Contro i costi della cattiva politica-- appello da Firenze sign now

CONTRO I COSTI DELLA CATTIVA POLITICA
PER UNA NUOVA POLITICA COME SERVIZIO E BENE COMUNE PARTECIPATO

Affrontare i costi della cattiva politica, ben sapendo che una buona democrazia costa.
Rispondere alla crisi della politica allargando la democrazia, partecipare e votare per decidere tutti, e in nome di tutti, quali scelte fare per il presente e per il futuro.
Costruire un nuovo spazio pubblico che faccia della partecipazione il motore del rafforzamento della democrazia. Una democrazia che cresca, si rinnovi e si confronti con i grandi problemi della pace, del lavoro, della libertа, dell'eguaglianza, dell'ambiente, della laicitа, dell'accoglienza.
Occorre allora accettare la sfida e rendere chiare le alternative che ci stanno davanti: da una parte la strada della riduzione degli spazi democratici a favore di una ulteriore personalizzazione della politica e del potere esclusivo dei governi che, una volta avuta la delega dagli elettori, decidono senza piщ confronto, come и evidente negli obbiettivi del referendum sulla legge elettorale e nelle indicazioni della Confindustria. La strada che vede un ceto politico, sempre piщ arroccato e sordo alle istanze della societа, illudersi di superare la crisi di fiducia dei cittadini diffondendo i luoghi e le posizioni di potere col solo risultato di rendere la politica nella sua forma istituzionale ancora piщ incomprensibile e estranea al sentire comune; dall'altra quella di chi, come noi, ritiene necessario ampliare la democrazia, non limitando le scelte dei cittadini all'esercizio del voto e facendo delle assemblee elettive - oggi espropriate di ruolo e poteri - il luogo dove la volontа popolare possa contare davvero. Un luogo costantemente alimentato e reso autorevole dalla partecipazione diretta dei cittadini. La nuova politica che vogliamo si fonda su una idea di democrazia in cui quella rappresentativa degli eletti e quella partecipativa si danno reciprocamente forza. In una societа sempre piщ parcellizzata, in cui la precarietа della condizione giovanile appare come la piщ chiara rappresentazione di una crisi generale di ideali, di valori, di futuro, affidare a pochi il potere della decisione non и soltanto pericoloso sul terreno della cultura democratica, ma и anche inefficace sul piano dell'azione di governo. Un processo decisionale partecipato sarа certamente piщ laborioso nel suo sviluppo, ma risulterа enormemente piщ rapido e incisivo nella concreta realizzazione delle scelte.
E' quindi necessario mettere in campo un grande progetto che ridia sostanza democratica alla cosa pubblica, tenendola ben lontana dalle derive plebiscitarie.
Una democrazia effettiva e vitale che, coerentemente con lo spirito della nostra Costituzione, realizzi nelle sedi della decisione sia politica che amministrativa e della rappresentanza la presenza paritaria delluno e dellaltro sesso in condizioni di uguaglianza.
Una democrazia che motivi i cittadini rendendoli partecipi della costruzione dell'alternativa, che non sia neutra di fronte alla grande aspirazione all'eguaglianza e alla giustizia sociale, e che non debba esaurirsi in una semplice alternanza, glorificata in nome di una salvifica governabilitа.
