"LETTERA DELLA COMUNITA' ITALOVENEZUELANA AL PRESIDENTE CIAMPI / CARTA DE LA COMUNIDAD ITALO-VENEZOLANA AL PRESIDENTE CIAMPI" sign now

Nota previa:

In italiano
Confermata la prossima visita del teniente colonello Hugo Chavez in Italia, chiediamo ai citadini di appoggiare questa lettera che si farа pervenire al Presidente della Repubblica Italiana S.E. Prof. Carlo AzeglioCiampi, dove si fa notare la situazione trascorsa in questi ultimi sei anni in Venezuela e le consequenze sofferte tanto per i connazionali come dal popolo venezuelano. Visto la repressione continua del regime patita da molti cittadini per avere sollecitato per mezzo delle rubriche, il referendo revocatorio presidenziale, riteniamo indispensabile la confidenzialitа di coloro che firmeranno appoggiando questa lettera. Nella lettera al Presidente italiano solo compariranno il nome ed il cognome della persona. Gli altri campi collocati sono opzionali.

En espaсol
Habiendo sido confirmada la visita del teniente coronel Hugo Chaveza Italia, pedimos a los ciudadanos apoyar esta carta que se harб llegar al Presidente de la Repъblica de Italia Exc. Prof. Carlo AzeglioCiampi, donde se recapitula la situaciуn transcurrida de los ъltimos seis aсos en Venezuela y las consecuencias sufridas tanto por la comunidad italo-venezolana como por el pueblo venezolano. En vista de la represiуn continua del rйgimen sufrida por muchos ciudadanos por haber apoyado con firmas la solicitud del referendo revocatorio presidencial, encontramos indispensable mantener la confidencialidad de aquellas personas que decidan apoyar esta carta. En la carta que se entregarб al Presidente italiano, solo aparecerб el nombre y apellido de la persona. Los demбs campos colocados son opcionales.

Red Venezuela-Italia
La carta se presenta en ambos idiomas.


S.E. Prof. Carlo Azeglio Ciampi
Presidente della Repubblica Italiana

Signor Presidente,
Siamo cittadini italiani residenti in Venezuela, interpreti del sentimento di tutta la grande famiglia italo venezuelana, dei figli e discendenti di italiani di cittadinanza venezuelana e dei cittadini venezuelani residenti in Italia. In vista dellannunciata visita ufficiale in Italia del Presidente del Venezuela, tenente colonnello Hugo Chavez Frias, ci permettiamo elevare allattenzione di V. E. i principali fatti che hanno caratterizzato, dal 98 ad oggi, il suo governo e che stanno minando le basi della democrazia venezuelana e continentale, in pro di un inquietante disegno autoritario, extra-costituzionale, voluto dallo stesso comandante Chavez.

A livello internazionale и ben nota la situazione di spaccatura ideologica e sociale indotta nei diversi settori della societа dallazione del comandante Chavez, volta allattuazione sistematica e progressiva di tale disegno, fin da quando egli assunse la presidenza, nel 1999. Dallinizio, infatti, i suoi atti hanno portato a continui e sempre piщ gravi scontri tra i diversi settori della popolazione, nei quali sono rimasti implicati anche cittadini di nazionalitа europea e italiana. Riteniamo sia noto al Governo Italiano, in particolare, il caso denunciato alla nostra Ambasciata a Caracas - di Cosimo di Biella, emigrato da ragazzo in Venezuela dove aveva formato la sua famiglia. Il primo marzo dello scorso anno, giornata di forti proteste e di gravissimi scontri, di Biella veniva ucciso in circostanze mai chiarite mentre ritornava a casa a bordo della sua auto, senza che ancor oggi le autoritа si siano pronunciate sulle responsabilitа del caso, mentre permangono indiziati uomini della polizia e della guardia nacional.

