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Contro i tagli agli organici... e non solo

1. Tagli agli organici
2. Certificazioni alunni diversamente abili
3. Seconda lingua Comunitaria
4. Reclutamento futuro degli insegnanti precari

1. Lo scorso anno si и chiuso con lo scampato pericolo dell'abrogazione delle graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento. I pericoli non sembrano perт terminati per i docenti precari: innanzitutto ci sono i tagli agli organici previsti dalla finanziaria, che oltre a ridurre il numero di cattedre vacanti nei prossimi anni, creeranno inevitabilmente classi numerose e di conseguenza ingestibili. Lobiettivo pare quello di innalzare dello 0,4\% il rapporto alunni docenti, nonostante sia previsto per il futuro un notevole aumento della popolazione scolastica generale.
I precari hanno fortemente creduto (VOTANDO IN MODO MASSICCIO per lUnione) che lattuale governo potesse apportare un radicale cambiamento nella Scuola Italiana sм da ridare dignitа agli insegnanti, come affermato nel programma dellUNIONE. Di fatto anche questo governo, sulla linea del precedente, sembra considerare la scuola non come una risorsa su cui investire per la crescita del Paese bensм come uno spreco di risorse.

2. Scandalosi, inoltre, sono i tagli previsti per i docenti di sostegno come conseguenza ai nuovi criteri e modalitа per l'individuazione dell'alunno in situazione di handicap (legge finanziaria 2003 con dgr. n.3449 del 7 novembre 2006, in attuazione dell'art. 35, comma 7 della legge 27 dicembre n. 289). Le nuove regole prevedono che laccertamento dellhandicap avvenga in seno ad una apposita Commissione (e non piщ da parte del singolo neuropsichiatra) con un conseguente aggravio in termini di tempi, di pratiche burocratiche e di disagi per le famiglie dellalunno/a diversamente abile. Giа in passato и accaduto numerose volte che i tempi di risposta delle pratiche di accertamento spesso si rivelassero non sufficientemente tempestivi da consentire entro i termini previsti la formazione delle classi e dell'organico da parte dei dirigenti scolastici.

3. Altro problema и quello dellinsegnamento della seconda lingua Comunitaria: larticolo 25, comma 2, del Decreto Legislativo del 17/10/2005, и un attacco alla pluralitа delle lingue nel nostro Paese, rendendole facoltative e condannandole a sparire.
Ignorando i documenti del Consiglio dEuropa e disattendendo le intese di politica linguistica raggiunte con la Commissione Europea, si abbandona uno degli obiettivi formativi dei sistemi scolastici europei: la conoscenza di due lingue comunitarie, oltre alla lingua madre.
Si rigettano, inoltre, gli obiettivi concordati nel 2002 alla conferenza di Lisbona e sottoscritti anche dallItalia, spazzando via le esperienze maturate in questi anni nella sperimentazione del bilinguismo, attuata, tra laltro, con lo svolgimento di tre ore settimanali sia di inglese che della seconda lingua straniera.
Contro un impoverimento linguistico e culturale, inaccettabile per un paese europeo, chiediamo anche da parte del ministero una decisa modificazione dei decreti attuativi della Legge 53, senza che il problema venga rimandato di anno in anno. E inoltre auspicabile incrementare le ore dedicate alla seconda lingua straniera comunitaria, tre ore anzichй due, come giа avviene in altri paesi della Comunitа Europea, come ad esempio la Francia.

4. Infine, ci pare necessario porre lattenzione sul futuro reclutamento degli insegnanti precari i quali chiedono che le immissioni in ruolo avvengano attingendo alle graduatorie a tuttoggi in vigore, formate da insegnanti giа abilitati tramite concorso ordinario e/o riservato e/o SISS e che giа da anni attendono unassunzione a tempo indeterminato. E necessario, perт, che le suddette graduatorie siano davvero ad esaurimento, fino a quando tutti gli attuali precari trovino giusta e dignitosa collocazione, evitando che nuovi canali di assunzione, tra cui anche leventuale indicazione di nuovi concorsi ordinari, cancellino del tutto le loro aspettative e speranze.

Firmando questa petizione, possiamo rendere visibile il nostro disagio e sollecitare azioni concrete a tutela del nostro lavoro.

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Shirley BarnesBy:
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Ministero Pubblica Istruzione, Sindacati, Partiti, organi di informazione

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