Attivazione Zona Franca "integrale" in Sardegna. firma ora

Al Presidente della Regione Sardegna
Francesco Pigliaru
Alla Giunta Regionale
Ai Sig.ri Consiglieri Regionali


Oggetto: attivazione anche in Sardegna della Zona Franca “integrale”.


Con questa petizione il popolo Sardo chiede alla Regione Sardegna ” che ne ha competenza e spettanza”, l’attivazione della fiscalità di compensazione, più nota come “zona franca”, sull’ intero territorio della Sardegna, e  le dimissioni immediate del Governatore  Pigliaru, perchè la sua figura si è dimostrata  inadeguata a rappresentare gli interessi del popolo sardo. Pigliaru è colui secondo il quale la zona franca in Sardegna è un danno e non conviene ed è colui che, insieme ai suoi amici professori, sta negando da anni la zona franca integrale alla terra che rappresenta!

Governatore Pigliaru, il popolo Sardo ha atteso inutilmente  una sua risposta sull'attuazione della zona franca su tutto il territorio della Sardegna, riteniamo pertanto che se non otterrà soddisfazione dalla magistratura italiana, chiederà alla Corte di Giustizia europea per quale motivo la Sardegna muore senza che le istituzioni che la rappresentano facciano ciò che direttive e regolamenti UE, leggi dello stato e leggi di grado costituzionale impongono (CEE n. 2913/1992 (Consiglio) n. 2454/1993 (Commissione), d.lgs 75/1998, D.P.C.M 7 giugno 2001, legge cost. 3/1948) per favorire la ripresa economica, scongiurare il progressivo e quasi irreversibile impoverimento della nostra Regione e ridurre la sperequazione rispetto al resto d'Europa, dovuta all'insularità.”

Perchè vogliamo la Zona Franca “integrale”

La Sardegna è un’isola posta al centro del Mar Mediterraneo, famosa in tutto il mondo per le sue spiagge. In realtà di attraente non c’è solo il mare ma anche una storia antichissima che ha lasciato un notevole patrimonio artistico-culturale unico al mondo. Dati statistici incontestabili confermano che  1.800.000 sardi sono emigrati, riducendo così  il numero dei residenti e disoccupati a 1.500.000, per cui ne consegue una delle regioni più spopolate d'Europa.  Il motivo dello spopolamento è dato dalla sistematica distruzione di ogni fonte di lavoro da parte dello Stato Italiano avvenuta con l’imposizione di un’aggressione fiscale impensabile che ha causato la disoccupazione che supera il 50% tra i giovani e oltre il 20% nel resto della forza lavorativa. Tale politica, attuata con la collaborazione di alcuni personaggi locali, si traduce in vero e proprio genocidio economico che costringe tutti i giovani a trasferirsi all’estero, impedendo lo sviluppo economico dell’isola. Eppure la Sardegna potrebbe esportare numerosi prodotti di eccellenza, soprattutto agricoli e artigianali, ma non solo, grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo potrebbe essere un enorme deposito doganale di transito con tutto l’indotto produttivo che ne consegue. Esistono delle leggi che potrebbero ridurre i costi della produzione e delle merci nell’Isola applicando le franchigie doganali e fiscali e trasformandola in una Zona Franca: in parole povere significherebbe permettere alle aziende locali di produrre ad un costo comparabile con quello delle aziende di terraferma e le compagnie estere verrebbero ad investire in Sardegna, sfruttando la sua vantaggiosa posizione e creando posti di lavoro. In conclusione tutti dovrebbero pretendere l’applicazione delle leggi italiane che prevedono la zona franca della Sardegna.

La zona franca spetta alla sardegna per compensare una serie di disagi che derivano da 3 fattori principali.

Insularità – spopolamento – bassa densità demografica

La sardegna e le sue isole minori sono considerate “Zona Francha extradoganale” delimitate dal mare circostante. Questo significa che tutta la sardegna ha diritto alle agevolazioni fiscali spettanti alle zone franche di tutto il mondo e cioè:

Eliminazione  di Iva, Accise e Dazi Doganali

Il movimento Maja De Jana composto da liberi cittadini che non si identificano con nessun partito politico, stà spronando la popolazione a mobilitarsi e a riprendersi orgogliosamente ciò che ha diritto ad avere: una regione florida e ricca, in cui i giovani non debbano allontanarsi per cercare lavoro ma possano rimanere e diventare imprenditori nella propria terra.  