Tutte le manifestazioni di protesta civica contro tale, incipiente autoritarismo sono rimaste inascoltate e poi puntualmente criminalizzate e punite dal regime del comandante Chavez che, lungi dal considerarne le ragioni aprendosi al dialogo e al confronto, ha scelto la via dellimposizione autocratica della sua volontа, forte dei poteri ormai nelle sue mani, a cominciare dalla maggioranza assembleare e dalle forze armate, che lungi dallo svolgere il loro ruolo istituzionale rispondendone alla cittadinanza, sembrano ora succubi dellesecutivo.
Cosм accadde con la manifestazione di protesta dell11 aprile 2002, quando piщ di un milione di persone che marciavano inermi verso il palazzo presidenziale, divennero bersaglio di cecchini filogovernativi (identificati, processati, poi assolti per legittima difesa), con un saldo di una ventina di morti e centinaia di feriti. Protesta alla quale il comandante Chavez reagм ordinando ai suoi generali lattivazione del cosiddetto Plan Avila; un piano che prevede, lintervento dellesercito per fermare con le armi i manifestanti. Ordine che i generali rifiutarono.

Allo stesso modo si concluse lo sciopero generale del dicembre 2002-febbraio 2003, per il quale vennero licenziati 20.000 lavoratori petroliferi, eliminati per rappresaglia piщ di 100.000 posti di lavoro dellindotto del settore e incriminati i maggiori promotori di tale sciopero; in particolare, il Segretario Generale della CTV (Confederazione dei Lavoratori del Venezuela), Carlos Ortega, il quale, per essere stato minacciato di morte, dovette esiliarsi in Costa Rica. Lo stesso Ortega, tornato poi clandestinamente in Venezuela, и stato recentemente arrestato e imprigionato.
Alla fine del 2002, la crisi istituzionale del Venezuela si impose finalmente allattenzione della comunitа internazionale, in particolare della OEA, che dopo avere promosso un tavolo negoziale tra governo e opposizione, anche con la mediazione del Centro Carter, portт le parti in conflitto, nel maggio del 2003, a convenire su una soluzione elettorale, peraltro prevista dallarticolo 72 della Costituzione Bolivariana: il Referendum Revocatorio del mandato presidenziale, da celebrare entro lagosto del 2004.

Infiniti sono stati gli ostacoli frapposti dal Governo e dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) a maggioranza filogovernativa, con il fine apertamente dichiarato di boicottare la celebrazione del referendum, a cominciare dal vessatorio regolamento per la raccolta delle firme, che ha obbligato piщ di un milione di cittadini a esprimere nuovamente in un indignante atto di riparazione la propria volontа di firma. Nonostante ciт, lopposizione democratica ha potuto chiederne formalmente lindizione, avendo potuto raccogliere piщ di tre milioni e mezzo di firme di cittadini richiedenti (il 30\% degli elettori).

Ma per aver fatto uso di quel diritto costituzionale, i firmatari richiedenti sono risultati e risultano tuttora essere vittime di un trattamento discriminatorio e punitivo a causa dellincostituzionale ed iniquo uso della lista dei loro nomi, ormai a tutti nota data la sua illegittima pubblicazione sulla pagina web di un deputato chavista, con la complicitа del CNE. Tale iniqua discriminazione continua a ripetersi a tuttoggi, impedendo a chi ha firmato di ottenere lavoro nellamministrazione pubblica o di partecipare agli appalti pubblici, o di ottenere la pensione o incontrando ogni sorta di difficoltа per ottenere documenti quali il passaporto, la carta didentitа, e finanche gli aiuti agli sfollati o rifugiati vittime delle ultime inondazioni.

Si calcola che tra lindizione del referendum e la sua celebrazione, il 15 agosto del 2004, il Ministero dellInterno abbia proceduto alla sommaria identificazione o nazionalizzazione ed iscrizione nel Registro Elettorale di oltre due milioni di cittadini privi di identitа e di immigrati clandestini, per lo piщ colombiani, molti dei quali ricercati dallautoritа giudiziaria di quel paese; come il cosiddetto ministro degli esteri delle FARC, Rodrigo Granda, che ha votato nel referendum mentre su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale sconosciuto allintelligence venezuelana.