Ecco perchй la discussione oggi dominante sui costi della politica puт aiutare una riforma profonda solo se colpisce il bersaglio giusto. Le assemblee elettive costano. Mettere gli eletti nelle condizioni di svolgere nel migliore dei modi il loro compito, dotarli delle strutture di sostegno adeguate, costa. Ma sono i costi di una democrazia rappresentativa corretta ed efficiente. Promuovere la partecipazione dei cittadini, diffondere le conoscenze, far circolare l'informazione, favorire l'incontro e il confronto pubblici, tutto ciт costa, ma sono i costi di una democrazia partecipativa che nella societа della comunicazione и la sola forza in grado di contrastare e persino di indirizzare il potere dei media. Non sono dunque questi i costi da tagliare, tutt'altro.
Quelli da colpire o da ridimensionare sono gli altri: i compensi eccessivi, i privilegi, la moltiplicazione di enti, societа, agenzie, allo scopo principale di garantire stipendi e carriere alla classe politica, i rapporti clientelari per allargare il controllo sociale, e cosм via.
Noi, che siamo impegnati per una sinistra unita e plurale, pensiamo che le ragioni della separatezza fra partiti e cittadini, da cui и pesantemente colpita anche la sinistra, stiano in primo luogo nell'assenza di un progetto di societа riconoscibile e condiviso. Ma sappiamo che la ricostruzione di un progetto di cambiamento sociale e culturale non puramente enunciato, ma credibile e mobilitante, e il concreto avvio di pratiche politiche radicalmente nuove, capaci di far tesoro delle migliori esperienze dei movimenti e dell'associazionismo, sono oggi due momenti inseparabili che si danno reciprocamente significato.
Mentre proseguiamo il nostro percorso per qualificare i contenuti di un progetto e gli obiettivi piщ ravvicinati di un programma in cui si riconoscano prioritariamente i lavoratori e le parti deboli della societа, proviamo ad indicare una serie di misure sulle quali avviare il confronto, da trasformare al piщ presto in decisioni politiche e vincoli di comportamento intanto per quanti le condividano. Il nostro scopo и quello di dare una risposta al tema dei costi della politica, oramai sentito dalla pubblica opinione come una vera e propria emergenza; ancora piщ di questo, perт, conta per noi l'assillo di restituire al fare politica il valore alto di un servizio alla collettivitа reso da chi vi si dedica in modo autenticamente disinteressato. Questo comporta imboccare la via di un progressivo superamento del professionismo politico. Si puт iniziare, per i nuovi incarichi nei vari ambiti, con la sperimentazione piщ larga possibile di un impegno a tempo parziale che consenta la prosecuzione dell'attivitа di lavoro. Tale intreccio, apparentemente di difficile realizzazione, diviene praticabile se inserito in un nuovo contesto in cui le assemblee elettive riconquistino la loro centralitа e si dia effettivamente spazio e poteri a molteplici forme di partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica. Del resto и oramai evidente che l'illimitata continuitа dell'impegno politico (comprendendo in questo termine quello istituzionale e quello in incarichi di competenza del ceto politico) и tutt'altro che estraneo a quei fenomeni degenerativi che hanno fatto esplodere negli ultimi anni la crisi della politica: restringimento delle sedi decisionali con l'inevitabile sofferenza delle pratiche democratiche, autoreferenzialitа, carrierismo, personalizzazione.

