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NUOVO PIANO per il PARCO NAZIONALE del CILENTO e VALLO di DIANO.


 



PETIZIONE POPOLARE per la redazione e approvazione di un nuovo PIANO per il PARCO
NAZIONALE del CILENTO e VALLO di DIANO
, in conformità alla normativa vigente
in materia
(il testo integrale può essere scaricato dalla pagina
facebook del Comitato Civico Camerota insieme).



Il Comitato Civico “Camerota insieme”, in persona del presidente - legale rapp.te
p.t., e i sottoscrittori della presente petizione



PREMETTONO



A)    La legge n. 394/1991, che ha istituito tra gli altri il Parco Nazionale del
Cilento e Vallo di Diano, ha dettato principi fondamentali per l’istituzione e la gestione
delle aree naturali protette
, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione e nel
rispetto degli accordi internazionali, per garantire e promuovere, in forma coordinata, la
conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del Paese.



B)    Dettati i principi fondamentali per l’istituzione e la gestione delle aree
naturali protette, nonché le misure di incentivazione, la legge n. 394/1991 ha cercato di
assicurare
il giusto contemperamento tra l’esigenza di
salvaguardia del territorio e dell’ambiente e quella di una serena vivibilità in loco della
popolazione
: in particolare, nelle intenzioni del legislatore, tale contemperamento doveva
essere garantito dal procedimento che precede l’emanazione del provvedimento di approvazione finale
del piano per il Parco, poiché caratterizzato dalla preventiva
concertazione e “intesa”
della Regione, non solo con l’Ente Parco, ma
anche e soprattutto con i Comuni interessati, nonché dall’utilizzo
di una scala di rappresentazione non astratta, in grado di facilitare così la
gestione in concreto del Piano e non foriera di incertezze interpretative che possano incidere
negativamente sulla formazione e sullo stesso adeguamento degli strumenti urbanistici comunali.



Il sistema di garanzia non ha prodotto però i risultati
auspicati!



C)    Nel corso degli anni, quindi, la cittadinanza ed il comune di Camerota hanno
più volte manifestato le loro perplessità e rimostranze in ordine all’attuale zonizzazione
del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e al Piano adottato
, chiedendo, tra
l’altro, che le aree territoriali comunali fortemente antropizzate, per
l’urbanizzazione, l’esistenza di strutture ricettive-turistiche, la coltivazione, ecc.,
fossero incluse nelle “aree contigue”, conformemente alle loro
reali esigenze naturalistiche, paesaggistiche e ambientali.



D)     La mancanza di riscontro agli accorati e giusti appelli dei cittadini,
nonché alle osservazioni e ai rilievi del Comune di Camerota, ha reso oggi, anche alla luce
dell’importante sentenza n. 2153/2012 emessa dal TAR di Salerno, sempre più necessaria e non
più procrastinabile la rivisitazione dell’attuale zonizzazione del Parco Nazionale del Cilento e
Vallo di Diano
, con l’adozione di un nuovo Piano
che coinvolga, oltre l’Ente Parco, i Comuni interessati,
quali legittimi rappresentanti delle esigenze delle Comunità locali.



E)    Il provvedimento di approvazione del Piano,
infatti, è stato ritenuto illegittimo per violazione dell’art. 12, co.
4
, L. n. 394/1991, nella parte in cui sancisce che, nel caso in cui il
Piano incida su territori su cui insistono “aree di promozione economica e sociale facenti parte del
medesimo ecosistema”, la Regione debba concertare sia con l’Ente Parco sia con i Comuni interessati
una formale “intesa” preventiva all’emanazione del provvedimento di approvazione finale, circostanza
questa non verificatasi nel procedimento che ha portato all’adozione dell’attuale Piano del Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.



F)    Nello specifico, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania -
Sezione Staccata di Salerno (Sez. I) con la sentenza n. 2153/2012, depositata il
27.11.12, ha definito il procedimento instaurato con il ricorso R.G. n. 1472/2010,
proposto dal Comune di Montecorice, in persona del Vice Sindaco p.t., contro la Regione Campania, in
persona del Presidente p.t., e l’Ente Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, in persona
del Presidente p.t., sia per l’annullamento della delibera del Consiglio Regionale della Campania
del 24.12.09, come da attestazione n. 116/2, pubblicata sul B.U.R.C. n. 9 del 27.01.10, recante
l’approvazione della proposta di deliberazione della Giunta Regionale n. 617 del 13.04.07, avente ad
oggetto il “Piano del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano - co. 3, dell’art. 12 Legge del
6.12.91, n. 394”, anch’esso impugnato, sia per l’annullamento della deliberazione n. 86 del 28.12.01
del Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, recante l’approvazione
in via definitiva del Piano, nonché di ogni altro atto agli stessi preordinato, presupposto,
connesso e conseguente, parimenti lesivo, ancorché non conosciuto.



G)    Con la summenzionata sentenza n. 2153/2012, dunque, il TAR di
Salerno ha ritenuto fondati il terzo e il quarto motivo del ricorso proposto
,
relativamente all’assenza di un’intesa con i Comuni interessati riguardo alla perimetrazione delle
zone D del Piano medesimo e all’assenza nel procedimento di formazione del Piano
, sotto
altro profilo, delle posizioni rappresentante nelle osservazioni, nonché
all’uso di una scala di rappresentazione grafica eccessivamente ampia
.