Lopposizione aveva ripetutamente denunciato come le manipolazioni governative del Registro Elettorale lo stessero facendo diventare totalmente inaffidabile - rendendo cosм inaffidabile tutto il processo referendario - ma se ne ebbe la indiscutibile conferma confrontando gli sconcertanti risultati esibiti dal CNE con le opposte stime e gli exit pool effettuati da osservatori indipendenti e dallopposizione. Sta di fatto che, dopo tali risultati, che senza la benchй minima trasparenza e riscontro hanno confermato al potere il tenente colonnello, il signor Chavez ha impresso una ulteriore svolta al regime in senso maggiormente autoritario, che in aperta violazione della Costituzione da lui stesso promossa sta accelerando il suo consolidamento al potere, a costo della demolizione del sistema democratico.

Lo schieramento filo-governativo dellAssemblea Nazionale, in aperta violazione della Costituzione, ha imposto lapprovazione a maggioranza semplice della Legge Organica del Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ), che prevede tra laltro un considerevole aumento del numero di magistrati che lo compongono e di poter, lAssemblea stessa, nominarli con detta maggioranza. In tal modo, dun sol colpo, Chavez ha assoggettato al volere del suo esecutivo, fatto per lo piщ da militari che lo accompagnarono nel fallito golpe del 92 e da ex guerriglieri filocastriti, sia il potere legislativo che quello giudiziario; ora non piщ espressioni autonome e indipendenti del pluralismo politico, ma mero strumento di imposizione della volontа presidenziale. Il nuovo Presidente del TSJ, ha, in effetti, dichiarato pubblicamente di essere rivoluzionario e bolivariano, in altri termini, succube dellesecutivo, con buona pace del principio di indipendenza della magistratura.

Con lapprovazione della nuova legge sulla responsabilitа dei mezzi radiotelevisivi che introduce di fatto il reato di opinione, viene inoltre lesa la libertа di espressione sancita dalla Costituzione, consentendo lintimidazione e la persecuzione giudiziaria dei giornalisti piщ attivi sul piano politico e provocando lautocensura dei media. Infine, con la recente modifica del Codice Penale, sono state confermate nuove fattispecie di reati penali collegati alla libertа di pensiero, di riunione e partecipazione politica, ora fortemente limitate e fiscalizzate, onde poter penalizzare qualsiasi manifestazione di dissenso.

In materia di Diritti Umani, nel Rapporto 2004 di Amnesty International il Venezuela и citato per lostilitа del governo nei confronti dei media e dei giornalisti, oltre che per limpunitа di cui ancora godono i responsabili della strage dell11aprile 2002, per luso eccessivo della forza, recentemente contestatole anche dal Parlamento Europeo, da parte dei corpi di polizia nel contesto politico e per il ruolo di giustizieri assunto arbitrariamente dalle polizie regionali nei confronti di presunti delinquenti e per le ripetute denuncie di tortura. Attualmente, 248 cittadini sono sotto processo per delitti di carattere politico e si prevede che a breve la lista dei processati per le stesse ragioni raggiunga gli 800, rei nella maggior parte di avere promosso le grandi manifestazioni dellopposizione, come quella dell11 aprile 2002, o di avere mostrato apertamente il loro dissenso.

