Lettera aperta all'Agcom sul futuro di internet in Italia sign now

Premessa: il contesto del mercato italiano della larga banda

Il rischio che sta correndo internet in Italia

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C'и ormai il rischio ravvicinato (quasi una certezza, data la furbolandia che ci tiene in ostaggio, e inquina ambedue gli schieramenti politici...) che in Italia, ma non solo, l'internet negli anni prossimi non sia piщ l'internet che conosciamo. E fin dall'inizio, dagli anni 80. Ma una cosa diversa e piщ brutta e triste. E meno libera. Molto, molto meno.

Fine della nostra speranza, ragazzi. Si torna anche qui sotto un padrone, e pieno di debiti.

Internet и stata fin dagli anni 80 una rete relativamente libera e aperta, fatta dagli universitari e dai ricercatori secondo i suoi tre principi costitutivi: nessuno la possiede, tutti la usano, tutti la possono migliorare.

Questi tre semplici principi ci hanno permesso di creare innovazione, professione e lavoro, identitа e sviluppo personale come mai era successo su un media elettronico.

Oggi li vogliono distruggere. Perchи dobbiamo pagare i debiti politici di lorsignori. Bit dopo bit. A un neo-monopolio retrivo, illegale e predatorio.

Possiamo scordarcela, la nostra rete, se va avanti cosм. Di questo passo dall'anno prossimo avremo un solo padrone della rete a larga banda italiana (quella che conta, in massima parte su Adsl). Questo padrone si chiamerа Telecom Italia (Ti).

Dall'anno prossimo Ti farа fuori tutti i suoi attuali concorrenti. Lei controlla la rete in rame su cui girano le Dsl. Dovrebbe fare prezzi al consumo (suoi) e all'ingrosso (per gli altri) in grado di farli competere. Invece da sei mesi sta facendo il contrario. In pratica: li sta facendo fallire tutti, e tutti i concorrenti della Dsl lavorano oggi in perdita.

Hanno protestato sei volte all'Agcom, ovvero l 'autoritа tlc che dovrebbe sorvegliare sul regime pluralistico della rete. Niente.

Ora invece l'Agcom sta per far uscire un provvedimento che, con le belle parole di un regime piщ favorevole alla concorrenza, prevede nei fatti un lungo e imprecisato periodo di terra di nessuno in cui Ti potrа fare carne di porco dei suoi concorrenti, ormai indeboliti.

Sappiamo come vanno queste cose in terra (purtroppo) di furbolandia.

Una notizia (eloquente). Silvio Scaglia oggi ha annunciato la sua prossima uscita azionaria da Fastweb. Il suo fondatore storico (e massimo tra i manager di tlc italiane) lascia la sua creatura perchи sa benissimo che ora si perdono quattrini, tanti quattrini, in un business della larga banda contro una Telecom Italia scatenata, all'arrembaggio di quasiasi profitto o quota di mercato possa raggiungere. E persino lui scappa dalla nave che affonda.

E lo sanno anche gli altri concorrenti, sotto torchio..... Telecom Italia fa parte di un gruppo che ha oltre 40 miliardi di euri di debiti (accumulati a nostre spese grazie a D'Alema, Bersani, Berlusconi, Colaninno e Tronchetti), ha un serio gap di credibilitа con gli analisti e investitori finanziari internazionali, ha un titolo che и sceso nell'anno del 30\%, deve affrontare l'anno prossimo, in primavera, un cruciale showdown con i suoi principali creditori: le banche.

E ritiene di doversi presentare all'appuntamento, per recuperare un po' di fiducia, con tutti i profitti che puт spremere dal mercato, giusti e sbagliati, anche a costo di schiacciare i concorrenti. E insieme noi utenti.

Dall'anno prossimo Telecom Italia ci potrа cosм imporre una internet sempre piщ televisiva, pay-tv. Una volta divenuta la padrona assoluta ci imporrа una internet sempre piщ Alicenelpaesedellemeraviglie, e a pagamento su tutto quello che potrа (e no). Ha giа ucciso Virgilio a favore di un nuovo bel portalone Alice Tv. Sulla falsariga su quanto si annuncia e si teme negli Usa.

Vuoi l'adsl per navigare, per comunicare e dire la tua? Pagherai di piщ che per quella televisiva. Lа ti dт i 4 megabit (ovvio, asimmetrici, solo in discesa, per succhiare passivo quello che voglio io, Telecom), altrimenti ciccia. Ti dт quattro kilobit stracciati e pieni di virus per i tuoi upload anarchici e schifosi..... Ma per la seconda, la grande Alice, no, te la dт quasi gratis. Ma poi mi paghi i film, la musica e gli spot Tv, uno per uno....e il prezzo lo farт io....solo io.

Sveglia.

Questa internet sotto un solo padrone (che odia la nostra rete e la nostra libertа) non la voglio. Non so Voi...

Fermiamoli!