Un primo pacchetto riguarda gli organi elettivi. Si possono prevedere:

a) Una complessiva razionalizzazione dei compensi dell'intero sistema pubblico rappresentativo, agendo nel senso sia di una loro sensibile riduzione (sicuramente drastica per i parlamentari europei), sia di una loro piщ equa distribuzione che riproporzioni i costi a vantaggio di un miglior funzionamento degli organi elettivi. La comparazione con le retribuzioni del settore privato, spesso addotta a giustificazione degli alti compensi, a nostro parere non ha fondamento. L'accettazione di un incarico pubblico deve avere alla base una forte motivazione ideale. Le retribuzioni in essere nelle organizzazioni sindacali, confrontabili anche ai livelli di massima responsabilitа con quelle di lavoratori dipendenti a professionalitа medio-alta, dimostrano che questo obiettivo non ha niente di utopistico, ma и pienamente coerente con una concezione della politica ricondotta prioritariamente a servizio per la collettivitа. Fino a quando non sia realizzato questo ridimensionamento, gli eletti dovrebbero senza eccezione alcuna mettere a disposizione una quota consistente del loro compenso in parte per il loro partito, in parte da raccogliere in un fondo con finalitа sociali o culturali. L'accettazione di tale vincolo dovrebbe valere come precondizione per la candidatura o per l'incarico.
b) Una considerevole riduzione dei componenti gli esecutivi e l'adozione di parametri rigidi circa il rapporto numerico fra componenti le assemblee elettive e la consistenza del bacino elettorale.
c) Soppressione di tutti i benefits che non siano strettamente necessari alla funzione svolta, e rigorosa corresponsione dei rimborsi a pie' di lista. Di conseguenza, decadenza di tutti i benefits una volta scaduto il mandato.
d) Equiparazione dei coefficienti per il calcolo dei trattamenti pensionistici (vitalizi) con quelli vigenti per i lavoratori dipendenti.
e) Applicazione del limite massimo del doppio mandato, vincolando eventuali e limitate eccezioni ad unampia discussione pubblica in cui siano valutate le loro motivazioni. Alla scadenza leletto non puт essere il beneficiario di incarichi di competenza del potere politico prima che siano trascorsi cinque anni. Piщ brevi sono gli incarichi, piщ semplice e naturale risulterа il ritorno all'attivitа svolta prima di assumerli. I lunghi distacchi sono di difficilissima gestione perchй il reinserimento nel lavoro sarа inevitabilmente traumatico, se non altro per le rapidissime modifiche subite dalle forme in cui si svolge il lavoro. Non tener conto di questa evidenza significa semplicemente scegliere la via dell'autoriproduzione di una classe dirigente.

Un secondo pacchetto riguarda quello che possiamo definire il sistema di governo pubblico allargato, meno presente nel dibattito di questi mesi, ma non meno bisognoso di una profonda moralizzazione, oltre che di un vero salto in avanti in termini di efficienza e di efficacia. In questo settore si possono prevedere:

a) Adozione di criteri esclusivamente meritocratici, pubblici e trasparenti, per tutti gli incarichi afferenti al settore pubblico allargato (commissioni esterne, valutazione dei curricula, attribuzione dei punteggi secondo parametri obiettivi, motivazione dettagliata dei vari elementi che hanno concorso all'assegnazione dell'incarico). E' evidente che tali procedure comportano anche il superamento dello spoil system, un metodo che, sottomettendo la dirigenza alla politica, ha accentuato l'inquinamento e l'inefficienza delle pubbliche amministrazioni. Per salvaguardare la reciproca autonomia fra politica e amministrazione, va inoltre prevista lincompatibilitа fra lessere membro di unassemblea elettiva ed anche di un organo statutario di unazienda partecipata dal medesimo livello istituzionale.

b) Commisurazione del valore economico degli incarichi di rappresentanza politica (per lo piщ, le presidenze) ai compensi, significativamente ridotti rispetto a quelli attuali, di coloro che svolgono funzioni politico-istituzionali, e conseguente determinazione di un tetto al cumulo delle indennitа di rappresentanza..

c) Applicazione inderogabile del limite massimo del doppio mandato.
Verifica periodica con modalitа partecipative dell'operato dei rappresentanti ovunque collocati. Tale verifica deve riguardare naturalmente anche le nomine di rappresentanza di emanazione pubblica e, con appropriate modalitа, le responsabilitа gestionali.

d) Valorizzazione delle funzioni e del lavoro delle pubbliche amministrazioni potenziandone efficienza ed efficacia in modo da ridurre all'essenziale le attivitа esternalizzate, spesso piщ onerose, luoghi di lavoro precario, strumento di clientelismo.

e) Razionalizzazione, concentrazione e qualificazione delle strutture che operano nel campo della consulenza e dell'assistenza agli enti pubblici. In quest'area si concentra una notevole dispersione di risorse pubbliche ed ha modo di espandersi un fitto reticolo di intrecci clientelari.

Documento elaborato da Sinistra Unita e Plurale- Firenze
http://xlasinistradellunione.it/
[email protected]

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