Per quanto riguarda la gestione economica del governo Chavez, il debito pubblico и aumentato dai 2,3 miliardi di Bs. del 1998 ai 23,3 miliardi del 2003 (474\% in US$), nonostante negli ultimi sei anni il governo di Chavez abbia ricevuto introiti petroliferi per 120.000 milioni di US$, i piщ elevati in assoluto. Inoltre, la politica economica statalista promossa dal Colonnello Chбvez ha causato la scomparsa di quasi il sessanta per cento delle piccole e medie imprese private esistenti in Venezuela, molte delle quali fondate e gestite da cittadini italiani, con un aumento vistoso della disoccupazione e degli addetti delleconomia sommersa; solo parzialmente e temporaneamente rioccupati nei costosi programmi statali di emergenza (le cosidette misiones), con un saldo in termini di disoccupazione assoluta di circa il 19\%, con un aumento dellimpiego precario dipendente dello stato di circa il 100\%, con lascesa al 73\% dellindice di povertа e con un incremento dellindice di povertа critica, ovvero della popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno, dell8\% (Fonte: Istituto Nazionale di Statistica INE).

Il signor Chavez, insomma, lungi dal creare ricchezza e promuoverne lequa distribuzione, sta utilizzando a fondo perduto le risorse dellerario per legare a se, sussidiandoli precariamente, gli strati marginali della popolazione; ottenendo con ciт un effimero consenso, ma portando il paese verso la bancarotta, come fa presagire lultima svalutazione, unico caso di svalutazione nel continente, inclusa Cuba. Anche il fondamentale diritto alla proprietа privata и ormai in forse, nonostante le rassicuranti norme del dettato costituzionale. Vengono infatti tollerate e finanche promosse invasioni di proprietа in nome di un demagogico fine egualitario che non risolve, anzi appesantisce, i gravissimi problemi di disuguaglianza sociale esistenti in Venezuela.

Infine, i confusi incidenti nei quali il Governo и risultato coinvolto per aver agito a dir poco benevolmente nei confronti di terroristi ricercati internazionalmente vincolati alla narcoguerriglia, come nel citato caso Granda, lambiguitа ufficiale di fronte al clamore della comunitа internazionale che si attendeva una ben piщ chiara presa di posizione in questa materia, i costanti attacchi verbali contro il presidente Bush e il suo Governo, nonchй contro la vicina Colombia, la corsa allarmamento e
lorganizzazione paramilitare di un milione e mezzo di miliziani sono fatti che gettano una seria ombra sulla natura democratica e sulle mire continentali del governo del signor Chavez.

In tale contesto, la popolazione minacciata e senza tutele non osa piщ manifestare il proprio dissenso e questo si percepisce in modo preoccupante anche nella comunitа italo-venezuelana.
Ci congediamo sicuri che nelle future relazioni tra Italia e Venezuela Vostra Eccellenza, la cui passione democratica e limmenso rispetto per la liberta ed i diritti altrui sono a noi tutti ben noti, richiamerа sempre come presupposto di ogni possibile accordo tra i due paesi i principi fondanti di rispetto democratico, di difesa dei diritti umani e di promozione dello stato di diritto, anche quando si affrontino le pur importanti relazioni bilaterali di tipo economico commerciale.

Rispettosamente

I Sottoscritti



S.E. Prof. Carlo Azeglio Ciampi
Presidente de la Repъblica de Italia

Seсor Presidente:
Somos ciudadanos italianos residentes en Venezuela, intйrpretes del sentimiento de toda la gran familia italo-venezolana, de los hijos y descendientes de italianos de ciudadanнa venezolana y de los ciudadanos venezolanos residentes en Italia. En vista de la anunciada visita oficial a Italia del Presidente de Venezuela, teniente coronel Hugo Chбvez Frнas, nos permitimos elevar a la atenciуn de Su Excelencia los principales acontecimientos que han caracterizado, desde 1998 hasta hoy, su gobierno y que estбn erosionando las bases de la democracia venezolana y continental, en pro de un inquietante diseсo autoritario, extra-constitucional, que pretende imponer el mismo comandante Chбvez.

