Equilibrio di Genere negli Enti di Ricerca sign now

GRUPPO DI LAVORO: EQUILIBRIO DI GENERE NELLA RICERCA E FORMAZIONE SCIENTIFICA
promosso dal Manifesto dei Ricercatori

Nel Decreto legislativo 4 giugno 2003 n. 127, cosм come nella precedente normativa relativa agli Enti di Ricerca, non и mai esplicitata alcuna attenzione alla condizione concernente lequilibrio di genere. Riteniamo quindi indispensabile, in vista di un ulteriore riordino della legislazione esistente, e conformemente alle modifiche apportate nel 2003 alla Costituzione Italiana , prevedere, negli atti futuri, in linea con le affirmative actions raccomandate dal Consiglio dEuropa dal Parlamento Europeo e dalla Carta Europea dei Ricercatori del 2005 che ne и derivata, lintroduzione di azioni normative volte a questa finalitа. Tali azioni oltretutto appaiono necessarie per invertire lattuale squilibrio di genere nel mondo della ricerca, non basato su valutazioni di merito ma solo sul persistere di pregiudiziali sociali e culturali; uno squilibrio che oltre ad aver impedito, ed impedire, a studiose di qualitа di accedere in misura significativa a posizioni di eccellenza, ha penalizzato e penalizza un virtuoso avvicendamento dei soggetti nei meccanismi decisionali dellorganizzazione scientifica, e per questa via l'innovazione e la stessa eccellenza del sistema ricerca.

La situazione italiana ed europea relativamente allequilibrio di genere nel contesto della ricerca pubblica
Un rapido sguardo ai dati riportati dal recente rapporto She Figures 2006 prodotto dalla Commissione Europea conferma il quadro non confortante della ricerca italiana rispetto allequilibrio di genere.
Nonostante lItalia si sia rivelata, nel 2003, al di sopra della media europea nella quantitа di donne che ottengono il PhD (51\% contro il 43\% europeo ivi, Figura 1.3) risulta al di sotto di questa per quel che riguarda la presenza delle donne nella forza lavoro di alta qualificazione scientifica (12\% rispetto al 14\% europeo, ivi, Figura 1.5). Se da un lato la percentuale italiana di ricercatrici risulta in linea con la media europea (29\% - ivi, Fig. 1.6) ed il tasso di incremento tendenziale (ivi, Figura 1.7) appena piщ sostenuto (5\% contro il 4\% europeo) , lindice di Glass Ceiling, che misura ladeguatezza della rappresentanza percentuale di donne nei gradi piщ elevati della carriera scientifica, rivela che lItalia si colloca ancora al di sotto del dato europeo (1,9 Italia contro il dato di 2,1 Europeo - dati 2004; ivi, Figura 3.4). La presenza di donne nei comitati scientifici si posiziona poi nelle ultime posizioni nella comparazione europea (ivi, Figura 4.2).
Senza entrare nel merito piщ generale delle percentuali di presenza femminile nelle gerarchie accademiche in generale (basterebbe menzionare il dato rivelatore che la prestigiosa Accademia dei Lincei conta 15 donne su piщ di 500 membri ), la situazione del CNR nellambito degli Enti di Ricerca pubblici appare chiaramente fotografata dai dati raccolti di Anna Garbesi per il 2005, nei quali, ad un sostanzioso incremento di ricercatrici di III livello (in seguito ai concorsi 2001), fa da contraltare addirittura un lieve decremento nelle ricercatrici di I livello (solo nel 2007, in seguito ai concorsi art. 64 del CCNL del comparto, sale al 18\% la percentuale di donne nel I livello, avvicinandosi alla media delle universitа italiane ).
Nel Consiglio Nazionale delle Ricerche lattuale Consiglio di amministrazione (CdA) conta 7 uomini contro una sola donna; il Consiglio Scientifico Generale (CSG) conta 18 uomini contro solo 3 donne; il Collegio revisore dei conti и composto da 3 uomini e da nessuna donna (mentre, tra i supplenti, 1 uomo e 2 donne). Il Comitato di valutazione и composto da 8 uomini e nessuna donna; tra i Direttori di Dipartimento si contano attualmente 10 uomini contro una sola donna. Su 107 Direttori di Istituto, solo 2 (+ 1 pro-tempore e + la responsabile dellINFM) sono donne.
Appare evidente che le azioni positive per favorire un maggiore equilibrio di genere devono dotarsi di strumenti efficaci per por rimedio ad un esteso fenomeno di segregazione verticale, che rivela la persistenza di impedimenti ambientali alla assunzione da parte delle donne di incarichi di responsabilitа, prestigio e visibilitа . In questo quadro appare prioritario ampliare, come raccomandato dalla Carta Europea dei Ricercatori, la presenza femminile in tutte le funzioni di supervisione e manageriali; in primis dunque in tutte le posizioni focali per lo sviluppo dei curricula scientifici, dalle commissioni di concorso a quelle di valutazione ed assegnazione di fondi di ricerca .
Questi obiettivi sono daltronde coerenti con quanto sancito dal Provvedimento 21 Aprile 2004 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che identificava come proprio programma-obiettivo la promozione della presenza femminile nei livelli, nei ruoli e nelle posizioni di responsabilitа all'interno delle organizzazioni, e sono stati giа richiamati allattenzione delle autoritа competenti da 2 lettere inviate nel 2004 da un gruppo di ricercatrici del CNR al Ministro dellUniversitа e della Ricerca Scientifica Letizia Moratti e allallora Commissario del CNR.
Altri strumenti indispensabili sono inoltre quelli volti a incentivare politiche family friendly, in grado di favorire la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, ancora fortemente carenti nella legislazione italiana attuale rispetto alle direttive europee.