H)    In particolare, il Collegio ha condiviso il rilievo dell’amministrazione
comunale di Montecorice, e quindi indirettamente le doglianze, le osservazioni e i rilievi più
volte espressi, anche dai cittadini e dal Comune di Camerota, che con questa petizione si
ribadiscono
, circa la sostanziale violazione dell’art. 12, co. 4, della L. n. 394/1991,
precisando che “… Ai fini della predisposizione del Piano, il citato art. 12, al comma 2
classifica il territorio in quattro diverse aree, ognuna con un grado decrescente di protezione; la
disposizione infatti prevede le seguenti suddivisioni:



a) le riserve integrali;



b) le riserve generali orientante;



c) le aree di protezione;



d) le aree di promozione economica e sociale nelle quali sono consentite attività compatibili
con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio culturale delle
collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori.



Per le zone di quest’ultima categoria, lo strumento pianificatorio finisce per avere il
maggiore impatto socio-economico e produttivo, in relazione alla possibilità di trasformare più
incisivamente il territorio.



Ebbene l’art. 12, comma 4, L. n. 394/1991 distingue il procedimento da seguire per l’emanazione
del provvedimento finale in relazione alla categoria della zona coinvolta. Infatti, per le aree di
cui alle lettere a), b) e c), le Regioni, previa pronuncia sulle osservazioni degli interessati,
emanano il provvedimento approvativo, in base all’intesa raggiunta con l’Ente Parco.



Per le aree di cui alla lett. d), ossia quelle di promozione
economica e sociale, la Regione può emanare il provvedimento finale d’intesa non
solo con l’Ente parco ma anche con i comuni interessati.



Pertanto, per la regolamentazione di tali zone, a differenza delle zone di
categoria a), b), e c), la legge considera non sufficiente la mera partecipazione
dei comuni interessati ed esige il concorso della loro volontà, anche ai fini della
formazione dell’atto di pianificazione. Il legislatore richiede dunque una
forma di partecipazione più penetrante e qualificata che
non si riduce alla mera facoltà di
presentare osservazioni ma impone il raggiungimento di un’intesa con il comune investito
della potestà pianificatoria
; è per questo che il consenso di quest’ultimo condiziona la
redazione del Piano …
”; il TAR Salernitano, inoltre, ha evidenziato che “la
scelta della scala di rappresentazione
, a causa della sua astrattezza,
non è in grado di facilitare la gestione in concreto del Piano ed è foriera di incertezze
interpretative che incideranno negativamente sulla formazione e sullo stesso adeguamento degli
strumenti urbanistici comunali
. L’eccessivo livello di astrattezza emerge, in particolare,
per la pianificazione delle zone di maggiore antropizzazione le quali presentano situazioni
complesse e disomogenee che richiedono, già in fase di programmazione, una più esatta definizione
degli interventi ammissibili e compatibili con le strategie e le prescrizioni del piano di
parco
.”



I)     Per tutte le ragioni e i motivi innanzi esposti, anche alla luce della
recente pronuncia del TAR di Salerno citata, gli esponenti con la presente petizione manifestano il
proprio interesse alla rivisitazione dell’attuale zonizzazione del Parco Nazionale del
Cilento e Vallo di Diano
, con la redazione
di
un nuovo Piano del Parco che rappresenti il provvedimento
finale d’intesa
, non solo con l’Ente Parco, ma anche con i Comuni
interessati
, che dovranno concorrere con la loro volontà alla formazione dell’atto
di pianificazione
.



************



Tanto premesso, il Comitato Civico “Camerota insieme”, in persona del presidente -
legale rapp.te p.t., ed i sottoscrittori della presente
petizione
,



CHIEDONO



alla Regione Campania, in persona del presidente p.t., e all’Ente Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in persona del presidente p.t.,
ciascuno per quanto di rispettiva competenza, e previo annullamento della delibera del Consiglio
Regionale della Campania del 24.12.09, come da attestazione n. 116/2, pubblicata sul B.U.R.C. n. 9
del 27.01.10, recante l’approvazione della proposta di deliberazione della Giunta Regionale n. 617
del 13.04.07, avente ad oggetto il “Piano del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano - co. 3,
dell’art. 12 L. del 6.12.91, n. 394” e della deliberazione n. 86 del 28.12.01 del Consiglio
direttivo del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, recante l’approvazione in via definitiva
del Piano, nonché di ogni altro atto agli stessi preordinato, presupposto, connesso e conseguente,
già annullati per quanto di ragione dal TAR Campania Sezione Staccata di Salerno con sentenza n.
2153/2012, la rivisitazione dell’attuale zonizzazione del Parco Nazionale del Cilento e
Vallo di Diano
, con la redazione di un nuovo Piano del Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
, che sia, almeno per le zone d), di
cui all’art. 12, co. 2, Legge n. 394/1991, ossia per le aree di promozione economica e
sociale, preventivamente oggetto di intesa con i Comuni interessati,
investiti della potestà pianificatoria
.



Dichiarano inoltre di aver ricevuto l’informativa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003 e di
essere edotti che il trattamento dei propri dati personali avviene solo per le finalità connesse al
presente atto.