Cittadini per la Memoria del Vajont sign now




Longarone, 15 Marzo 2005



Al presidente della Repubblica Italiana
Al presidente dell'Enel


Al presidente della Montedison (ora Edison)

  e per conoscenza:


Al sindaco di Longarone

Al sindaco di Erto e Casso

Al sindaco di Castellavazzo

Al sindaco di Vajont

Al Presidente della Provincia di Belluno

Al Presidente della Provincia di Pordenone

Al Presidente della Regione Veneto

Al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia

Al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca

Alla stampa



La notte del 9 ottobre 1963 si compì la più spaventosa delle tragedie annunciate della storia italiana che rubò la vita a quasi duemila persone e segnò per sempre quelle dei loro familiari che sopravvissero. L'onda che scavalcò la diga del Vajont si abbattè su quattro comuni: Longarone e alcune sue frazioni (Pirago, Rivalta, Villanova, Faè) vennero rase al suolo e pagarono il conto più alto anche in termini di vittime (1450 persone), e poi Erto e Casso (158 morti) e Castellavazzo (111).

Ci furono 191 morti di altri comuni, regioni e nazioni: uomini, donne e bambini che furono travolti dall'onda mentre si trovavano in uno dei paesi coinvolti per guardare una partita di calcio in un bar, per visitare amici, o parenti, o semplicemente per essere puntuali ad un ultimo fatale appuntamento.

Molte centinaia di morti (tra cui le famiglie completamente estinte dall'onda) non furono nemmeno mai risarciti.



Per tutti gli italiani e per i cittadini del mondo "Vajont" è diventato il sinonimo di ciò che uno Stato, delle aziende pubbliche, dei professionisti non dovrebbero mai fare: anteporre interessi e ambizioni economiche, personali e politiche alla sicurezza dei cittadini, alla loro stessa vita.



      Il Vajont insegna anche dove possano condurre l'omertà e il silenzio con i quali anche quelli che non sono direttamente responsabili, ma che sanno e potrebbero fare qualcosa per impedire che un delitto si compia, smettono di essere innocenti e sono chiamati a rispondere, se non in tribunale, almeno di fronte alla propria coscienza.

      Il Vajont insegna l'importanza della partecipazione civile alla vita pubblica e quanto sia pericoloso non esercitare un diritto-dovere fondamentale in ogni democrazia: il controllo dei cittadini sui propri rappresentanti.

      Il Vajont insegna quale può essere il ruolo della stampa e dei media nel prevenire eccidi come questo: possono tacere, far finta di non vedere, non far domande scomode, come fecero in molti; possono aiutare i cittadini ad esercitare il proprio diritto di controllo, come fece Tina Merlin.



A quasi quarantadue anni da quella notte, e dopo numerose commemorazioni anche da parte dello Stato italiano i firmatari di questa lettera, cittadini italiani e del mondo, inoltrano formale richiesta affinchè:




  Lo Stato italiano, l'Enel e la Montedison (diretti responsabili della tragedia) esprimano formali scuse ai familiari delle vittime, alla cittadinanza dei paesi interessati, ai cittadini italiani tutti, per le loro responsabilità per quello che accadde quella notte.

Le scuse sono un atto dovuto e rappresentano, anche se purtroppo tardive (non sono mai state espresse nemmeno in seguito alle sentenze), un atto di giustizia verso chi non c'è più e verso chi ancora si porta dentro le profonde ferite per quello che avvenne.

Durante la sua visita a Gerusalemme nel 2000, Papa Giovanni Paolo II ha presentato le sue scuse alla comunità ebraica e allo Stato d'Israele per le responsabilità cattoliche nella Shoah. Ha insegnato a noi tutti quanto sia doveroso, ma anche coraggioso, storicamente e umanamente, un simile atto formale.



  Lo Stato italiano renda omaggio alle vittime conferendo loro la medaglia d'oro alla memoria e dichiari il 9 ottobre "Giornata della memoria per le vittime del Vajont".



  Il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Letizia Moratti richieda ad autori ed editori di inserire nei testi scolastici della scuola dell'obbligo la storia della diga del Vajont senza tralasciare di citare responsabili e responsabilità per quella tragedia che doveva e poteva essere evitata.




Rispettosamente,
Longarone, March 2005, the 15th.





To the italian Republic's president
To the Enel Corp.'s president


To the Montedison'president (today, Edison Corp.)



  and CC:


to the Majors of involved cities:

- Longarone

- Erto e Casso

- Castellavazzo

- Vajont;

to the Provinces presidents of:

- Belluno and

Pordenone;

to the presidents of

- Veneto and

Friuli Venezia Giulia regions

to the Istruzione, Università e Ricerca minister

to the Press




In the dark night of the 9th. October 1963 the greatest, most dreadful and wide predicted tragedy in the italian history happened.


That night almost 2.000 people was murdered at a time, the life and future of their keens and survivors was definetly wiped away and deeply upset.

The huge killer wawe that flew over the Vajont dam fell ferociously on 4 towns and washed them away together with 1450 lifes from Longarone, 158 lifes from Erto and Casso, 111 lifes from Castellavazzo, 191 lifes of simple people that found themselves right their at the destiny date.


Hundreds of the victims were even never compensate for the loss of their complete existence in properties and life.



Since than for all Italians as well as for the whole world, Vajont is the name of mass murder through conspiracy of silence and money.



      Vajont is the name of how a State, public companies, professionals and men should never be.



      In the end Vajont signs the importance of civil commitment and effective relation between comunities, civilians, State authorities and their representatives.



      Vajont is a live example of the role that press and medias play and how they interfere in the happenings: their becoming and their conseguences. How asking, telling or keeping silence make the difference: see Tina Merlin.



42 years has gone since that dark night, also numerous solemn commemorations and sincere promises has gone since than.

Now the undersigned italians and citizens of the world make formal request:



≡    for the Italian Government and Parliament, the Enel and Montedison corporations (direct responsibles for the tragedy) formally ask for forgiveness to the survived keens of the victims, to the communities involved, to the italians all for their responsabilities in what occured that dark night. This all has ever since been done by anybody so far, although asking for apologize should have been the first and least right thing to be done towards those who fell and those who still suffer the tragedy inside.

Think of the apologize that John Paul II solemnly ask for the responsabilities of the Catholic Church during the Shoah in his visit to Jerusalem in 2000. That act has been the most coragious and human one that can relieve the pain of injustice.



≡    for the Italian State to commemorate the victims awarding them with the memorial gold medal and to declare the 9th. of October "Day of Memory for the Vajont victims".



≡    for the Ministry of education, Univerity and research to ask the writers and editors of school books to introduce and publish the history and facts of Vajont, citating the responsabilities and the involved actors: so that in future such events will hopefully be avoidable.



Respectfully,


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Deanna OnealBy:
Entertainment and MediaIn:
Petition target:
al Presidente della Repubblica Ciampi, ai presidenti di Enel e Edison (gia' Montedison)

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