Richiesta di azioni positive in sede legislativa:
a) Ipotesi riforma radicale degli Enti di Ricerca
i) Richiediamo innanzitutto che nel Decreto Legge per il riordino degli Enti di Ricerca siano inseriti i seguenti principi :
prevedendo il caso che questi si diano ordinamenti autonomi con propri statuti e regolamenti, che nello specifico articolato sulla funzione degli statuti si inserisca il principio che questi :
- devono contemplare il principio di riconoscimento e valorizzazione delle differenze di genere, attraverso la promozione del loro equilibrio, quale linea guida della organizzazione e attivitа istituzionali.

ii) Si richiede inoltre, che nella composizione degli Organi che debbano guidare e governare le fasi transitorie della Riforma sia giа onorato il principio di equilibrio di genere in sede di costituzione degli Organi che dovranno guidare la definizione dei nuovi assetti degli Enti e dei relativi indirizzi organizzativi, scientifici, regolamentativi e gestionali, inserendo opportunamente un articolo che preveda:
- in conformitа al principio di riconoscimento e valorizzazione delle differenze di genere, la composizione degli Organi transitori X ne garantiscono lequilibrio.


b) Ipotesi di interventi normativi parziali sullattuale assetto degli Enti

i) Richiediamo che eventuali interventi normativi per il riordino degli Enti di Ricerca, che invece prevedano solo modifiche allassetto degli Enti regolato dal Decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105 (Riforma Moratti), sia equivalentemente inserito in articolato opportuno del nuovo Decreto il principio che si debba:
- procedere alla modifica degli Statuti perchи contemplino il principio di riconoscimento e valorizzazione delle differenze di genere, attraverso la promozione del loro equilibrio, quale linea guida della organizzazione e attivitа istituzionali.

Concordemente si richiede che i Regolamenti di Organizzazione e funzionamento siano richiamati ad adottare tale principio statutario, ed un espresso riferimento a ciт in sede legislativa.

ii) Rimane fermo inoltre quanto espresso nel precedente paragrafo al punto b-ii) riguardo alla composizione degli eventuali Organi transitori e che il Decreto vi faccia espresso riferimento.

iii) In particolare, relativamente al CNR, dovendosi intervenire in sede legislativa anche o solo sugli Organi predisposti per gli Enti, chiediamo che sia garantita unequa rappresentanza femminile nei seguenti organi esistenti, se immodificati, e ulteriori o diversi, se di nuova introduzione:
CdA
CSG
Collegio revisore dei conti
Comitato di valutazione

iv) In accordo a quanto esposto ai punti b-i) e b-ii) si esemplificano ulteriori esempi suscettibili di atti con questi concordi:
che nella selezione dei Direttori di Dipartimenti e dIstituto sia fortemente incentivata la scelta di donne
che sia prevista almeno una donna nelle Commissioni per la nomina dei Direttori di Istituto
che sia sempre resa nota la percentuale di successo ripartita per sesso in ogni competizione concorsuale, e che venga istituito un database di esperte da utilizzare sia nella composizione delle commissioni di concorso che nelle nomine
che sia generalmente adottato il termine mesi/persona (in analogia con quanto indicato nel Frascati Manual) piuttosto che il termine mesi/uomo
che nei bandi di concorso sia inserita la formula gli Enti di Ricerca cercano di incrementare la proporzione di dipendenti donne, e incoraggiano pertanto le candidature femminili alla posizione in bando, come nei piщ lungimiranti bandi di concorso internazionali (cfr. art. allegato Universities Urged to Improve Hiring and Advancement of Women).