Il decreto legislativo del 10 Marzo 1998 n. 75 che così dice all’art. 1:

In attuazione dell’art.12 dello satuto special della Sardegna approvato con legge costituzionale 26 Febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913/1992 (Consiglio) e n. 2454/1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax, ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili." quindi estesa a tutto il territorio dalla Sardegna.

I benefici sono tanti: riguardano la fiscalità delle imprese, di tutte le dimensioni e settori. Riduzione delle imposte Irpef, Irap, Ires, la defiscalizzazione dell’imposta indiretta deII’Iva.

Agevolazioni sui dazi doganali per le merci in entrata e in uscita. Tutte le famiglie e le persone fisiche trarrebbero benefici dalla defiscalizzazione di tutte le fonti energetiche quindi: Enel, accise sul costo dei carburanti (compresi quelli per uso agricolo e riscaldamento), sulle tassazioni, Imu, canone Rai, Bollo auto ecc.

La Sardegna ha acquisito la Zona Franca “integrale” grazie al trattato di Parigi del 1948 (quindi un trattato internazionale) prim’ancora che nascesse la CEE col trattato di Roma del 1957.

La Free Zona quindi ci è dovuta, nulla viene chiesto che già non ci spetti dab en 64 lunghissimi anni e che non ci sia stata invece, abilmente, tenuta lontana per motive di natura politica.

Tutti gli stati membri della UE hanno le Zone Franche nel proprio territorio. Potremo  finalmente capovolgere la tendenza che ci vede isolate ed abbandonati dale istituzioni oltre che dai mercati sfruttando la nostra posizione geografica nel centro del Mediterraneo.

Con il principio delle società madre/figlia converrebbe a tante aziende italiane ed europee trasferire, o almeno dislocare, parte delle loro produzioni in Sardegna, o qualsiasi attività commercial e di sevizi, creando posti di lavoro e pagando qui le tasse (agevolate) anche per le sedi di esercizio situate all’infuori del nostro territorio. Una grande convenienza per loro quindi, ma soprattutto per Noi che le ospiteremo. Risulta perciò impensabile che la concessione della Zona Franca “integrale” in Sardegna possa determinare la sottrazione di altri diritti già acquisiti nel tempo, altrimenti che compensazione agli svantaggi sarebbe?

Il movimento Maja De Jana insieme al movimento Sardegna Zona Franca si stà battendo affinchè venga subito istituita l’Agenzia delle Entrate Sarda che permetta di mantenere “richezza” nell’isola.

Naturalmente………

Monitorare che vengano ospitate esclusivamente produzioni che non inquinino  e che non creino monopolio di un settore specific, sia nell’assunzione di mano d’opera sarda.

Per quanto sopra esposto

risulta evidente che, dal 1964 ad oggi, alla Sardegna compete oltre alla “zona franca” nei porti e nelle zone industriali, collegate e/o collegabili agli scali medesimi, anche il regime tributario speciale della zona franca al consumo, prevista dall’art.1 della legge 762/1973, perché in quanto isola il regime tributario omologo non può che essere applicato all’ intero territorio circondato dal mare. Una forma di fiscalità speciale che prevede la “esenzione da ogni tipo di tributo sui consumi e sui servizi per i residenti nei  territori extradoganali proclamati come zona franca”.

Ogni momento che passa chiude una nuova azienda in Sardegna e il governatore continua a non fare niente. Quanto tempo ancora passerà fino alle sue dimissioni?

Noi chiediamo le dimissioni immediate del Governatore Pigliaru!

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  • 02 febbraio 2017285. Maria Rosaria Randaccio
    Rivendichiamo il nostro diritto!

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Informazioni

Paolo CorriasDa:
Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:
Destinatario petizione:
Sardegna-Italia-Europa-Circoli Sardi nel mondo

Sostenitori ufficiali della petizione:
Da me in prima persona

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zona franca

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