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La notizia e la sua interpretazione
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Riprendo dall'ultimo numero di Nтva-24

Le regole del mercato Adsl italiano cambieranno dal 29 novembre, quando diventerа legge un provvedimento che l'Autoritа garante delle telecomunicazioni ha pubblicato il 29 settembre e che nei giorni scorsi ha ricevuto il placet dalla Commissione europea e dall'Antitrust.

Il provvedimento stravolge i principi con cui finora и stata venduta l'Adsl in Italia: l'Autoritа ha stabilito che il mercato Adsl italiano dovrа passare dal modello retail minus a quello cost plus, nelle offerte che Telecom Italia rivolge agli operatori.

Finora gli operatori hanno acquistato l'Adsl all'ingrosso da Telecom Italia, ai prezzi del cosiddetto retail minus, per poi rivenderla agli utenti. Ossia i prezzi all'ingrosso erano pari a quelli delle analoghe offerte Alice, meno una certa somma che in teoria permetterebbe agli operatori di competere. Un modello che, come scrive la stessa Autoritа, ha un difetto sostanziale: le offerte dei concorrenti finiscono cosм per essere ritagliate sulle caratteristiche delle Adsl Alice.

Secondo il modello cost plus, invece, le offerte all'ingrosso di Telecom saranno ritagliate sul costo sopportato da Telecom per fornirle, piщ una certa somma (che tutela i suoi profitti). L'Autoritа dovrа stabilire quali sono i costi affrontati da Telecom per fornire il servizio Adsl. Sono stati stabiliti anche i tempi necessari, circa 120 giorni dal 29 novembre, perchй si arrivi a mettere d'accordo le parti su un'offerta Adsl cost plus.

Gli operatori alternativi, rappresentati dall 'Aiip, temono perт che i tempi per arrivare all'offerta saranno piщ lunghi del previsto. Protestano inoltre perchй, finchй non arriverа la nuova offerta, Telecom non dovrа piщ chiedere il permesso all'Autoritа prima di pubblicare una nuova offerta Alice (l'Autoritа potrа perт intervenire per correggerla dopo il lancio agli utenti). Inoltre, resta per ora in vigore il retail minus, ma viene ridotta di una ventina di punti percentuali la soglia minima che Telecom puт applicare come minus: che diventa il 30\% in meno rispetto all'analoga offerta Alice.

ALESSANDRO LONGO

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Sarт maligno ma questa mi pare una pessima notizia. Nelle more della messa a regime del cost-plus Telecom Italia avrа mano libera per prendersi tutto il mercato Adsl che vorrа, senza garantire una sostanziale capacitа competitiva agli altri operatori.

Congegnato cosм il provvedimento Agcom appare come una svolta. E in peggio per la giа pur limitatissima liberalizzazione della rete e dell'internet italiana....

Alessandro aggiunge, qui nei commenti:

La notizia ha aspetti di luce e ombra. C'и una cosa che in teoria и buona ed и attesa da tempo: l'adsl all'ingrosso diventa bitstream e cost plus (nei prossimi mesi). Prima le offerte degli operatori erano ritagliate su quelle Alice. Adesso potranno farle con piщ libertа, anche nella scelta delle velocitа (potranno arrivare Adsl a 6 Mbps in tutta Italia, per esempio).

Gli aspetti criticati sono un paio, in sintesi:

1) I provider vogliono maggiori garanzie sui tempi necessari per arrivare al bitstream e si lamentano perchй, nel frattempo che arrivi il bitstream, continua a essere applicato il principio retail minus ma a condizioni piщ sfavorevoli ai provider rispetto a prima (si riduce il margine di profitto)

2) Giа dai prossimi giorni e anche poi quando ci sarа il cost plus Telecom non dovrа piщ presentare autorizzazione all'Agcom per ogni offerta Alice che intende lanciare (finora doveva chiederla con preavviso di 30 giorni). I provider temono che cosм potranno arrivare offerte Alice anticoncorrenziali; poi l'Agcom potrа bloccarle, certo, ma solo dopo settimane o mesi (si teme), quanto Telecom forse si sarа giа pappata tutto il mercato.

Aggiungo: perchи non mantenere gli aspetti positivi e eliminare quelli negativi? Non и possibile un provvedimento che, fino al nuovo regime (cost-plus) mantenga le attuali regole (o anche meglio, imponga un regime transitorio favorevole ai concorrenti, spingendo Ti ad accelerare il cost-plus)? Una misura, insomma, che eviti a tutti di dover subire un ennesimo periodo predatorio, in cui l'incumbent, come sta avvenendo in questi ultimi mesi, si sta prendendo sull'Adsl flat a 20 euro (non replicata ai concorrenti) tutto il mercato che vuole?

Si sa che esiste ormai una regola spannometrica dei tre mesi. Ovvero il periodo medio, stimato su base internazionale, che intercorre tra una violazione competitiva da parte di un potente incumbent e la sua sanzione da parte di una autoritа di regolazione (sanzione che poi in Italia manco viene esercitata, vedi recente sentenza Tar del Lazio che ha annullato la maxi-multa a Ti comminata dall'Antitrust).