Richiesta di azioni positive in sede esecutiva- MIUR
Richiediamo inoltre che sia prevista una quota pari al 50\% di donne in tutte le Commissioni o Agenzie di valutazione e nelle Commissioni di concorso, e che nelle designazioni non elettive sia esplicitamente seguito il principio dellequilibrio di genere. In particolare appare centrale che nelle future o eventuali Agenzie di valutazione della ricerca sia garantita unequa presenza femminile.

Si fa presente infine che solo con lintroduzione di queste norme si ottempera allattuale dettato della Costituzione Italiana e si adempiono gli impegni giа sottoscritti dal nostro paese in sede europea a partire dal 1999 (in particolare: 1999: Commission Communication, COM - 76 final: Women and Science: Mobilising women to enrich European Research; Council Resolution on Science and Society and Women in Science, 2001/c 199/01; 2005: Commission recommendation on the European Charter for researchers and on the Code of Conduct for the recruitment of researchers. C (2005) 576 final), luoghi nei quali и stato tra laltro sancito che lesclusione delle donne dai processi decisionali ed attuativi della gestione della ricerca и uno dei fattori limitanti per la competitivitа scientifica.


Promotrici
Silvia Caianiello, ISPF, CNR
Costanza Calzolari, IRPI, CNR
Chiara Cavallaro, ISSIRFA, CNR
Alessandra Conversi, ISMAR, CNR
Giuliana Dettori, ITD, CNR
Anna Garbesi, ISOF, CNR
Fosca Giannotti, ISTI, CNR
Giovanna Grimaldi, IGB, CNR
Rossella Palomba, IRPPS, CNR
Manuela Sassi, ILC, CNR
Silvana Vallerga, ISMAR, CNR
Flavia Zucco, INMM, CNR

Sign The Petition

Sign with Facebook sign_with_twitter
OR

If you already have an account please sign in, otherwise register an account for free then sign the petition filling the fields below.
Email and the password will be your account data, you will be able to sign other petitions after logging in.

Privacy in the search engines? You can use a nickname:

Attention, the email address you supply must be valid in order to validate the signature, otherwise it will be deleted.

I confirm registration and I agree to Usage and Limitations of Services

I confirm that I have read the Privacy Policy

I agree to the Personal Data Processing

Shoutbox

Who signed this petition saw these petitions too:

Sign The Petition

Sign with Facebook sign_with_twitter
OR

If you already have an account please sign in

Comment

I confirm registration and I agree to Usage and Limitations of Services

I confirm that I have read the Privacy Policy

I agree to the Personal Data Processing

Goal reached !
250 / 100

Latest Signatures

  • 31 December 2015250. Claudio C
    I support this petition
  • 06 September 2015249. Giuseppe M
    I support this petition
  • 26 August 2015248. Giancarlo B
    I support this petition
  • 26 August 2015247. Annarita L
    I support this petition
  • 24 August 2015246. Carla M
    I support this petition
  • 23 August 2015245. Brivio Pietroa
    I support this petition
  • 09 August 2015244. Francesca Romanac
    I support this petition
  • 22 July 2015243. Rosamaria T
    I support this petition
  • 05 July 2015242. Vittorio M
    I support this petition
  • 16 June 2015241. Umberto A
    I support this petition
  • 15 May 2015240. Fabrizio C
    I support this petition
  • 05 May 2015239. Antonio S
    I support this petition
  • 29 April 2015238. Anna B
    I support this petition
  • 29 March 2015237. Giulia P
    I support this petition
  • 07 February 2015236. Bianchi A
    I support this petition
  • 07 February 2015235. Ulisse S
    I support this petition
  • 02 January 2015234. Manuela S
    I support this petition
  • 01 December 2014233. Massimiliano P
    I support this petition
  • 27 November 2014232. Raffaella P
    I support this petition
  • 17 November 2014231. Fabrizio R
    I support this petition
  • 26 October 2014230. Maria Giuseppinam
    I support this petition
  • 22 October 2014229. Nicoletta R
    I support this petition
  • 21 October 2014228. Alessandra F
    I support this petition
  • 13 September 2014227. Marina P
    I support this petition
  • 12 August 2014226. Roberta S
    I support this petition
  • 03 August 2014225. Antonio R
    I support this petition
  • 27 July 2014224. Giancarlo P
    I support this petition

browse all the signatures

Information

Tammi ArcherBy:
School and EducationIn:
Petition target:
Enti Pubblici di Ricerca Italiani

Tags

No tags

Share

Invite friends from your address book

Embed Codes

direct link

link for html

link for forum without title

link for forum with title

Widgets