A nivel internacional es ampliamente conocida la situaciуn de polarizaciуn ideolуgica y social provocada en los diferentes sectores de la sociedad por la acciуn del comandante Chбvez, dirigida a la actuaciуn sistemбtica y progresiva de tal diseсo, desde que asumiу la presidencia, en 1999. Desde el principio, en efecto, sus actuaciones han provocado continuos enfrentamientos de gravedad cada vez mayor entre los diferentes sectores de la poblaciуn, en los cuales se han visto involucrados tambiйn ciudadanos de nacionalidad europea e italiana. El gobierno italiano estб en conocimiento del caso denunciado a nuestra Embajada en Caracas de Cosimo di Biella, emigrante desde muy joven a Venezuela, donde habнa formado una familia. El primero de marzo del aсo pasado, un dнa de fuertes protestas callejeras y de gravнsimos enfrentamientos, di Biella fue asesinado en circunstancias que no han sido nunca aclaradas, mientras regresaba en automуvil a su casa, sin que hasta ahora las autoridades se hayan pronunciado sobre las responsabilidades del caso, mientras permanecen como indiciados algunos policнas y miembros de la Guardia Nacional.

Todas las manifestaciones de protesta cнvica contra este incipiente autoritarismo no han recibido respuesta alguna, sino que mбs bien han sido puntualmente criminalizadas y castigadas con dureza y obstinaciуn por el rйgimen del comandante Chбvez, quien, lejos de tomar en cuenta sus motivaciones y abrirse al diбlogo y a la discusiуn, ha escogido la vнa de la imposiciуn autocrбtica de su voluntad, fortalecido por los poderes que ya estбn todos en sus manos, comenzando por la mayorнa de la Asamblea Nacional -que en lugar de responder al electorado, actъa segъn las уrdenes del Ejecutivo- hasta las Fuerzas Armadas.

Asн sucediу con la manifestaciуn de protesta del 11 de abril del 2002, cuando mбs de un millуn de personas que marchaban pacнficamente por las calles hacia el palacio presidencial, se convirtieron en blanco de francotiradores seguidores del gobierno (algunos de los cuales fueron identificados, enjuiciados y luego absueltos por legнtima defensa, otros fueron capturados y sueltos un dнa despues de los hechos), con un saldo de veinte muertos y centenares de heridos. Ante esta protesta, el comandante Chбvez reaccionу ordenando a sus generales la activaciуn del llamado Plan Avila, un plan que prevй, la intervenciуn del ejйrcito para contener con las armas a los manifestantes. Los generales se negaron a seguir esta orden.

Del mismo modo concluyу el paro de diciembre 2002-febrero 2003, con el despido de 20.000 trabajadores petroleros, la eliminaciуn por retaliaciуn de mбs de 100.000 puestos de trabajadores de compaснas contratistas del sector petrolero, y la imputaciуn de los mayores promotores del paro; en particular, el Secretario General de la CTV (Confederaciуn de Trabajadores de Venezuela), Carlos Ortega, quien, por amenazas de muerte, tuvo que exilarse en Costa Rica. Luego de ingresar clandestinamente a Venezuela, Ortega fue arrestado y encarcelado.

A fines del aсo 2002, la crisis institucional de Venezuela se impuso finalmente a la atenciуn de la comunidad internacional, en particular de la OEA, que despuйs de haber promovido una mesa de negociaciones entre el gobierno y la oposiciуn, tambiйn con la mediaciуn del Centro Carter, llevу a las partes en conflicto, en mayo de 2003, a convenir en una soluciуn electoral, prevista en el artнculo 72 de la Constituciуn Bolivariana: el Referйndum Revocatorio del mandato presidencial, que pudo celebrarse finalmente despues de aсo y medio, a mediado de agosto de 2004.

Infinitos fueron los obstбculos interpuestos por el gobierno y el Consejo Nacional Electoral (CNE) con mayorнa oficialista, con el fin abiertamente declarado de boicotear la celebraciуn del referйndum, comenzando por el vejatorio reglamento para la recolecciуn de las firmas, que obligу a mбs de un millуn de ciudadanos a expresar nuevamente, en un indignante acto de reparaciуn, la propia voluntad de firmar.

