Liberate Jovan Divjak! firma ora

Al Presidente della Commissione UE

Al Presidente del Parlamento UE

Al Presidente del Consiglio d'Europa

Al Presidente della Commissione UE per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni

Al Presidente della Repubblica Federale d'Austria

Al Presidente della Repubblica d'Italia

A S.E. Ambasciatore d'Austria in Italia




A seguito della notizia dell'arresto di Jovan Divjak avvenuta a Vienna nella serata di giovedì 3 marzo 2011 e della volontà di procedere alla sua estradizione in Serbia, esprimiamo la nostra indignazione chiedendo il suo immediato rilascio.


Oltre a godere della nostra totale stima e fiducia, avendolo conosciuto personalmente e ben sapendo quanto Jovan Divjak ha fatto scegliendo di rimanere a combattere accanto alla cittadinanza nell'assedio di Sarajevo durante la guerra degli anni '90, incurante di ogni appartenenza etnica, e soprattutto come abbia continuato e continui tutt'ora ad operare dopo la fine del conflitto bellico (non ultima la Fondazione dell'associazione per gli orfani di guerra “Obrazovanje gradi Bih” - “L'educazione costruisce la Bosnia Erzegovina”) riteniamo inaccettabile ed intollerabile il suo arresto sulla base del mandato internazionale emesso dalla Serbia per i fatti della Dobrovoljačka ulica del 3 maggio del 1992.


Manifestando la nostra piena solidarietà nei suoi confronti riteniamo per altro inaccettabile che l'accusa a Jovan Divjak quale “criminale di guerra” venga accettata dai governi o dai tribunali degli altri Paesi quando è invece evidente che si tratta di un'azione strumentale e meramente politica –come dimostrato, nel caso di Ejup Ganic, arrestato per lo stesso mandato di cattura e per lo stesso episodio a Londra lo scorso anno e poi rilasciato perché fu riconosciuta l’infondatezza dell’accusa- da parte di chi ancora non è riuscito a consegnare al Tribunale internazionale dell'Aja i veri criminali di guerra come il responsabile del genocidio di Srebrenica: Ratko Mladic e gli esecutori di tutti i massacri avvenuti in quegli anni in Bosnia..


Chiediamo la piena tutela in tutta l'UE di Jovan Divjak, dei valori che egli rappresenta per i cittadini e per tutte le vittime dell'assedio di Sarajevo e di quella guerra e che gli sia garantita la piena libertà di circolazione a sostegno dell'associazione benemerita da Lui presieduta.



Primi firmatari:

Associazione “Tenda per la Pace e i Diritti-Peace and Human Rights Tent”

Predrag Matvejevic (scrittore)

Paolo Rumiz (giornalista e scrittore)

Melita Richter (sociologa)

Giacomo Scotti (scrittore)

Alda Radaelli (giornalista)

Azra Nuhefendic (giornalista)

Maria Bacchi (storica)

Lisa Clark e Albino Bizzotto (associazione “Beati i Costruttori di Pace)

Franco Juri (giornalista, parlamentare Repubblica Slovenia)

Marina Guglielmi (assessore Provincia Trieste)

Marco Marincic (assessore Provincia Gorizia)

Carla Melli (consigliere Provincia Trieste)

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arresto, bosnia, diritti, divjak, jovan, liberazione, pace, sarajevo, tenda

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