In ogni caso l'incumbent magari paga una multa ma poi ricomincia daccapo a sfruttare la regola dei tre mesi....

Vogliamo innescare con questo cattivo provvedimento una nuova lunga serie di tre mesi? Fino a ridurre in polvere quel poco di pluralismo che si и faticosamente riusciti a creare sulla rete italiana? La domanda и aperta.

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E mail all'Agcom (il testo da sottoscrivere, se si и d'accordo)

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Cara Agcom,

Noi utenti internet italiani ti diffidiamo dal promulgare il provvedimento che hai previsto sulle regole di fornitura delle Dsl in Italia a meno di rilevanti e sostanziali modifiche;

Telecom Italia oggi detiene il 70-80\% del mercato Dsl (fonte antitrust*) ed и quindi un incumbent dominante da tenere sotto speciale controllo, anche al di lа delle direttive europee;

Telecom Italia и stata condannata per pratiche predatorie negli scorsi tre anni, ogni anno, ed и quindi da tenere sotto speciale controllo;

Telecom Italia deve fornire linee Dsl a tutti i partecipanti al mercato alla tariffa di interconnessione base (unbuldling) salvo successiva rettifica del cost-plus da parte di Agcom; il regime transitorio deve andare a favore dei concorrenti, non di un incumbent piщ volte riconosciuto come predatorio;

Il canone telefonico obbligatorio non va considerato materia di legge impositiva della Repubblica Italiana a meno di un riconoscimento della rete in rame Telecom come risorsa pubblica di proprietа del Popolo Italiano. Solo in tale caso il canone va riconosciuto e versato esclusivamente allo Stato della Repubblica Italiana. Che provvederа alla sua ripartizione tra i vari e plurali gestori privati licenziatari di tale risorsa pubblica.

Altrimenti vige la libertа di uso dell'innovazione aperta Voip (voice over ip, ovvero telefonata libera su internet) per qualsiasi cittadino e utente regolarmente pagante di linea e servizio Dsl. Il canone non и dovuto a nessun privato, se non per chiare e motivate ragioni solo e unicamente alla Repubblica Italiana. La rete in rame и nata da imprese pubbliche, cara Agcom. E nessuno puт alienarci la storia e il diritto.

Gaetano Filangieri scrisse, tre secoli fa, a 24 anni a Napoli per primo sull'accesso universale alla cultura e ai beni pubblici per l'umanitа. La Francia lo capм e la nuova Europa anche. Oggi si chiama Open Source e Creative Commons. Cesare Beccaria argomentт a Milano su una giustizia umana e un governo degli e per gli esseri umani. Cerchiamo di essere degni di tali nostri padri, contro qualunque pescecane e senza sotterfugi (a loro favorevoli) da legulei. E' la nostra identitа giuridica italiana migliore, riconosciuta ancora nel mondo (ma non so per quanto in questa triste palude corrotta).

Dobbiamo tornare, e con serietа, a chi davvero siamo. Non possiamo permettere che il nostro bene pubblico piщ avanzato (che aiuta a vivere e a evolvere, innovare e a reagire a una situazione difficile piщ di un italiano su tre) venga devastato. La stessa vecchia dignitа della Telecom Italia (allora Sip) degli ingegneri pubblici, quella che ricostruм a tempi di record i telefoni in teleselezione di un Paese anni '50 distrutto dalla guerra, si merita di meglio.

L'Agcom deve dotarsi di un autentico staff di controllo di Telecom Italia; al livello inglese dell'Ofcom. Altrimenti sarebbe meglio abolirla. Come irrilevante e persino dannosa per i nostri legittimi interessi di cittadini e di utenti della rete.

L'Agcom deve imporre a Telecom Italia la scissione netta in due aree (come и avvenuto in giugno per British Telecom): una divisione autonoma (realmente) con amministratori indipendenti per la fornitura dei servizi di rete, in particolare delle connessioni in rame e Dsl a tutti a prezzi identici (e regolati sul cost-plus) compresa alla stessa Telecom Italia. Mentre il resto di Telecom Italia potrа vendere i suoi servizi liberamente e in modo non regolato. Sarа un caso ma oggi il mercato inglese della larga banda и il piщ vivace d'Europa....

C'и una logica precisa dietro questa soluzione. La rete telefonica in rame, creata in decenni, и una risorsa strategica nazionale e non manipolabile a piacere da parte del sig. Ruggiero o del Sig. Tronchetti Provera. E la rete internet italiana ancora di piщ. Questo deve essere ben chiaro.

In tale e solo quadro avremo un'autentica autoritа pubblica di regolazione della rete in cui potremo riporre la nostra fiducia di cittadini;

Altrimenti la nostra lotta continuerа....fino al ripristino pieno della nostra dignitа di soggetti di una rete di speranza concreta e di veritа plurima, discussa e condivisa per l'attuale e futura(e) generazione(i).


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Jacqueline GuerraBy:
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Autoritа per le garanzie sulle telecomunicazioni (Agcom)

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