Pero, por haber hecho uso de ese derecho constitucional, los firmantes de la peticiуn de referйndum resultaron y todavнa resultan vнctimas de un trato discriminatorio y punitivo a causa del uso inconstitucional e inicuo de una lista con sus nombres, que se hizo del conocimiento pъblico luego de su publicaciуn ilegнtima en la pбgina web de un diputado chavista, con la complicidad del CNE. Esta discriminaciуn contra los firmantes se ha manifestado en la negaciуn de trabajo en la administraciуn pъblica o en la imposibilidad de participar en licitaciones pъblicas, obtener la pensiуn o enfrentando todo tipo de obstбculos para obtener documentos como el pasaporte, la cйdula de identidad e incluso en la distribuciуn de las ayudas a los damnificados de las ъltimas inundaciones.

Se calcula que entre la convocaciуn del referйndum y su celebraciуn, el 15 de agosto de 2004, el Ministerio del Interior procediу a la identificaciуn o nacionalizaciуn e inscripciуn sumaria en el registro electoral de mбs de dos millones de personas sin identificaciуn y de emigrantes clandestinos, sobre todo colombianos, muchos de los cuales solicitados por las autoridades judiciales de ese paнs, como el llamado ministro del exterior de las FARC, Rodrigo Granda, quien votу en el referйndum mientras pendнa sobre йl un mandato de captura internacional desconocido a las cuerpos de inteligencia venezolanos.

La oposiciуn habнa denunciado reiteradamente que las manipulaciones oficialistas del registro electoral lo estaban viciando totalmente, reduciendo la confiabilidad de todo el proceso referendario, pero la confirmaciуn indiscutible de ello se tuvo comparando los desconcertantes resultados anunciados por el CNE con los de los exit pools efectuados por observadores independientes y la oposiciуn. De hecho, tras esos resultados, que sin la mнnima transparencia y verificaciуn, reconfirmaron en el poder al teniente coronel, el seсor Chбvez ha dado un ulterior viraje al rйgimen en sentido aъn mбs autoritario, que estб acelerando su consolidaciуn en el poder, a costa de la demoliciуn del sistema democrбtico y en clara violaciуn de la Constituciуn promovida por йl mismo.

La mayorнa oficialista de la Asamblea Nacional, violando la Constituciуn, impuso con mayorнa simple la aprobaciуn de la Ley Orgбnica del Tribunal Supremo de Justicia (TSJ), que prevй, entre otras cosas, un considerable aumento del nъmero de magistrados que lo conforman y que la misma Asamblea pueda designarlos con mayorнa simple. De esta manera, de un solo golpe, Chбvez ha sometido a la voluntad del ejecutivo - constituido en su mayorнa por los militares que lo acompaсaron en su fallido golpe del 92 y por ex guerrilleros filocastristas - sea tanto el poder legislativo como el judicial, que ya no son mбs expresiones autуnomas e independientes del pluralismo polнtico, sino meros instrumentos de imposiciуn de la voluntad presidencial. El nuevo Presidente del TSJ, en efecto, declarу pъblicamente ser revolucionario y bolivariano; es decir, sujeto a la voluntad del ejecutivo, poniйndole asн la cruz al principio de independencia de la magistratura.

Con la aprobaciуn de la nueva ley sobre la responsabilidad de los medios radiotelevisivos, que introduce de hecho el reato de opiniуn, se violenta tambiйn la libertad de expresiуn sancionada por la Constituciуn, al permitir la intimidaciуn y la persecuciуn judicial de los periodistas mбs activos en los temas polнticos y provocar la autocensura de los medios. En fin, con la reciente reforma del Cуdigo Penal se introdujeron nuevos tipos de reatos penales relacionados con la libertad de pensamiento, de reuniуn y participaciуn polнtica, ahora fuertemente limitadas y fiscalizadas, a fin de poder penalizar cualquier manifestaciуn de disenso.

