mani Pulite, la vera storia", 2002, Editori Riuniti-Rizzoli, ISBN 8835952417. pp. 95-96
3. ↑ MicroMega - la primavera, n.4, 23 marzo 2006, p.55
4. ↑ Articolo su la Padania Online [2]

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