En materia de Derechos Humanos, en el informe de Amnesty International del aсo 2004 se cita a Venezuela por el hostigamiento del gobierno contra los medios de comunicaciуn y los periodistas, ademбs que por la impunidad de la cual gozan todavнa los responsables de la matanza del 11 de abril de 2002, por el uso excesivo de la fuerza por parte de los cuerpos policiales y por el papel de justicieros que han asumido arbitrariamente algunas policнas regionales contra presuntos delincuentes y por las reiteradas denuncias de tortura. Hace pocos dнas, el Parlamento Europeo hizo un llamado al gobierno de Venezuela para que "tome medidas efectivas contra las torturas y matanzas perpetradas por las fuerzas policiales", asн como para "garantizar la libertad de expresiуn y el libre acceso a la informaciуn. Actualmente 248 ciudadanos estбn bajo juicio por delitos de carбcter polнtico y se prevй a dentro de poco la lista de procesados por las mismas razones llegue a 800, acusados en su mayorнa de haber promovido manifestaciones de la oposiciуn, como la del 11 de abril de 2002, o por haber demostrado abiertamente su disenso.

En cuanto al desempeсo econуmico del gobierno de Chбvez, la deuda publica aumentу de 2.3 millardos de bolнvares en 1998 a 23.3 millardos en 2003 (474\% en US$), no obstante que en los ъltimos aсos Chбvez haya recibido ingresos petroleros por 120.000 millones de US$, los mбs elevados en absoluto. Ademбs, la polнtica econуmica de corte estalinista promovida por el coronel Chбvez ha provocado la desapariciуn de casi el sesenta por ciento de pequeсas y medianas empresas privadas existentes en Venezuela, muchas de las cuales creadas y manejadas por ciudadanos italianos, con un aumento considerable del desempleo y de los empleados en la economнa informal, solo parcial y temporalmente incorporados en los costosos programas de emergencia (las llamadas misiones), con un saldo en tйrminos de desocupaciуn total de aproximadamente 19\%, el aumento de los empleos precarios dependientes del Estado de casi 100\%, la subida del нndice de pobreza a 73\% y un incremento de 8\% de la pobreza critica, es decir, de la poblaciуn que vive con menos de un dуlar al dнa (Fuente: Instituto Nacional de Estadнsticas-INE).

El seсor Chбvez, en definitiva, lejos de haber creado riqueza y promover su justa distribuciуn, estб utilizando a fondo perdido los recursos del erario pъblico para ganarse el consenso de las clases marginales de la poblaciуn, obteniendo asн un apoyo efнmero, pero llevando el paнs hacia la quiebra, como hace prever la ъltima reciente devaluaciуn, ъnico caso de devaluaciуn en el continente, incluyendo Cuba. Tambiйn el derecho fundamental a la propiedad privada estб en vilo, a pesar de las normas constitucionales que lo consagran. En efecto, son toleradas y hasta promovidas las invasiones de propiedades en nombre de un demagуgico fin igualitario que no resuelve, sino mбs bien aumenta, los gravнsimos problemas de desigualdad social existentes en Venezuela.

Finalmente, los confusos incidentes en que el gobierno ha resultado involucrado por haber actuado, por decir poco, con demasiada indulgencia hacia terroristas buscados internacionalmente vinculados con la narcoguerrilla colombiana, como en el citado caso Granda, la ambigьedad oficial ante la comunidad internacional que esperaba una toma de posiciуn clara del gobierno venezolano en esta materia, los constantes ataque verbales contra el presidente Bush y su gobierno, contra la vecina Colombia, la carrera armamentista y la pretendida organizaciуn paramilitar de un millуn y medio de milicianos, son todos hechos que generan serias dudas sobre la naturaleza democrбtica y los proyectos continentales del seсor Chбvez.

En tal contexto, la poblaciуn venezolana, amenazada y sin tutela legal, ya no se atreve a manifestar mбs su disenso y ello se percibe de modo preocupante tambiйn en la comunidad italo-venezolana.
Nos despedimos con la esperanza de que en las futuras relaciones entre Italia y Venezuela, Su Excelencia, cuya pasiуn democrбtica y gran respeto por la libertad y los derechos humanos son bien conocidos por todos, invocarб siempre como condiciуn de cualquier acuerdo entre los dos paнses los principios del respeto democrбtico, la defensa de los derechos humanos y la promociуn del estado de derecho, incluso cuando se traten las tambiйn importantes relaciones bilaterales de tipo econуmico-comercial.

De usted muy respetuosamente,

Subscriben,

Sign The Petition

Sign with Facebook
OR

If you already have an account please sign in, otherwise register an account for free then sign the petition filling the fields below.
Email and the password will be your account data, you will be able to sign other petitions after logging in.

Privacy in the search engines? You can use a nickname:

Attention, the email address you supply must be valid in order to validate the signature, otherwise it will be deleted.

I confirm registration and I agree to Usage and Limitations of Services

I confirm that I have read the Privacy Policy

I agree to the Personal Data Processing

Shoutbox

Who signed this petition saw these petitions too:

Sign The Petition

Sign with Facebook
OR

If you already have an account please sign in

Comment

I confirm registration and I agree to Usage and Limitations of Services

I confirm that I have read the Privacy Policy

I agree to the Personal Data Processing

Goal
1000 / 5000

Latest Signatures

  • 10 February 20161000. Alice S
    I support this petition
  • 08 February 2016999. Clara V
    I support this petition
  • 06 February 2016998. Belkis Mcintyre
    I support this petition
  • 03 February 2016997. Maritza Ramirezdea
    I support this petition
  • 14 January 2016996. Juan Carlosb
    I support this petition
  • 10 January 2016995. Gerardo C
    I support this petition
  • 07 January 2016994. Patricia M
    I support this petition
  • 04 January 2016993. Vincenzo M
    I support this petition
  • 03 January 2016992. Paula A
    I support this petition
  • 02 January 2016991. Aura G
    I support this petition
  • 01 January 2016990. Gladys Balzav
    I support this petition
  • 26 December 2015989. Ginesa A
    I support this petition
  • 23 December 2015988. Randy V
    I support this petition
  • 29 November 2015987. Clarisa P
    I support this petition
  • 27 November 2015986. Adriana R
    I support this petition
  • 26 November 2015985. Rosa C
    I support this petition
  • 24 November 2015984. Gilbert Escalantea
    I support this petition
  • 19 November 2015983. Elizabeth Villafradedes
    I support this petition
  • 26 October 2015982. Nicolas B
    I support this petition
  • 25 October 2015981. Aurora G
    I support this petition
  • 23 October 2015980. Hungria G
    I support this petition
  • 23 October 2015979. Carmen G
    I support this petition
  • 19 October 2015978. Juan J
    I support this petition
  • 19 October 2015977. Rafael Zavala
    I support this petition
  • 16 October 2015976. Jorge R
    I support this petition
  • 15 October 2015975. Les P
    I support this petition
  • 12 October 2015974. Gioconda N
    I support this petition

browse all the signatures

Information

Daphne ArnoldBy:
Culture and SocietyIn:
Petition target:
Comunita Italo-Venezuelana, residenti in Italia e Venezuela, i suoi discendenti e oltre/Comunidad Italo-Venezolana, Residentes en Italia y Venezuela, sus descendientes, Otros

Tags

No tags

Share

Invite friends from your address book

Embed Codes

direct link

link for html

link for forum without title

link for forum with title

Widgets